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Quali beni mobili non si possono pignorare?

20 Dicembre 2020
Quali beni mobili non si possono pignorare?

Pignoramento mobiliare: beni assolutamente e relativamente impignorabili. 

Sicuramente, il pignoramento mobiliare è quello dall’esito più incerto e, di norma, il meno utilizzato. Tuttavia, non si può negare che esso esplichi un certo effetto deterrente nel debitore: a nessuno piace vedersi togliere la roba di casa, anche quando si tratta di oggetti vecchi. E siccome l’ufficiale giudiziario non pignora di certo i beni invendibili, succede non di rado che tale procedura spinga il debitore a tentare un accordo con il creditore. Non però quando in casa non ci siano oggetti di valore. Ed invero oggi le nostre case non sono più ricche di suppellettili pregiati e mobili di prestigio ma solo di prodotti funzionali alla vita quotidiana, spesso a rapida obsolescenza.

A ciò si aggiunge che la legge elenca una nutrita schiera di beni che non possono essere messi all’asta perché ritenuti indispensabili per il debitore. Di qui il quesito: «Quali beni mobili non si possono pignorare?»,

Esistono due tipi di divieti. Ci sono i beni pignorabili solo a certe condizioni (cosiddetta «impignorabilità relativa») e i beni che non possono mai essere pignorati (cosiddetta «impignorabilità assoluta»).

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Quali sono i beni mobili?

Non esiste una definizione di beni mobili. La nozione di beni mobili si trae per esclusione: sono beni mobili tutti quelli che non sono immobili. Pertanto, costituiscono beni mobili quelli che non sono radicalmente ancorati al suolo, ossia quelli che possono essere trasportati da un luogo all’altro senza che venga alterata la loro forma o la loro sostanza. 

Il denaro è considerato bene mobile. Tuttavia, se questo è detenuto da terzi (come nel caso dello stipendio o della pensione non ancora versati o del denaro depositato in banca) la procedura da eseguire non è più quella del pignoramento mobiliare ma del pignoramento presso terzi.

Quindi, l’ufficiale giudiziario che trova soldi in casa, anche se chiusi in cassaforte (della quale può chiedere l’apertura forzata) è tenuto a pignorarli. 

Lo stesso dicasi dei gioielli.

Quali beni mobili non si possono pignorare 

Vediamo ora quali sono i beni mobili che non si possono mai pignorare. L’elenco – contenuto negli articoli 514 e seguenti del Codice di procedura civile – non può essere applicato analogicamente ad altri beni. Dunque, si tratta di un numero chiuso. 

Innanzitutto, sono assolutamente impignorabili:

  • anello nuziale;
  • vestiti, biancheria;
  • letti, tavoli per i pasti con le relative sedie;
  • armadi, guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe e fornelli di cucina;
  • lavatrice, utensili di casa e di cucina unitamente al mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia che convivono con lui.

Fanno eccezione i mobili (ma non i letti) di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato.

Non si possono altresì pignorare i seguenti beni mobili:

  • commestibili e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone della sua famiglia con lui conviventi;
  • cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto;
  • decorazioni al valore, lettere, registri e in genere gli scritti di famiglia e i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione;
  • armi e oggetti che il debitore ha l’obbligo di conservare per adempiere un pubblico servizio.

Quanto agli animali invece non si possono pignorare:

  • animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali;
  • animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli.

Non si possono pignorare i beni in usufrutto legale (si pensi ai beni di proprietà dei figli in usufrutto ai genitori).

Beni pignorabili solo a determinate condizioni

Sono relativamente pignorabili gli strumenti, oggetti e libri indispensabili all’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. In particolare, si possono pignorare solo nei limiti di 1/5 se il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per soddisfare il credito; il limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e, in ogni caso, se nell’attività del debitore prevale il capitale investito rispetto al lavoro.

Quanto invece ai beni che il proprietario di un terreno o il coltivatore ha per il servizio e la coltivazione del terreno stesso (ad esempio, attrezzi agricoli, carri) questi sono pignorabili separatamente dall’immobile solo in mancanza di altri beni.

Su istanza del debitore e sentito il creditore, il giudice dell’esecuzione può escludere dal pignoramento, con ordinanza non impugnabile, le cose di uso necessario per la coltura del fondo, o può anche permetterne l’uso sebbene pignorate, con le cautele per la loro conservazione e ricostituzione.

Quanto ai frutti non ancora raccolti o non ancora separati dal suolo non sono pignorabili separatamente dall’immobile a cui accedono, se non nelle ultime 6 settimane prima del tempo ordinario della loro maturazione, a meno che il creditore pignorante si assuma le maggiori spese di custodia.

Che succede se il bene mobile è stato venduto o donato?

Potrebbe succedere che il debitore, all’arrivo dell’ufficiale giudiziario, dichiari che un determinato bene non è suo perché è stato ottenuto in prestito o è stato già venduto o donato. In realtà, vige la presunzione di proprietà di tutti i beni all’interno dell’appartamento ove viene effettuato il pignoramento a meno che non vi sia un documento scritto con data certa.

Se il bene è stato già trasferito materialmente al nuovo soggetto, basta il semplice possesso da parte di questi per rendere opponibile all’ufficiale giudiziario la cessione. 



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