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Coniuge superstite: quando spetta il 100% dell’eredità?

18 Marzo 2021 | Autore:
Coniuge superstite: quando spetta il 100% dell’eredità?

In quali casi, il coniuge eredita l’intero patrimonio del consorte deceduto.

Il momento più triste nella vita di una coppia è senza dubbio quello in cui viene a mancare la persona che hai avuto accanto per tanti anni. La separazione definitiva dal proprio marito o dalla propria moglie è sicuramente un momento fra i più delicati della vita di una persona. A questo, si aggiungono anche i problemi economici relativi all’eredità della persona che ci ha lasciato. Non sono rari i casi in cui, dal decesso del marito o della moglie, cominciano ad esplodere problemi sulla spartizione del patrimonio del defunto. I figli cominciano a reclamare i propri diritti e, talvolta, pretendono una quota maggiore rispetto a quella dei propri fratelli. Ed anche il coniuge superstite reclama, giustamente, la propria parte. Se ci sono anche altri parenti, per esempio fratelli o genitori del defunto, le cose possono complicarsi ancora di più.

Nell’articolo che segue verificheremo quando spetta il 100% dell’eredità al coniuge superstite. Ci occuperemo di individuare le ipotesi nelle quali al marito o alla moglie superstite possa andare, in base alla legge, l’intero patrimonio del coniuge defunto. Naturalmente, tratteremo l’argomento con riferimento sia al caso in cui il defunto abbia lasciato testamento (cosiddetta successione testamentaria) sia al caso in cui il defunto non abbia voluto lasciare testamento (cosiddetta successione legittima).

Cosa spetta al coniuge in caso di successione testamentaria?

Cominciamo ad esaminare l’ipotesi in cui il defunto abbia lasciato un testamento. In questo caso, la legge [1] fissa delle quote (cosiddette quote di legittima) che devono obbligatoriamente andare ad alcuni parenti.

In particolare, la legge stabilisce che al coniuge superstite:

  • spetta in ogni caso metà dell’eredità, se il defunto non lascia né figli, né genitori (l’altra metà potrà essere destinata dal defunto a chiunque lui voglia);
  • spetta un terzo dell’eredità (se c’è un solo figlio al quale spetterà un altro terzo dell’eredità), oppure un quarto dell’eredità (se ci sono più figli ai quali spetterà metà dell’eredità da dividersi tra loro in parti uguali);
  • spetta metà dell’eredità se non ci sono figli, ma se il defunto lascia i propri genitori (ai quali andrà un quarto dell’eredità)

Questo significa che se il defunto scrive testamento, al coniuge superstite potrebbe spettare l’intero patrimonio del defunto (cioè il 100% dell’eredità) solo se il defunto non lascia né figli, né propri genitori e se il defunto decide di lasciare l’altra metà del proprio patrimonio (la cosiddetta quota disponibile) al coniuge (a cui già spetta per legge la metà dell’eredità).

Se un coniuge scrive testamento e lascia soltanto il consorte (niente figli e niente genitori), al consorte spetterà per legge metà dell’eredità (cosiddetta quota legittima); l’altra metà del patrimonio potrà essere destinata dal defunto a chiunque egli voglia compreso il consorte che potrà così ereditare il 100% del patrimonio del proprio coniuge.

La successione è o testamentaria o legittima

Cosa spetta al coniuge in caso di successione legittima?

Cosa avviene invece nell’ipotesi in cui il defunto non abbia voluto o potuto lasciare un testamento? Ci sono casi in cui al coniuge superstite spetta il 100% del patrimonio del consorte se quest’ultimo non ha fatto testamento? Esaminiamo quindi cosa stabilisce la legge [2] nel caso di successione legittima, cioè di successione ereditaria disciplinata integralmente dalla legge.

Diciamo subìto che il coniuge superstite eredita tutto il patrimonio (100% dell’eredità) solamente nel caso in cui il defunto non abbia né figli, né genitori, né fratelli e sorelle.

Al coniuge superstite, invece, spetta:

  • metà dell’eredità se il defunto lascia anche un solo figlio (al figlio andrà l’altra metà dell’eredità);
  • un terzo dell’eredità se il defunto lascia più figli (ai figli andranno i due terzi dell’eredità da dividersi tra loro in parti uguali);
  • due terzi dell’eredità, se il defunto non lascia figli, ma lascia genitori e/o fratelli e sorelle (in particolare a fratelli, sorelle e genitori del defunto andrà complessivamente il restante terzo dall’eredità; se ci sono sia genitori che fratelli e sorelle, ai genitori è riservato comunque un quarto dell’eredità).

Le regole della successione legittima si applicano quando manca il testamento

Al coniuge spettano altri diritti oltre ad una quota di eredità?

Aggiungiamo, per completezza, che al coniuge superstite spetta in ogni caso per legge [3]:

  • il diritto di abitazione nell’appartamento che fu destinato a residenza della famiglia
  • ed il diritto di uso dei mobili che arredano l’appartamento.

Entrambi questi diritti (di abitazione e di uso) sono riconosciuti:

  • a condizione che l’appartamento fosse di proprietà del defunto o in comproprietà fra defunto e coniuge superstite;
  • direttamente dalla legge al momento dell’apertura della successione senza bisogno che il coniuge superstite faccia domanda per ottenerli.

Il coniuge superstite ha diritto di abitare nella residenza familiare


note

[1] Artt. 536 e ss. cod. civ.

[2] Artt. 565 e ss. cod. civ.

[3] Art. 540 cod. civ.


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