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Lo sai che? Richiesta di affidamento esclusivo del figlio senza motivi: può scattare la multa

Lo sai che? Pubblicato il 9 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 gennaio 2014

Per evitare la condanna per abuso del processo, le richieste processuali, anche quelle relative all’affidamento dei figli, devono sempre essere supportate da validi elementi.

Se un genitore avanza la richiesta di affidamento esclusivo del figlio senza che vi siano validi motivi può essere multato e l’altro genitore ha diritto ad essere risarcito per “abuso del processo“.

I litigi di una coppia ormai “rotta” vertono quasi sempre sull’importo dell’assegno di mantenimento e sull’affidamento dei figli.

La sede naturale per risolvere le controversie familiari resta sempre il Tribunale sia che si tratti di coppia coniugata, sia che si tratti di conviventi.

Uno dei principali problemi di una coppia in crisi è rappresentato dall’affidamento dei figli che può essere condiviso (la regola) o esclusivo (l’eccezione).

Questo significa che se la richiesta di affidamento esclusivo di un figlio non è supportata da argomentazioni valide, quindi è campata in aria, il genitore che ne fa richiesta può essere multato. L’altro genitore, invece, ha diritto ad essere risarcito perché ha subito un danno per “l’abuso del processo” .

Questo è quanto ha stabilito, qualche tempo fa, il Tribunale di Milano con un decreto [1] con cui ha multato una madre che, in tutte le udienze, aveva sempre richiesto l’affidamento della figlia senza che vi fossero elementi a sostegno della sua domanda. Avanzando una richiesta infondata la donna aveva non solo allungato i tempi del processo, ma aveva anche negato al padre la possibilità di poter vedere la figlia per così tanto tempo.

Ciò non significa che tutte le volte che un genitore farà una richiesta di affidamento esclusivo deve temere di essere multato; la sanzione viene applicata soltanto se la richiesta di affidamento esclusivo non è supportata da valide motivazioni.

Per comprendere meglio la questione è opportuno chiarire le differenze tra affidamento condiviso ed esclusivo.

L’affidamento dei figli, come detto più volte, può essere:

1. condiviso: quando tutte le decisioni di maggiore interesse relative all’istruzione, all’educazione e alla salute dei figli vanno prese di comune accordo tra i genitori. Il compito è quello di consentire ai genitori di continuare a seguire i figli nel loro percorso di crescita nonostante la separazione;

2. esclusivo: quando i figli vengono affidati al genitore che si presenta più idoneo, dal punto di vista psicologico, affettivo e materiale; al genitore affidatario spetta l’esercizio esclusivo della potestà genitoriale. Lo scopo dell’affidamento esclusivo è di ridurre al minimo i danni di una crisi familiare quando l’altro genitore presenta grossi problemi di relazione.

Premesso ciò, mentre l’affidamento condiviso è quasi sempre una regola, per chiedere l’affidamento esclusivo è invece necessario che vi siano dei presupposti specifici, quali:

a) genitore violento verso i figli;

b) genitore assente dal punto di vista affettivo e materiale;

c) genitore assente nel giudizio di separazione e, nel caso di coppia di fatto, genitore assente nel giudizio per il mantenimento e l’affidamento del figlio.

Per una crescita serena dei figli, con la separazione o con la fine di una relazione, la scelta consigliata è chiedere sempre un affidamento condiviso dei figli; in casi particolari si può chiedere l’affidamento esclusivo dei figli. La richiesta però deve essere fondata e documentata; diversamente, il genitore che ne fa richiesta in modo immotivato rischia di pagare una multa e di risarcire l’altro genitore che subisce un danno per “l’abuso del processo”.

note

[1] Trib. Milano decr .del 27.03. 2011.

Autore immagine: 123rf.com


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