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Cosa significa liberazione anticipata?

20 Marzo 2021 | Autore:
Cosa significa liberazione anticipata?

Sconto di pena per buona condotta: cos’è, come funziona e come ottenerlo? Cos’è la liberazione anticipata speciale?

Il colpevole di un reato può ottenere uno sconto di pena non soltanto durante il processo, beneficiando ad esempio delle attenuanti oppure del rito abbreviato o del patteggiamento, ma anche comportandosi bene durante l’esecuzione della pena. Secondo la legge italiana, la buona condotta conferisce il diritto a uno sconto di pena, con conseguente possibilità di uscire prima dal carcere. In pratica, l’ordinamento giuridico premia coloro che, pur essendo condannati in via definitiva, dimostrano di volersi reinserire in società dando prova di buona condotta e di partecipazione alle attività organizzate nel penitenziario. Cosa significa liberazione anticipata?

Come vedremo, sebbene la legge inserisca la liberazione anticipata tra le misure alternative alla detenzione, esattamente come l’affidamento in prova ai servizi sociali e la semilibertà, in realtà la liberazione anticipata si configura come un vero e proprio sconto di pena che, però, non permette al condannato di evitare il carcere. Insomma: la liberazione anticipata non è alternativa alla detenzione, mostrandosi più che altro come misura premiale per chi mantiene una buona condotta. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona la liberazione anticipata.

Liberazione anticipata: cos’è?

La liberazione anticipata consiste in uno sconto di pena a favore del detenuto che dà prova di buona condotta durante l’esecuzione della pena.

Per la precisione, al condannato a pena detentiva che abbia dato prove di partecipazione all’opera di rieducazione è concessa una riduzione della pena da scontare, nella misura di cui vedremo di qui a un istante.

Liberazione anticipata: in cosa consiste?

Secondo la legge [1], al condannato a pena detentiva che ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione è concessa, quale riconoscimento di tale partecipazione, e ai fini del suo più efficace reinserimento nella società, una detrazione di quarantacinque giorni per ogni singolo semestre di pena scontata.

In pratica, la liberazione anticipata consiste in uno sconto di pena pari a 45 giorni per ogni semestre di pena già eseguita.

Al fine del computo del semestre che dà diritto alla riduzione si tiene conto anche del periodo trascorso in stato di custodia cautelare (ad esempio, agli arresti domiciliari) o di detenzione domiciliare.

In sintesi: per ogni 6 mesi di pena scontata, spettano 45 giorni di detrazione dalla pena totale, purché si sia data prova di buona condotta.

Liberazione anticipata: qual è la funzione?

La funzione della liberazione anticipata è duplice:

  • da un lato, premia il detenuto che abbia dimostrato buona condotta, invogliandolo a comportarsi bene per ottenere uno sconto della pena;
  • dall’altro, si tratta di misura volta a combattere il sovraffollamento.

Liberazione anticipata: vale per l’ergastolo?

La liberazione anticipata si applica a tutti coloro che devono scontare una pena in carcere, anche qualora si tratti di ergastolo.

Anche chi è stato condannato all’ergastolo può quindi beneficiare della liberazione anticipata. Questo non vuol dire che la pena sarà ridotta ma semplicemente che i giorni della liberazione anticipata verranno considerati come già espiati.

Grazia questa riduzione virtuale di pena, l’ergastolano potrà ottenere anzitempo i permessi premio, la semilibertà o la liberazione condizionale.

Ad esempio, la persona condannata all’ergastolo può accedere alla liberazione condizionale solamente dopo aver scontato almeno 26 anni di carcere. Per giungere al computo dei 26 anni, l’ergastolano potrà considerare espiati 45 giorni ogni semestre di buona condotta, raggiungendo così più rapidamente la soglia stabilita dalla legge per accedere al beneficio. Per la precisione, l’ergastolano che ha sempre mantenuto una buona condotta può giungere a beneficiare della liberazione condizionale dopo 21 anni anziché 26 (cinque anni sottratti per liberazione anticipata).

Liberazione anticipata: come ottenerla?

Per beneficiare della liberazione anticipata occorre farne richiesta al giudice. La liberazione anticipata viene richiesta dal condannato o dal suo difensore con istanza scritta.

La domanda va indirizzata al magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sull’istituto in cui l’interessato è detenuto al momento della richiesta. Se il condannato è libero, l’istanza va rivolta al magistrato di sorveglianza competente sul luogo in cui ha la residenza.

Nella domanda per ottenere la liberazione anticipata occorre indicare:

  • le generalità del condannato;
  • se si sta espiando la pena in regime carcerario o in regime di misura alternativa (specificando quale);
  • la sentenza in esecuzione (numero, data, tipo di sentenza, autorità giudiziaria che l’ha emessa);
  • i semestri per i quali si richiede il beneficio, con le date di inizio e fine di ciascun semestre;
  • il luogo dove si è scontata la pena (carcere o luogo di effettuazione della misura alternativa).

Il magistrato di sorveglianza concede il beneficio della liberazione anticipata qualora ve ne siano i presupposti (la partecipazione all’opera di rieducazione e il mantenimento di corretti e costruttivi rapporti con gli operatori, con i compagni, con la famiglia, con la comunità esterna) documentati da una apposita relazione comportamentale della direzione del carcere, degli uffici per l’esecuzione penale esterna o dell’autorità preposta alla vigilanza (carabinieri, ecc.).

La domanda per la liberazione anticipata deve riferirsi all’esecuzione di sentenze definitive; se l’interessato è ricorrente o appellante o addirittura in custodia cautelare, non può chiedere la liberazione anticipata.

L’istanza deve inoltre riferirsi a una sola sentenza. Se il condannato sta scontando pene relative a diverse sentenze, è meglio che attenda l’emissione del provvedimento di cumulo, cioè il calcolo preciso di quanto ha scontato e quanto deve scontare complessivamente, su cui poi applicare il beneficio della liberazione anticipata.

L’istanza può essere presentata anche poco prima della scadenza del semestre a cui si riferisce: l’istruttoria però inizierà il giorno della scadenza del semestre.

Revoca della liberazione anticipata

Secondo la legge, la condanna per delitto doloso commesso nel corso dell’esecuzione successivamente alla concessione della liberazione anticipata ne comporta la revoca.

In pratica, lo sconto di pena viene revocato se il condannato, dopo aver beneficiato della liberazione anticipata, commette un reato doloso, cioè un reato intenzionale.

A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale [2], la revoca non consegue automaticamente alla commissione di un delitto doloso: il tribunale di sorveglianza deve valutare se il nuovo reato commesso appare incompatibile con il beneficio concesso, ad esempio perché si pone in netto contrasto con quanto di buono il condannato aveva dimostrato durante l’esecuzione della pena.

Liberazione anticipata speciale: cos’è?

Nel 2013, la legge italiana [3] ha introdotto una speciale liberazione anticipata. Si tratta di una detrazione di 75 giorni (anziché 45) per ogni singolo semestre di pena scontata interamente in carcere.

La liberazione anticipata speciale ha avuto effetti solamente dal primo gennaio 2010 al 23 dicembre 2015, periodo di tempo durante il quale il detenuto che ha mostrato di mantenere una buona condotta ha potuto ottenere uno sconto di 75 giorni ogni semestre anziché 45 giorni.

La liberazione anticipata speciale è stata una misura eccezionale, pensata per favorire la lotta al sovraffollamento carcerario.


note

[1] Art. 54 legge sull’ordinamento penitenziario.

[3] Corte Cost., sent. n. 186 del 23.05.1995.

[3] D.L. n. 146/2013.

Autore immagine: canva.com/


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