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A cosa serve il tribunale di sorveglianza?

19 Marzo 2021 | Autore:
A cosa serve il tribunale di sorveglianza?

Magistratura di sorveglianza: cos’è e di cosa si occupa? Quali sono le funzioni del magistrato di sorveglianza e quali quelle del tribunale?

Il processo penale termina con la sentenza definitiva che assolve o condanna l’imputato. In quest’ultimo caso, se cioè la persona accusata di un reato viene riconosciuta colpevole, dovrà scontare la pena stabilita dal giudice, normalmente rappresentata dalla detenzione in un istituto penitenziario. Anche in questa fase, il condannato ha alcuni diritti che potrà far valere davanti a un giudice speciale: il tribunale di sorveglianza. Con questo articolo parleremo proprio di questo: vedremo cioè cos’è e a cosa serve il tribunale di sorveglianza.

Sin d’ora, possiamo anticipare che la magistratura di sorveglianza si occupa della fase esecutiva della pena, cioè dei diritti dell’imputato a seguito della chiusura del procedimento con sentenza di condanna. Al tribunale di sorveglianza ci si rivolge per chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali oppure per ottenere la liberazione anticipata, ad esempio. Ma non solo. In linea di massima, la magistratura di sorveglianza deve vigilare sulle condizioni dei detenuti nei penitenziari, accogliendo i loro reclami, se fondati. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per sapere a cosa serve il tribunale di sorveglianza e chi è il magistrato di sorveglianza.

Magistratura di sorveglianza: cos’è?

La magistratura di sorveglianza ha il compito di vigilare sull’esecuzione della pena e di tutelare i diritti dei detenuti.

Per la precisione, alla magistratura di sorveglianza si rivolgono i condannati che intendono beneficiare di alcuni diritti, come ad esempio quello che consente di accedere alle misure alternative alla detenzione o alle sanzioni sostitutive.

La magistratura di sorveglianza deve controllare che nei penitenziari vengano rispettati i diritti dei detenuti; in caso contrario, questi possono sporgere reclamo.

La magistratura di sorveglianza è costituita da due organi: il magistrato di sorveglianza e il tribunale di sorveglianza (organo collegiale). Vediamo quali sono le loro principali competenze.

Magistrato di sorveglianza: chi è e cosa fa?

Il magistrato di sorveglianza è il giudice a cui rivolgersi se il condannato vuole accedere a benefici come le sanzioni sostitutive delle pene detentive (semidetenzione e libertà controllata).

Il magistrato di sorveglianza è inoltre competente per:

  • i ricoveri dei condannati in ospedali psichiatrici giudiziari;
  • le misure di sicurezza;
  • il differimento e la sospensione (ma solo provvisoriamente, prima che intervenga il tribunale di sorveglianza) dell’esecuzione di pene detentive, anche se sostitutive.

Ad esempio, se una pena restrittiva della libertà personale deve essere eseguita contro chi si trova in condizioni di grave infermità fisica, è possibile chiedere al magistrato di sorveglianza che l’esecuzione venga sospesa o differita in attesa che le condizioni di salute migliorino. Ma non solo. Al magistrato di sorveglianza sono attribuiti ampi poteri di vigilanza sulla condizione dei detenuti nelle carceri. A questo scopo, la legge impone al magistrato di recarsi in carcere e di sentire i detenuti che chiedono di conferire.

Il magistrato di sorveglianza, inoltre:

  • riporta al ministero della Giustizia le principali esigenze segnalate dai detenuti;
  • approva il programma di trattamento individualizzato per ogni singolo detenuto e i provvedimenti di ammissione al lavoro all’esterno;
  • provvede sulla remissione del debito e sulla situazione dei condannati per infermità psichica;
  • decide sulle concessioni dei permessi, sulle misure di sicurezza e sui reclami disciplinari e in materia di lavoro dei detenuti e degli internati.

Tribunale di sorveglianza: cosa fa?

Il tribunale di sorveglianza, esattamente come il magistrato di sorveglianza, si occupa di vigilare sulla fase esecutiva della pena. Da un lato, le sue funzioni si intersecano con quelle del magistrato di sorveglianza; dall’altro, funge da giudice d’appello nei confronti delle decisioni di quest’ultimo.

Il tribunale di sorveglianza (composto di due giudici e due esperti di scienze criminologiche) è competente per:

  • la concessione e la revoca della liberazione condizionale;
  • la riabilitazione;
  • l’applicazione delle misure alternative alla detenzione (affidamento in prova ai servizi sociali; detenzione domiciliare; semilibertà; liberazione anticipata);
  • il rinvio obbligatorio o facoltativo dell’esecuzione della pena detentiva o delle sanzioni sostitutive;
  • il parere sulle domande di grazia.

Il tribunale decide le impugnazioni proposte contro alcuni provvedimenti del magistrato di sorveglianza. Le ordinanze del tribunale di sorveglianza sono soggette al ricorso per Cassazione.

Il tribunale di sorveglianza è dunque il giudice che decide sulle misure alternative alla detenzione, cioè sulle istanze che consentono al condannato, in presenza delle condizioni di legge, di evitare la carcerazione ordinaria.

Ad esempio, l’affidamento in prova ai servizi sociali può essere richiesto quando si deve scontare una pena detentiva non superiore ai tre anni. Davanti alla richiesta del condannato, il tribunale dovrà valutare non solo che la pena sia effettivamente limitata entro i tre anni, ma anche che il condannato, sulla base dell’osservazione della sua personalità, ne sia ritenuto meritevole.


La magistratura di sorveglianza ha il compito di vigilare sull’esecuzione della pena e di tutelare i diritti dei detenuti. Il tribunale di sorveglianza si occupa, tra le altre cose, di decidere sulle misure alternative alla detenzione.


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