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Il preventivo non contestato: cosa dice la legge

17 Marzo 2021 | Autore:
Il preventivo non contestato: cosa dice la legge

Preventivo di spesa: cos’è e qual è il suo valore giuridico? Contestazione in giudizio: cos’è e perché è importante? Quando il preventivo ha valore probatorio?

Secondo la legge italiana, chi agisce in giudizio deve fornire le prove che sono a sostegno delle proprie ragioni. In altre parole, chi vuole far valere i propri diritti deve dimostrarli, fornendo al giudice i fatti su cui si fondano. Spesso, nelle cause per risarcimento, la parte danneggiata produce in giudizio il preventivo che gli è stato fatto da chi dovrà provvedere alla riparazione del bene che è stato danneggiato dalla controparte. In casi del genere, il semplice documento di spesa depositato dalla parte può avere un valore importante ed essere preso in considerazione dal giudice? Cosa dice la legge se il preventivo non è contestato?

Il preventivo di spesa non è solamente tipico delle cause di risarcimento danni (ad esempio, negli incidenti stradali) ma anche dei giudizi intrapresi dai professionisti per farsi pagare la parcella. Ad esempio, è noto che l’avvocato, al momento del conferimento dell’incarico, deve far sottoscrivere un preventivo al proprio assistito, indicando analiticamente il suo onorario in base al valore della causa e a ogni altra circostanza che consenta di inquadrare la difficoltà del caso. In un’ipotesi del genere, il preventivo del professionista che valore ha? Cosa succede se non viene contestato?

Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per sapere cosa dice la legge a proposito del preventivo non contestato dalla controparte.

Preventivo: cos’è?

Il preventivo è un documento che riporta la spesa inerente a una determinata prestazione.

In altre parole, il preventivo indica il corrispettivo che dovrà essere pagato per l’esecuzione di una prestazione.

Il preventivo può riguardare tanto una prestazione manuale (è il tipico caso del preventivo del carrozziere o del meccanico) oppure una prestazione intellettuale (il preventivo del libero professionista, ad esempio).

Preventivo di spesa: che valore ha?

Secondo la giurisprudenza [1], il preventivo di spesa prodotto in giudizio dalla parte danneggiata non ha alcun valore di prova se non sussistono ulteriori elementi a sostegno, come ad esempio il listino prezzi relativo ai pezzi di ricambio, le fotografie oppure la fattura emessa a seguito della prestazione.

Il preventivo di spesa, dunque, da solo non è sufficiente a provare il danno; esso può fungere al massimo da argomento di prova (cioè, come indizio) utilizzabile unitamente ad altri elementi al fine di pervenire alla liquidazione, se del caso anche in via equitativa.

Quanto appena detto, però, soffre un’eccezione nel caso in cui il preventivo non sia neanche contestato dalla controparte processuale. Cosa significa? Prosegui nella lettura.

Contestazione in giudizio: cos’è?

Secondo la legge [2], la parte che si costituisce in giudizio deve proporre tutte le sue difese prendendo posizione sui fatti posti dall’attore a fondamento della domanda.

In pratica, il convenuto deve avere cura di contestare tutti i fatti che gli sono addebitati dalla controparte, compresi gli eventuali elementi di prova.

La contestazione deve essere specifica [3], nel senso che deve riferirsi in modo dettagliato ai fatti sostenuti da controparte a fondamento delle proprie ragioni.

In assenza di contestazione, il giudice potrà ritenere vero ciò che non è stato oggetto di specifica contestazione.

Preventivo di spesa non contestato: vale come prova?

Secondo la Corte di Cassazione [4], il preventivo di spesa non contestato specificamente costituisce prova, almeno in ordine all’importo in esso contenuto.

In altre parole, la mancata contestazione del preventivo prodotto dalla parte che chiede il risarcimento fa sì che esso diventi idonea prova dell’entità del risarcimento.

Secondo i giudici, se il preventivo è completo ed è riconducibile al professionista oppure alla ditta che lo ha emesso (magari perché sottoscritto), allora deve ritenersi un documento giuridico a tutti gli effetti che, se non contestato, può costituire prova dell’importo del danno patito.

Dunque, il preventivo di spesa non specificamente contestato è idoneo a diventare prova, almeno con riferimento all’importo in esso indicato, cioè all’entità del risarcimento).

Preventivo del professionista: che valore ha?

Diverso è il discorso del preventivo del professionista. Dal punto di vista giuridico, il preventivo del professionista è una proposta di contratto attraverso cui ci si impegna ad eseguire una prestazione dietro pagamento di un corrispettivo.

Solo quando interviene l’accettazione del preventivo da parte del cliente il contratto può dirsi concluso e quindi il cliente si vincola e diventa debitore dell’importo indicato nel preventivo.

Di conseguenza, il preventivo del professionista, una volta sottoscritto dal cliente, costituisce piena prova dell’importo che deve essere versato al creditore.

Pertanto, il problema della contestazione del preventivo del professionista non si pone, trattandosi di un vero e proprio contratto vincolante per le parti.

Ciò che può contestare il debitore è invece la prestazione del professionista stesso: è chiaro, infatti, che non è possibile pretendere l’onorario pattuito se non si è svolto con diligenza il proprio lavoro.


note

[1] Cass., sent. n. 26693 del 28 novembre 2013.

[2] Art. 167 cod. proc. civ.

[3] Art. 115 cod. proc. civ.

[4] Cass., ord. n. 27624 del 3 dicembre 2020.

Autore immagine: canva.com/


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