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Cosa spetta alla moglie dopo la morte del marito?

20 Dicembre 2020
Cosa spetta alla moglie dopo la morte del marito?

Successione del coniuge con o senza testamento: la quota legittima, il diritto di abitazione nella casa coniugale e le quote legali di eredità. 

Tra tutti gli eredi, il coniuge è sicuramente quello con maggiori diritti. La legge lo tutela sia sotto il profilo abitativo (assegnandogli il diritto di abitazione nella casa coniugale vita natural durante) che sotto quello patrimoniale (considerandolo erede legittimario). 

Cosa significa tutto ciò in termini pratici? Cosa spetta alla moglie dopo la morte del marito? Cerchiamo di fare il punto della situazione tenendo ovviamente conto che il risultato pratico potrà variare, caso per caso, in base all’esistenza di un testamento e delle previsioni in esso contenute. 

Quote dell’eredità della moglie alla morte del marito

Per stabilire cosa spetta alla moglie dopo la morte del marito bisogna fare i conti con alcune variabili che a breve vedremo.

Quando muore una persona senza aver lasciato testamento, la moglie è un erede “necessario”, cioè ha sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto. Questa quota varia a seconda della presenza di figli. In particolare:

  • se la coppia ha avuto un solo figlio, alla moglie va metà dell’eredità del marito;
  • se la coppia ha avuto due o più figli, alla moglie va un terzo dell’eredità e ai figli gli altri due terzi;
  • se la coppia non ha avuto figli e il coniuge defunto non ha né fratelli, né sorelle, né genitori ancora in vita, il coniuge è erede universale e riceve tutto il patrimonio;
  • se la coppia non ha avuto figli ma il marito defunto aveva dei fratelli mentre i genitori non sono più vivi, alla moglie vanno i due terzi dell’eredità e ai fratelli un terzo;
  • se la coppia non ha avuto figli ma il marito defunto aveva ancora dei genitori in vita, ma non aveva fratelli o sorelle, alla moglie vanno i due terzi dell’eredità, mentre ai genitori un terzo da dividere in parti uguali;
  • se la coppia non ha avuto figli ma il marito defunto aveva sia uno o due genitori in vita e fratelli/sorelle, alla moglie spettano due terzi dell’eredità, mentre agli altri eredi un terzo in parti uguali. 

Diritto di abitazione della moglie nella casa coniugale

Oltre alle predette percentuali, alla moglie spetta sempre il diritto di abitazione sulla casa coniugale, quella cioè adibita a residenza della famiglia, anche se passata in eredità ad altri eredi. Gli altri eventuali eredi acquistano su tale immobile un diritto di proprietà gravato dal diritto reale limitato di abitazione. Pertanto, essi, pur divenendo proprietari del bene (o solo per una semplice quota) dovranno consentire alla moglie superstite di viverci fino a quando non morirà anche lei. 

Il coniuge ha poi il diritto di uso dei mobili che corredano tale immobile, anche se di proprietà del defunto.

Il diritto di abitazione sulla casa familiare spetta solo a condizione che l’immobile appartenesse al coniuge defunto o a entrambi i coniugi. 

La casa adibita a residenza familiare è l’immobile in cui i coniugi, in base alle esigenze di entrambi, vivevano insieme e avevano stabilito la vita del gruppo familiare. Il diritto di abitazione può, perciò, avere ad oggetto soltanto l’immobile concretamente utilizzato prima della morte del defunto come residenza familiare e non un altro ulteriore appartamento (anche se ricompreso nello stesso fabbricato, ma non utilizzato per le esigenze abitative della famiglia). 

Quindi, non si può imporre alla moglie di andare a vivere in un’altra abitazione di proprietà del defunto dove la famiglia non aveva fissato la propria dimora abituale.

Se la coppia era separata, la moglie, pur restando erede dell’ex marito, perde il diritto di abitazione nella casa coniugale non essendo la stessa più considerabile residenza familiare. 

Diritto di abitazione della moglie nella casa in affitto

Il coniuge vanta sempre un diritto di abitazione nell’immobile: ella cioè succede nel contratto di affitto.

Se muore il marito che ha concluso il contratto di locazione, la moglie può continuare a stare nell’appartamento e l’affitto viene “volturato”.

Pensione di reversibilità

La moglie, anche se separata, ha diritto poi a ottenere la pensione di reversibilità del marito defunto. Tale pensione le spetta sia che accetti o che rifiuti l’eredità. 

Eredità alla moglie separata o divorziata 

Se la coppia era già separata prima della morte del marito, la moglie è ugualmente sua erede, ma non può chiedere il diritto di abitazione nella casa coniugale. 

Se però la separazione è con addebito (ossia con imputazione di responsabilità alla moglie per la fine del matrimonio), la moglie perde anche il diritto alla propria quota ereditaria e non può rivendicare alcunché dal patrimonio del marito.

Quando il matrimonio è stato dichiarato nullo dopo la morte di uno dei coniugi, il coniuge superstite di buona fede succede come se fosse coniuge a tutti gli effetti, applicandosi pertanto le regole generali, compresa la successione nel contratto di locazione.

In caso di divorzio, all’ex moglie non spetta più alcun diritto ereditario.

Cosa spetta alla moglie in caso di testamento?

Se il marito, prima di morire, ha lasciato testamento, la moglie viene considerata comunque erede legittimario: ha cioè diritto a una quota minima (la cosiddetta quota di legittima) sul patrimonio ereditario, a prescindere da quanto indicato all’interno del testamento stesso. 

Questa quota è così riassumibile:

  • se la coppia non ha avuto figli, alla moglie spetta sempre metà del patrimonio del marito;
  • se la coppia ha avuto un solo figlio, alla moglie spetta un terzo dell’eredità del marito (mentre l’altro terzo spetta al figlio);
  • se la coppia ha avuto due o più figli, alla moglie spetta un quarto dell’eredità del marito mentre i due quarti vanno ai figli in parti uguali. 


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