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Covid, nuova variante: c’è rischio che arrivi in Italia

20 Dicembre 2020 | Autore:
Covid, nuova variante: c’è rischio che arrivi in Italia

Speranza conferma la minaccia del ceppo britannico: «Ci possono essere più contagi». Oggi, vertice d’urgenza dell’Ue. Chiesto l’isolamento del Regno Unito.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, non si nasconde dietro a un dito: la nuova variante del Covid riscontrata in Gran Bretagna, ma anche in Olanda, in Danimarca e in Australia, potrebbe arrivare anche in Italia. Lo ha confermato oggi alla trasmissione di Rai 3 In Mezz’ora in più, di Lucia Annunziata. «Abbiamo già avviato la verifica delle sequenze genomiche», ha spiegato Speranza. «Il rischio che la variante della Gran Bretagna arrivi c’è, il Covid è arrivato qui dalla Cina… per questo abbiamo già avviato tutte le verifiche del caso e stiamo controllando cosa avviene nel nostro Paese».

Secondo Speranza, «da quello che sappiamo si tratta di una variante del virus più veloce nel propagarsi, non sembra fare maggiori danni sull’individuo ma si propaga più velocemente e questo vuol dire più contagi ed è un problema». Tuttavia, ha aggiunto il ministro, «dalle primissime informazioni sembrerebbe che i vaccini che sono in fase terminale e che dovrebbero essere approvati dall’Ema il 21 dicembre, possano funzionare egualmente anche su questa variante ma sono informazioni che dobbiamo ancora rendere più solide».

Intanto, l’Europa sta chiudendo i voli da e per la Gran Bretagna (l’ha già fatto anche l’Italia), mentre l’Unione europea ha convocato per oggi un vertice urgente per valutare la situazione. La Spagna ha chiesto una posizione coordinata a livello comunitario in questa direzione. E anche dall’Italia arriva la stessa sollecitazione: secondo il consigliere del ministero della Salute, Walter Ricciardi, «chiudere i voli con il Regno Unito è buona mossa se lo fanno tutti gli altri Paesi. Come nella prima fase se lo fa solo uno non serve, bisogna farlo in tutta Europa».

Ricciardi conferma quanto detto da Speranza: «Con la nuova variante il virus contagia meglio ma non è più cattivo. Dai dati inglesi si rileva che ha tre mutazioni che consentono di penetrare meglio nella mucosa nasale. Per ora queste tre mutazioni vicine alla proteina spike non sembrano alterare la capacità protettiva del vaccino ma – conclude Ricciardi – è chiaro che dobbiamo continuare a monitorare la situazione».



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2 Commenti

  1. Una nota del ministero della Salute ha annunciato che «Il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare del Celio, che in questa emergenza sta collaborando con l’Istituto Superiore della Sanità, ha sequenziato il genoma del virus SARS-CoV-2 proveniente da un soggetto risultato positivo con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna. Il paziente, e il suo convivente rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino, sono in isolamento e hanno seguito, insieme agli altri familiari e ai contatti stretti, tutte le procedure stabilite dal Ministero della Salute».

  2. Sembra che il nuovo ceppo è stato sequenziato per la prima volta nel Regno Unito alla fine di settembre. Ci sono state 17 mutazioni che possono influenzare la forma del virus, inclusa la proteina spike esterna. «Il coronavirus è in continua mutazione e ci sono molte varianti con una o più mutazioni. A luglio, infatti, c’erano già almeno 12.000 “mutanti”. Il numero sarà ora più alto, sebbene molte mutazioni siano rare e i virus che le trasportano spesso muoiono». Ci sono decine di migliaia di varianti che differiscono l’una dall’altra per almeno una mutazione nel genoma. «Ma due qualsiasi coronavirus Sars-CoV-2 da qualsiasi parte del mondo differiscono di solito per meno di 30 mutazioni – afferma Loman che fa parte di un team che ha monitorato e sequenziato nuove varianti.- e sono considerati tutti appartenenti allo stesso ceppo. I ricercatori parlano invece di diversi lignaggi».

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