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Le Guide Malattia del lavoratore: come ottenere l’indennità dall’INPS

Le Guide Pubblicato il 15 gennaio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 15 gennaio 2014

I lavoratori hanno diritto a un indennizzo erogato dall’Inps per il periodo di malattia che abbia determinato l’assenza dal lavoro: vediamo a che condizioni e in che misura.

 

Ciascun lavoratore dipendente, sia del settore privato che pubblico, ha diritto ad un indennizzo nel caso in cui debba assentarsi dal lavoro per aver contratto una malattia da cui sia derivata l’incapacità lavorativa.

Essa va tenuta distinta dall’indennità rilasciata dall’INAIL anche in caso di malattia o infortunio sul lavoro che richiede che la malattia sia una diretta conseguenza dell’attività lavorativa.

(per un approfondimento leggi l’articolo: “Malattia e infortunio sul lavoro: come ottenere la prestazione dall’Inail”)

L’indennità di malattia è una prestazione economica che sostituisce, almeno in parte, lo stipendio che il lavoratore perde nel momento in cui la malattia gli impedisce di lavorare; in questo modo, pertanto, si evita che il lavoratore durante il periodo di malattia resti privo di stipendio.

Chi paga l’indennità

L’indennità è corrisposta dall’INPS (salvo che la legge o il contratto collettivo prevedano che sia versata dal datore di lavoro o da altri Enti); tuttavia, di norma, viene anticipata dal datore di lavoro che chiede poi il rimborso all’INPS (il rimborso avviene attraverso una compensazione sui contributi che egli deve versare per il personale dipendente).

L’INPS, invece, provvede direttamente al pagamento dell’indennità quando si tratti di lavoratori agricoli, di lavoratori stagionali assunti a tempo determinato; di lavoratori sospesi o disoccupati che non godono del trattamento di integrazione salariale.

A chi spetta

Hanno diritto a tale indennità:

– gli operai del settore agricolo,dell’industria, dell’artigianato;

– gli operai e gli impiegati nel settore terziario e dei servizi;

– i salariati nel settore del credito, delle assicurazioni e servizi tributari appaltati;

– i lavoratori assunti con contratto di formazione che hanno un’età compresa tra i 15 e i 32 anni,  sempre che da contratto sia per loro previsto il diritto all’indennità;

– gli autoferrotranvieri;

– i marittimi;

– i lavoratori dello spettacolo;

– i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps [1].

A chi non spetta

ai dipendenti di enti pubblici, di partiti politici e di associazioni sindacali;

– agli impiegati dell’industria, del credito delle assicurazioni  e dei servizi tributari appaltati;

– ai collaboratori domestici e familiari (colf);

– ai portieri e i dipendenti da proprietari di stabili;

– agli apprendisti;

– i viaggiatori e i piazzisti.

 

Procedimento per la richiesta

Per inoltrare la domanda di indennità per malattia è necessario che il lavoratore si faccia rilasciare un certificato dal proprio medico curante che documenti il tipo di malattia, la data del suo inizio e la prognosi.

Il certificato, in duplice copia, può essere redatto anche da specialisti, medici ospedalieri in caso di ricovero, medici del pronto soccorso qualora contenga la prognosi di incapacità al lavoro.

Il medico è tenuto a trasmettere il certificato all’Inps in via telematica [2].

Solo se la trasmissione telematica non sia possibile, il lavoratore deve, entro due giorni dalla data del rilascio, presentare o inviare (con raccomandata a.r,) il certificato di malattia all’Inps e l’attestato di prognosi al datore di lavoro.

Il ritardo nella comunicazione comporterà per il lavoratore la perdita dell’indennità per i giorni di ritardo, salvo che non sia stato determinato da un giustificato motivo.

Come si calcola l’indennizzo a carico dell’Inps

Non è previsto alcun indennizzo per i primi 3 giorni di malattia salvo che:

– vi sia stata una ricaduta entro 30 giorni

– il contratto preveda che l’indennizzo per tale periodo sia dovuto dal datore di lavoro.

Dal 4° giorno di malattia il contributo è a carico dell’INPS e viene calcolato:

– per i primi 20 giorni nella misura del 50% della retribuzione giornaliera media globale percepita dal lavoratore nel periodo del mese scaduto e immediatamente precedente l’inizio della malattia (ad esempio se il lavoratore percepisce in media 50 € al giorno, gli verranno corrisposti 500 € (20 giorni X 25 €);

– dal 21° giorno nella misura di 2/3 della retribuzione media giornaliera di cui sopra.

Casi particolari

Se il lavoratore è ricoverato in un luogo di cura e non ha familiari a carico, è corrisposta una indennità giornaliera nella misura di 2/5 della retribuzione.

Per i lavoratori disoccupati o sospesi, se la malattia si manifesta entro 60 giorni dal termine o dalla sospensione dell’attività lavorativa, l’indennità  viene corrisposta nella misura pari ai 2/3 della retribuzione.

Periodo massimo di erogazione

Va poi fatta una distinzione a seconda che il lavoro sia o meno a tempo indeterminato.

1- Se si tratta di lavoratori con contratto a tempo indeterminato: l’indennità di malattia viene corrisposta per un massimo di 180 giorni complessivi in un anno solare. Ciò significa se anche il periodo di malattia è durato 200 giorni, al lavoratore non ne verranno indennizzati più di 180.

