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Nuovo Decreto: Conte conferma la stretta nelle festività

18 Dicembre 2020 | Autore:
Nuovo Decreto: Conte conferma la stretta nelle festività

Lockdown a singhiozzo: Italia zona rossa nei giorni festivi e prefestivi, a tavola non più di due persone non conviventi, ok agli spostamenti nei piccoli Comuni.

Lockdown a intermittenza nei giorni festivi e prefestivi, con tutta Italia in zona rossa per 10 giorni tra Natale e l’Epifania, mentre tornerà arancione nei giorni feriali, dal 28 al 30 dicembre e il 4 gennaio; possibilità di visite a casa di non più di due parenti o amici non conviventi (ma nel conteggio non entrano i minori di 14 anni); ammessi gli spostamenti, nei giorni arancioni, tra i piccoli Comuni al di sotto dei 5mila abitanti (entro un raggio di 30 km) e coprifuoco confermato tutte le sere alle ore 22.

Sono questi i principali contenuti del nuovo Decreto legge  – stavolta non un Dpcm – approvato stasera dal Consiglio dei ministri, al termine del quale il premier Giuseppe Conte ha tenuto una conferenza stampa in diretta, per illustrare agli italiani le prossime restrizioni anti-Covid in arrivo per le festività natalizie.

Le decisioni del Governo: stretta con compromesso

In effetti, la decisione finale del Governo è arrivata all’ultimo momento, a ridosso della settimana natalizia, proprio mentre molti stanno rientrando nei luoghi di origine ed altri si accingono a farlo nei prossimi giorni. Ma per tutti c’è da organizzare il periodo da Natale a Capodanno e fino all’Epifania: decidere come trascorrerlo, dove e con chi.

Il ritardo è dovuto alle tensioni e spaccature nella maggioranza, dove infine è prevalsa la soluzione di compromesso avanzata dal presidente del Consiglio rispetto alla linea dura della chiusura totale durante l’intero periodo delle feste, senza interruzioni, e quella morbida che avrebbe voluto garantire la possibilità di spostarsi, di tenere aperti gli esercizi commerciali e di ricevere persone a casa.

L’intervento del premier Giuseppe Conte

Una stretta sofferta, quindi, non solo per chi la dovrà subire ma anche per chi l’ha decisa. E che per molti suonerà impopolare e difficile da comprendere. Si è voluto proteggere la salute dei cittadini dai rischi del Covid con misure drastiche che arrivano proprio nel periodo più solenne dell’anno, dove si concentrano gli affetti familiari, le ricorrenze religiose e le vacanze.

Tutto questo richiedeva una spiegazione che adesso Conte ha voluto dare, come avvenuto nelle precedenti occasioni analoghe, anche per indicare i motivi per i quali trascorreremo un Natale molto simile alla scorsa Pasqua, cioè in pieno lockdown: a casa e con poche persone vicino. Ecco cosa ha detto in proposito il presidente del Consiglio durante il suo intervento di stasera.

«Con il metodo dell’Italia divisa in zone abbiamo tenuto sotto controllo la curva dei contagi, ma la situazione rimane difficile, in tutta Europa il virus continua a circolare, si lascia piegare ma non sconfiggere. Per questo tra i nostri esperti c’è la forte preoccupazione di un’impennata durante il periodo natalizio, a causa degli assembramenti e della diffusa voglia di convivialità e di socialità che si accompagna alle festività natalizie», ha esordito il premier, che subito dopo ha spiegato la necessità di intervenire con misure difficili, ma con un «equilibrio tra strette e deroghe».

Le misure restrittive

Dal 24 dicembre al 6 gennaio, ci sarà la zona rossa sull’intero nazionale nei 10 giorni festivi e prefestivi che abbiamo indicato in apertura, ma si potranno ricevere in casa, dalle ore 5 alle 22, fino a due persone non conviventi, e i figli minori di 14 anni non entrano nel computo perciò si possono aggiungere ai due ospiti adulti. Sono ammessi anche i disabili non autosufficienti.

In quei giorni, si potrà uscire di casa solo per ragioni di lavoro, necessità o salute. Gli altri giorni, quelli feriali, saranno arancioni. Conte ha confermato che rimarranno aperti i negozi di generi alimentari, le farmacie e gli altri esercizi di prima necessità, come edicole, tabaccherie e lavanderie, compresi i barbieri e i parrucchieri.

Le deroghe 

Sono consentiti, nelle zone e nei periodi arancioni, i movimenti dai Comuni con meno di 5mila abitanti ma nel raggio di 30 chilometri, ma non ci si potrà recare nei capoluoghi di provincia. Per circolare occorrerà sempre l’autocertificazione, in modo da motivare la ragione dello spostamento, salvo che all’interno del proprio Comune durante la fascia arancione.

I negozi resteranno aperti fino alle ore 21. È consentita l’attività motoria vicino casa e l’attività sportiva in forma individuale.

I ristori

«Misure restrittive e nuovi aiuti viaggiano insieme», ha detto Conte illustrando il capitolo dei ristori economici. E chi ha subito danni economici in conseguenza del lockdown andrà subito ristorato.

Per questo, sono stati stanziati 645 milioni di euro a favore degli esercizi commerciali destinati alla chiusura durante le festività, come i ristoranti e i bar. Le misure di ristoro sono contenute nel Decreto legge emanato stasera, inoltre la legge di Bilancio attualmente all’approvazione del Parlamento contiene ulteriori interventi a favore delle categorie più esposte e colpite dalla crisi, come i lavoratori autonomi.

Conte ha infine annunciato che il 27 dicembre ci sarà il “vaccine day“, con la distribuzione delle prime dosi di vaccino secondo il piano già stabilito. «Il vaccino è facoltativo ma sarà testato ed è sicuro, spero che lo facciano tutti», ha concluso il premier.



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1 Commento

  1. Domanda implicita alla deroga dei due amici in visita: possono dormire presso l’abitazione di chi li ospita? Può essere tale abitazione una casa presa in affitto per facilitare distanziamento a cena e avere una stanza degli ospiti?
    Mi pare buon senso piuttosto che ospitare due amici in un monolocale?

    Ho vissuto per tanti anni a Londra e da inizio Marzo sento parlare di buon senso, in un paese dove chiedono di stampare un’auto certificazione per muoversi e di non stare in macchina con più di in congiunto…W il pianeta, forse lo salveremo con le sanzioni.

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