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Quando decade un prestito non pagato?

21 Dicembre 2020
Quando decade un prestito non pagato?

La prescrizione di prestito, mutuo e finanziamento: il termine e la decorrenza. 

Come tutti i debiti, anche un prestito non dura in eterno. Esso, infatti, decade se il creditore non si preoccupa di riscuotere la somma che gli è dovuta. Ma quando decade un prestito non pagato? Cerchiamo di fare chiarezza sul punto.

Chi non ha la possibilità di restituire un prestito ricevuto in precedenza da una banca, una finanziaria o un privato, ha un solo modo per liberarsene: sperare nella prescrizione. La prescrizione non è altro che il decorso dei termini massimi, concessi dalla legge al creditore, per riscuotere la somma che gli è dovuta. Una volta intervenuta la prescrizione, infatti, decade il prestito e, quindi, ogni obbligo contrattuale. Il che significa che il debitore è definitivamente libero. 

Dunque, per stabilire quando decade un prestito non pagato bisogna sapere innanzitutto qual è il termine di prescrizione e conoscere il funzionamento con cui opera tale meccanismo.

Di tanto ci occuperemo qui di seguito.

Cos’è e come funziona un prestito

Tutte le volte in cui si chiede un prestito e ci si obbliga a restituirlo entro una determinata scadenza, si stipula un contratto di mutuo. Anche se, il più delle volte, usiamo questa parola solo con riferimento ai prestiti ricevuti dalla banca, il mutuo invece è un concetto più ampio, applicabile anche ai prestiti tra privati o a quelli delle finanziarie. Mutuo significa insomma “prestito”. 

Peraltro, per concludere un prestito tra privati, non è necessario redigere per forza un contratto scritto; il mutuo può ben essere stipulato anche verbalmente. La forma scritta è obbligatoria solo quando ci si relaziona con una banca o una finanziaria. 

La restituzione del prestito può avvenire in un’unica soluzione o in più rate periodiche, a seconda degli accordi tra le parti. Alla restituzione del capitale prestato si possono aggiungere gli interessi. Gli interessi sono il “corrispettivo”, il guadagno che il mutuante fa. Se il mutuo prevede degli interessi si definisce «a titolo oneroso»; senza interessi invece si parla di mutuo «a titolo gratuito».

Gli interessi non devono mai superare la soglia fissata periodicamente dal ministero dell’Economia; oltre tale tasso, infatti, scatta l’usura.

Cos’è la decadenza di un prestito?

Anche se comunemente si parla spesso di “decadenza”, la parola più appropriata è prescrizione. Il prestito cade in prescrizione se, entro un termine prefissato dalla legge (che indicheremo a breve), il creditore non si preoccupa di riscuotere le proprie somme né invia al debitore alcuna diffida. Insomma, se nell’arco di tale tempo ci sono l’assoluto silenzio e l’inerzia del creditore, il debito decade per sempre.

Quando decade un prestito non pagato? 

Il termine di prescrizione di un prestito è di 10 anni. Esso decorre dal momento in cui si verifica l’inadempimento. 

Dunque, un prestito non decade mai finché:

  • nel caso di restituzione a rate, il debitore adempie regolarmente alle proprie obbligazioni ossia versa le rate concordate;
  • nel caso di restituzione in un’unica soluzione, non è ancora scattata la data concordata per la restituzione dell’importo (si pensi a un prestito concesso il 1° gennaio, da rimborsare entro il 1° giugno).

Dunque, affinché inizi a decorrere il termine di prescrizione di 10 anni si deve essere verificato l’inadempimento del debitore. Solo a partire da questo momento, infatti, è onere del creditore agire contro di lui per recuperare le somme che gli sono dovute. Se il creditore non si cura di ciò per 10 anni di seguito, il prestito decade.

Al contrario, non appena il creditore rivendica il proprio diritto – e lo fa ad esempio con una lettera di diffida e messa in mora – il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo.

Questo fa sì che la prescrizione potrebbe non compiersi mai se, prima del compimento di ogni decennio, il creditore invia una diffida al debitore.

Anche l’avvio di un’azione giudiziaria contro il debitore interrompe il termine di prescrizione.

Come funziona la prescrizione di un prestito?

Come detto, la prescrizione del prestito inizia a decorrere dalla data dell’inadempimento. Vediamo come si applica, nella pratica, questa regola.

Nei prestiti tra privati, quando la restituzione della somma viene concordata in un’unica soluzione per una determinata data, la prescrizione inizia a decorrere da quest’ultima, ossia dalla scadenza del prestito.

Il 15 giugno Marco presta mille euro a Rocco con l’obbligo per questi di restituirgli l’intera somma il 15 ottobre. Al 16 ottobre, però, Rocco non adempie. Da quest’ultima data, inizia quindi a decorrere il termine di prescrizione di 10 anni entro cui Marco dovrà richiedere a Rocco i soldi, potendolo fare con l’invio di una raccomandata, una Pec o con la notifica di un atto giudiziario. Se entro 10 anni Marco non si farà vivo, il prestito decade e Rocco è libero dal debito.

Nei prestiti tra privati, con banche e finanziarie da restituire a rate la prescrizione inizia a decorrere dall’ultima rata o, in caso di recesso anticipato, da tale data. Quindi, non si ha una prescrizione diversa per ogni rata.

Luigi ottiene un prestito da una finanziaria da restituire in tre anni. Nell’arco di questi tre anni, Luigi salta qualche rata, ma continua a pagare le altre. A partire dall’ultima rata, la finanziaria ha 10 anni per recuperare i propri crediti. Dopodiché, scatta la prescrizione.

Antonio ottiene un mutuo da una banca da restituire in 10 anni. Dopo i primi tre anni, Antonio smette di pagare. La banca invia una serie di solleciti che non sortiscono effetto. Così la banca comunica ad Antonio il recesso dal contratto e gli intima di pagare tutte le somme dovute in un’unica soluzione. In questo caso, la prescrizione inizia a decorrere dalla data di recesso.

Come cancellare il debito per un prestito caduto in prescrizione?

La prescrizione opera automaticamente, non richiede cioè una pronuncia del giudice. È chiaro però che se, nonostante l’intervenuta prescrizione, il creditore dovesse richiedere ugualmente il pagamento delle somme date in prestito, il debitore potrebbe opporsi ed, eventualmente, rivolgersi al giudice per farlo desistere. È più frequente, però, l’ipotesi in cui sia il creditore ad agire contro il debitore per ottenere la restituzione del prestito. In tal caso, il debitore si potrà difendere eccependo l’intervenuta prescrizione. Il giudice ne prenderà atto e rigetterà la domanda del mutuante.



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