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Covid: cosa si può fare il 25 dicembre

18 Dicembre 2020
Covid: cosa si può fare il 25 dicembre

Secondo giorno di zona rossa nazionale. Vietato uscire di casa, se non per urgenze, lavoro o salute. Chi si può invitare a pranzo.

«A Natale puoi…», è il ritornello di un jingle pubblicitario da anni ricorrente, sotto le feste. Probabilmente, nessuno immaginava che ci si sarebbe ritrovati a riflettere su cosa si può o non può fare a Natale, ma in tempo di pandemia le regole abbondano, per cercare di contenere i contagi.

E allora ecco cosa si potrà fare il 25 dicembre, secondo giorno di zona rossa in tutta Italia. È possibile uscire di casa solo per motivi di salute, lavoro e necessità e muniti di autocertificazione. Ogni volta che si esce, in pratica, si dovrà avere l’autocertificazione che abbiamo imparato a conoscere durante il lockdown della prima ondata. Anche per andare a Messa la mattina del 25. Che, comunque, è uno spostamento consentito per ragioni di necessità.

Per il pranzo di Natale valgono le stesse regole già viste per il cenone della Vigilia (per approfondire leggi qui: Covid: cosa si può fare il 24 dicembre). Si possono invitare a casa al massimo due congiunti o amici che hanno più di 14 anni. Si può invitare anche il fidanzato o la fidanzata. A questi si può aggiungere un numero indefinito di bambini di età inferiore. Mettiamo il caso di una coppia invitata a pranzo dai genitori di lui: se hanno tre o più figli minori di 14 anni non c’è nessun problema.

Diverso se la coppia ha anche solo un figlio quattordicenne o più grande: a quel punto, i congiunti invitati a pranzo sarebbero 3 e questo non è permesso. Se però è il figlio a invitare a casa sua e della sua famiglia i genitori non si viola nessuna regola. Perché non esiste un numero massimo di persone che possono stare a casa insieme, ma un massimo di invitati consentiti.

Salterà subito all’occhio una contraddizione: se nella zona rossa si può uscire solo per lavoro, salute, necessità, come si fa ad andare dai parenti? Si fa, perché è permesso. Diciamo che la zona rossa di Natale è un po’ più soft rispetto a quella canonica. Quindi, è ammessa la possibilità di uscire di casa per andare a pranzo da familiari, purché non si esca dalla Regione di residenza, si rispetti la regola dei 2 congiunti e avvenga una sola volta nell’arco della giornata, muniti di autocertificazione.

Il 25 dicembre ognuno ha le sue abitudini. C’è chi ha quella della passeggiata post-pranzo, per mettere a tacere i sensi di colpa. Quest’anno è meglio prevenire e mangiare meno: in zona rossa, infatti, le passeggiate sono consentite ma solo nelle vicinanze di casa, entro un massimo di 200 metri.

Ci sono poi quelli della gita fuori porta, che dovranno rinunciarvi: la zona rossa non ammette spostamenti all’interno dei Comuni e nemmeno tra Regioni. Ma ci sono delle eccezioni (in cui non rientra, purtroppo, la gita fuori porta): ci si può spostare per motivi di salute, lavoro, necessità sia dal proprio comune, sia dalla propria Regione ed è consentito raggiungere il proprio luogo di residenza, domicilio o abitazione.

Questo vuol dire che se un fuori sede non può partire prima che scatti il divieto di spostamenti regionali (dal 21 dicembre al 6 gennaio) e deve raggiungere la città in cui non vive ma ha la residenza, lo può fare in ogni momento, nonostante il divieto. E lo stesso discorso vale per il ritorno, dato che si tratta di mettersi in viaggio verso la propria abitazione.

Per tutti coloro che invece non hanno la residenza in un’altra regione, ma vorrebbero tornarci esclusivamente per passare il Natale con i propri cari che si trovano lì, questo non sarà possibile. Potranno solo partire prima che sia troppo tardi, cioè prima del 21 dicembre e tornare a casa quando vorranno, essendo consentito in ogni momento.

Un’usanza diffusa a Natale è quella di andare al cinema. Quest’anno non sarà possibile: i cinema sono chiusi anche in zona gialla, così come i teatri e i musei. Ma c’è una buona notizia: è il cinema che viene a casa degli spettatori; non solo grazie alle grandi piattaforme che distribuiscono serie tv, documentari e film on demand ma anche attraverso il progetto #iorestoinsala, circuito nazionale virtuale di sale cinematografiche cui hanno aderito finora più di 50 cinema italiani.

Basta scegliere il film, pagare e guardarlo dal divano. Certo, un po’ diverso rispetto agli altri anni. Ma si possono sostenere le sale, chiuse da mesi. Del resto, il film c’è e pure la compagnia giusta, anche se ridotta all’essenziale.



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1 Commento

  1. La mia famiglia è composta da me mia moglie la piccola di 9 anni e la grande che ha compiuto 15 anni a novembre non posso lasciarla a casa da sola se vado a pranzo dai miei genitori!!!!

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