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Quali sono le pene detentive brevi?

20 Marzo 2021 | Autore:
Quali sono le pene detentive brevi?

Sanzioni sostitutive della detenzione breve: cosa sono e come funzionano? Semidetenzione, libertà controllata e pena pecuniaria.

Chi commette un reato rischia il carcere: la pena detentiva è la conseguenza tipica della violazione di una norma penale. Per evitare che vengano scontate pene per fatti tutto sommato lievi, la legge consente all’imputato di accedere a sanzioni più miti qualora la condanna sia avvenuta per un fatto di scarso rilievo. Si tratta delle cosiddette sanzioni sostitutive, previste in luogo delle pene detentive brevi. Quali sono? In cosa consistono queste particolari misure?

Come vedremo, le pene detentive brevi sono quelle che non superano due anni di reclusione o che si limitano a imporre una sanzione pecuniaria. L’individuazione delle pene detentive è in funzione dell’accesso alle pene sostitutive di cui il condannato può beneficiare per evitare il carcere. In altre parole, non esiste una definizione autonoma di pena detentiva breve, se non in ragione delle corrispettive pene sostitutive. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, allora prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per sapere quali sono le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi.

Sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi: cosa sono?

Le sanzioni sostitutive sono state previste dalla legge come alternativa alla condanna al carcere. Le sanzioni sostitutive sono: la semidetenzione, la libertà controllata e la pena pecuniaria.

È possibile accedere a una di queste pene sostitutive solamente se si è condannati a una pena detentiva breve. Vediamo di cosa si tratta.

Pene detentive brevi: quali sono?

Per pene detentive brevi la legge intende la condanna al carcere per un periodo non superiore a due anni. In pratica, la condanna alla reclusione o all’arresto fino a due anni è considerata pena detentiva breve e, pertanto, la legge consente di poterla “sostituire” con una sanzione diversa. Vediamo quale.

Sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi: quali sono?

Secondo la legge [1], il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna:

  • quando ritiene di dover determinare la durata della pena detentiva entro il limite di due anni, può sostituire tale pena con quella della semidetenzione;
  • quando ritiene di doverla determinare entro il limite di un anno, può sostituirla anche con la libertà controllata;
  • quando ritiene di doverla determinare entro il limite di sei mesi, può sostituirla altresì con la pena pecuniaria della specie corrispondente (multa o ammenda).

Semidetenzione: cos’è e come funziona?

La semidentenzione è la sanzione sostitutiva delle pene detentive fino a due anni.

Secondo la legge [2], la semidetenzione comporta l’obbligo di trascorrere almeno dieci ore al giorno nel penitenziario situato nel Comune di residenza del condannato o in un Comune vicino.

La determinazione delle ore e l’indicazione dell’istituto sono effettuate in relazione alle esigenze di lavoro o di studio del condannato.

La semidetenzione comporta altresì:

  • il divieto di detenere a qualsiasi titolo armi, munizioni ed esplosivi, anche se si è in possesso di regolare porto;
  • la sospensione della patente di guida, salvo che essa costituisca indispensabile requisito per svolgere l’attività lavorativa. In tal caso, il giudice può disporre che la sospensione sia limitata ai periodi in cui il condannato non debba lavorare;
  • il ritiro del passaporto, nonché la sospensione della validità, ai fini dell’espatrio, di ogni altro documento equipollente;
  • l’obbligo di conservare e di presentare a ogni richiesta degli organi di polizia l’ordinanza con cui è stata disposta dal giudice la semidetenzione.

Per quanto riguarda il ragguaglio tra pena detentiva e semidetenzione, la legge stabilisce che un giorno di pena detentiva equivale a un giorno di semidetenzione.

Libertà controllata: cos’è e in cosa consiste?

La libertà  controllata è la misura sostitutiva per le pene detentive brevi fino a un anno [3].

La libertà controllata comporta in ogni caso:

  1. il divieto di allontanarsi dal Comune di residenza, salvo autorizzazione concessa di volta in volta ed esclusivamente per motivi di lavoro, di studio, di famiglia o di salute;
  2. l’obbligo di presentarsi almeno una volta al giorno, nelle ore fissate compatibilmente con gli impegni di lavoro o di studio del condannato, presso il locale ufficio di pubblica sicurezza (questura) o, in mancanza di questo, presso il comando dell’Arma dei carabinieri territorialmente competente;
  3. il divieto di detenere a qualsiasi titolo armi, munizioni ed esplosivi, anche se si è in possesso di regolare porto d’armi;
  4. la sospensione della patente di guida;
  5. il ritiro del passaporto, nonché la sospensione della validità, ai fini dell’espatrio, di ogni altro documento equipollente;
  6. l’obbligo di conservare e di presentare a ogni richiesta degli organi di polizia l’ordinanza con cui è stata disposta la libertà controllata.

Per quanto riguarda il ragguaglio tra pena detentiva e libertà controllata, la legge stabilisce che un giorno di pena detentiva equivale a due giorni di libertà controllata.

Ciò significa che l’imputato condannato a un anno di reclusione potrà ottenere di scontare la pena sottoponendosi a due anni di libertà controllata.

Pena pecuniaria in sostituzione di pene detentive brevi

La pena pecuniaria è la sanzione sostitutiva delle pene detentive fino a sei mesi. In pratica, il giudice, valutate le condizioni del reato e la lievità del fatto, converte le pena detentiva in pena pecuniaria.

Per determinare l’ammontare della pena pecuniaria, il giudice individua il valore giornaliero al quale può essere assoggettato l’imputato e lo moltiplica per i giorni di pena detentiva.

Nella determinazione dell’ammontare della pena pecuniaria, il giudice tiene conto della condizione economica complessiva dell’imputato e del suo nucleo familiare.

Il ragguaglio tra pena detentiva e pena pecuniaria avviene così: il computo ha luogo calcolando almeno 250 euro di pena pecuniaria per ogni giorno di pena detentiva [4]. Il valore non può comunque mai superare i 2.500 euro per giorno di detenzione.

Il giudice può in ogni caso disporre, in relazione alle condizioni economiche del condannato, che la pena pecuniaria venga pagata in rate mensili da tre a trenta. Ciascuna rata, tuttavia, non può essere inferiore a 15 euro.


note

[1] Art. 53, l. n. 689/81.

[2] Art. 55, l. n. 689/81.

[3] Art. 56, l. n. 689/81.

[4] Art. 135 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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