2- Se invece il contratto di lavoro sia a tempo determinato: fermo restando il predetto limite di 180 giorni, l’indennità viene erogata per un numero di giorni pari a quelli di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi precedenti la malattia.

In tale seconda ipotesi, se il lavoratore  non abbia lavorato per più di 30 giorni, l’indennità di malattia è concessa per un periodo non superiore a 30 giorni nell’anno solare.

Per i periodi successivi alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato, invece, l’indennità di malattia non viene erogata.

Visite di controllo

L’Inps può predisporre, di propria iniziativa o su richiesta del datore di lavoro, visite di controllo sullo stato di salute del lavoratore, sin dal primo giorno di assenza, avvalendosi dei propri medici.

 

Tali visite possono essere effettuate:

– o presso il domicilio del lavoratore durante le fasce di reperibilità

– o presso un ambulatorio dell’Inps o della Asl previo invito al lavoratore.

Le fasce di reperibilità alla visita medica di controllo a domicilio sono, per tutti i giorni compresi nella certificazione di malattia (incluse le domeniche e i giorni festivi):

– dalle ore 10,00 alle ore 12,00

– e dalle 17,00 alle ore 19,00.

Se, a seguito della convocazione in ambulatorio, il lavoratore non si presenta alla visita senza giustificato motivo  (come  la necessità di effettuare visite mediche urgenti o gravi motivi familiari), ciò comporterà l’applicazione di sanzioni e il graduale mancato indennizzo nel modo che segue:

– in caso di assenza non giustificata, per un massimo di 10 giorni  dall’inizio della malattia (compresi domeniche e festivi) ;

– in caso di assenza non giustificata, per il 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia;

– dalla data della assenza,  per il 100% dell’indennità.

Ad esempio: qualora la malattia sia dal 5 al 24 ottobre e il lavoratore non si presenti a visita il giorno 10 e poi vi sia la regolare visita  il giorno 11, in tal caso la sanzione si applicherà dal giorno 5 ottobre sino al giorno 10 nella misura del 100%, mentre  dal 11 al 24 ottobre il lavoratore sarà regolarmente retribuito.

 Malattia contratta durante le ferie

Il decorso del periodo di malattia si sospende se essa si manifesti durante il periodo di ferie [3] salvo che si tratti di una malattia tanto grave da non consentire un effettivo riposo al malato (per esempio nel caso di ricovero in ospedale). Al contrario un banale raffreddore non impedisce al lavoratore di riposarsi. La situazione, comunque, va valutata caso per caso.

Nel caso che la malattia sia incompatibile col diritto a godere delle ferie, la comunicazione del lavoratore dello stato di malattia determina la conversione del periodo di malattia dalla data della sua conoscenza da parte del datore di lavoro.

Malattia contratta all’estero

In tal caso vanno distinte due ipotesi:

1) che la malattia si manifesti mentre il lavoratore si trova in un Paese della Comunità Europea.

In tal caso, fermo restando l’obbligo per il lavoratore di documentare, al datore di lavoro, lo stato di malattia entro 2 giorni dal rilascio del certificato, sarà l’istituzione sanitaria straniera a  dover trasmettere all’Inps la certificazione medica acquisita, con i referti dei controlli eventualmente effettuati;

2) se, invece, la malattia sia insorta mentre il lavoratore si trovava in un Paese al di fuori della Comunità Europea , in tal caso il certificato medico (eventualmente anche in copia) deve essere inviato, entro 2 giorni dal rilascio, all’Inps  e al datore di lavoro, ma l’indennizzo potrà essere erogato se non dopo l’acquisizione da parte dell’Inps della certificazione “originale”, con attestazione da parte dell’autorità consolare italiana che il documento è valido ai fini certificativi secondo le disposizioni locali (cosiddetta legalizzazione).

note

 

[1] Art. 2 comma 26 Legge 335/95.

[2] Decreto del Ministero della Salute del 26.02.2010.

[3] Corte Cost. sent. n. 616/87.

Autore immagine: 123rf.com


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4 Commenti

  1. un dipendende in malattia da circa tre mesi per un grave trauma cervicale per la quale o appena subito un intervento e il mio datore di lavoro non mi vuole pagare queste mensilita di malattia a chi mi posso rivolgere

  2. sono un marittimo che e’ sbarcato ammalato per infortunio( per infarto),nel medesimo periodo ho fatto domanda di pensione
    di anzianeta’ e ho riscosso pensione e malattia,ho sbagliato?,tutti i marittimi in pensione possono sbarcare ammalati e percepire tutto ,qualcuno mi puo’ dire qualcosa in merito

  3. Sono addetta a banco in una macelleria, registrata come Azienda Agricola, quindi, ho un contratto agricolo a tempo determinato di anno in anno. Mi sono operata alla spalla e sono 3 mesi che non persepisco nessun compenso nè da parte del dattore di lavoro nè dell Inps. Qualcuno mi sà dire perchè e come fare per non restare senza soldi ? Grazie

  4. Sono un dipendente di ina ditta edile a tempo indeterminato , sono in malatia da agosto e la la ditta non mi vuole pagare, cosa devo fare, se mi rivolgo all inps mi pagano loro direttamente ? Grazie

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