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Una class action per i danni stradali e le buche sull’asfalto

12 gennaio 2014


Una class action per i danni stradali e le buche sull’asfalto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 gennaio 2014



Un’azione collettiva per ottenere il risarcimento del danno in caso di asperità sul manto stradale, di fosse ricolme d’acqua, di tombini e di insidie stradali di ogni genere.

Troppi buchi nei marciapiedi e sulle strade dei Comuni di mezza Italia.

Sono poche le isole felici che possono vantare un manto stradale integro e curato. L’amministrazione, dall’altro lato, pensa a spendere i soldi pubblici in concerti di capodanno o a finanziare eventi del tutto indifferenti alla gran parte dei cittadini.

Intanto non c’è un’automobile che, almeno una volta all’anno, non rompa una ruota o non inclini un cerchione a causa delle fosse sull’asfalto. Numerosi gli sventurati motociclisti che, a causa, di un’asperità sull’asfalto, finiscono nei reparti di pronto soccorso in prognosi riservata. Incalcolabile il numero di anziani che, quotidianamente, inciampano in un tombino divelto o in una mattonella pericolosa.

E all’atto della richiesta di risarcimento? L’amministrazione fa spallucce: “Non ci sono soldi”, dice. Così, il cittadino, che insieme al danno colleziona anche la beffa, si deve rivolgere all’avvocato per ottenere, con una causa, il risarcimento. Pagare un privato per avere, dal pubblico, ciò a cui si ha diritto: incredibile che più cerchiamo di rendere moderni e democratici i nostri Paesi, più si assiste a prevaricazioni di questo tipo.

Ma l’unione fa la forza. La minaccia di un singolo cittadino danneggiato non spaventa le casse erariali, né quelle di un Comune, anche il più piccolo. Però, se tutta la cittadinanza si unisce sotto un’unica bandiera, allora essa diventa più pericolosa e tale da riportare le spese dell’amministrazione entro le linee giuste: non più la sagra della castagna, ma il rifacimento integrale delle strade. A beneficio del traffico, della sicurezza e della qualità della vita di tutti.

Questo strumento esiste, e forse viene spesso ignorato. Si chiama class action. Si tratta di un’azione collettiva, promossa da molti, per ottenere il riconosciuto di un diritto comune.

La prima class action contro un Comune per i danni stradali verrà depositata, in questi giorni, da uno studio legale di Bologna. I cittadini hanno deciso di promuovere l’azione collettiva contro l’amministrazione del capoluogo emiliano. Tutto in virtù della norma del codice civile [1] che individua, nell’amministrazione comunale, il custode delle aree pubbliche a cui addebitare la responsabilità oggettiva della scarsa o assente manutenzione di strade e piazze.

Peraltro, di recente, la giurisprudenza ha ampliato i confini della responsabilità dei Comuni, rendendo di fatto molto più difficile, per l’amministrazione, potersi difendere dalla richiesta di risarcimento del danno: così, ad esempio, se la buca è poco visibile perché ricoperta di acqua piovana (leggi l’articolo: “Buca stradale coperta di pioggia: risarcimento assicurato”) o anche quando la rete stradale sia particolarmente estesa (leggi l’articolo “Il Comune risarcisce per le buche in strada”).

Dal canto nostro, abbiamo già indicato alcuni consigli pratici per come procurarsi in anticipo le prove del danno e poi inoltrare la richiesta di risarcimento al Comune. Per maggiori info leggi l’articolo: “Buche sulla strada: rimedi in caso di danni all’auto e alle persone”.

La class action è stata introdotta in Italia da una legge del 1999 [2]. E a distanza di oltre quattro anni è ancora scarsamente utilizzata nei confronti della pubblica amministrazione, che può essere chiamata in causa al pari dei concessionari di servizi pubblici [3].


note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Legge 99/1999.

[3] D.lgs. n. 198/2009.

Autore immagine: 123rf.com


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