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Come funziona la buona condotta?

23 Dicembre 2020 | Autore:
Come funziona la buona condotta?

Liberazione anticipata: cos’è e come funziona? A quali detenuti spetta la riduzione della pena? A chi rivolgere l’istanza per buona condotta?

Film e telefilm americani ci hanno abituato a un linguaggio giuridico che non sempre corrisponde a quello della legge italiana. Ad esempio, è comune sentire parlare di buona condotta del condannato che si trova in carcere. La legge italiana non si esprime mai in questi termini, nel senso che non fa riferimento alla buona condotta di colui che sta in carcere. Ciò non significa, però, che il comportamento del detenuto conforme alle regole non sia preso in considerazione per la concessione di specifici benefici, in primis per la liberazione anticipata.

Come funziona la buona condotta? Sin da subito, possiamo affermare che la buona condotta consente di ottenere al detenuto una riduzione della pena da espiare. In pratica, si tratta di uno sconto che la legge concede durante l’esecuzione stessa della pena detentiva. Parliamo della liberazione anticipata, istituto giuridico che permette al detenuto di uscire anzitempo dalla prigione grazie alla sua buona condotta. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona la buona condotta.

Buona condotta: cosa significa?

Per buona condotta deve intendersi il comportamento leale e corretto del detenuto durante l’esecuzione della pena.

Volendo essere ancora più precisi, la buona condotta è riferibile ai detenuti che hanno dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione all’interno del penitenziario.

Buona condotta, quindi, non significa solamente aver mantenuto un comportamento corretto e conforme alle regole, ma anche aver partecipato a tutte le attività che si svolgono all’interno del carcere e che consentono di ottenere un più rapido reinserimento nella società.

Liberazione anticipata: cos’è?

La liberazione anticipata è l’istituto giuridico che consente di utilizzare la buona condotta per ottenere uno sconto di pena.

In pratica, il detenuto che dà prova di correttezza e di volontà di reinserirsi positivamente all’interno della società può beneficiare di una riduzione della pena in modo da essere scarcerato prima.

In Italia, dunque, buona condotta è sinonimo di liberazione anticipata e, quindi, di riduzione della pena.

Buona condotta per liberazione anticipata: come funziona?

Secondo la legge [1], al condannato a pena detentiva che ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione è concessa, quale riconoscimento di tale partecipazione, e ai fini del suo più efficace reinserimento nella società, una detrazione di quarantacinque giorni per ogni singolo semestre di pena scontata.

In pratica, il detenuto che ha dato prova di buona condotta può ottenere uno sconto di pena pari a 45 giorni per ogni 6 mesi di detenzione.

Ai fini del calcolo del tempo necessario a far maturare il semestre è valutato anche il periodo trascorso in stato di custodia cautelare (ad esempio, agli arresti domiciliari prima ancora della condanna definitiva) o di detenzione domiciliare.

Tizio deve espiare 3 anni di detenzione. Dopo 1 anno di buona condotta, avrà diritto a 90 giorni di sconto di pena (45 giorni x 2 semestri).

Sconto per buona condotta: vale per tutti i reati?

Lo sconto di pena per buona condotta può essere fatto valere per ogni tipo di reato, anche per i più gravi.

Ciò significa, dunque, che qualunque condannato che dimostri una buona condotta carceraria può ottenere la riduzione della pena, perfino gli ergastolani.

Buona condotta: vale anche per l’ergastolo?

La buona condotta per coloro che sono stati condannati all’ergastolo non permette loro di poter uscire anzitempo dal carcere (non potrebbero, visto che la pena è perpetua) ma consente di accorciare i tempi per poter beneficiare dei permessi premio, della semilibertà o della liberazione condizionale.

In pratica, si tratta di una riduzione virtuale di pena che permette all’ergastolano di poter accedere ad altri benefici legati al tempo di pena effettivamente espiato.

Ad esempio, la persona condannata all’ergastolo può accedere alla liberazione condizionale solamente dopo aver scontato almeno 26 anni di carcere. Per giungere al computo dei 26 anni, l’ergastolano potrà considerare espiati 45 giorni ogni semestre di buona condotta, raggiungendo così più rapidamente la soglia stabilita dalla legge per accedere al beneficio. Per la precisione, l’ergastolano che ha sempre mantenuto una buona condotta può giungere a beneficiare della liberazione condizionale dopo 21 anni anziché 26 (cinque anni sottratti per liberazione anticipata).

Buona condotta: come chiedere lo sconto di pena?

La riduzione della pena per buona condotta non si ottiene automaticamente ma deve essere richiesta al giudice direttamente dal condannato oppure dal suo avvocato.

Per la precisione, l’istanza va presentata al magistrato di sorveglianza territorialmente competente. Il giudice valuta ogni singolo semestre per il quale è stato richiesto lo sconto di pena per buona condotta, verificando se effettivamente sussistono le condizioni di legge.

In particolare, il magistrato di sorveglianza concede il beneficio della liberazione anticipata qualora ve ne siano i presupposti (la partecipazione all’opera di rieducazione e il mantenimento di corretti e costruttivi rapporti con gli operatori, con i compagni, con la famiglia, con la comunità esterna) documentati da una apposita relazione comportamentale della direzione del carcere, degli uffici per l’esecuzione penale esterna o dell’autorità preposta alla vigilanza (carabinieri, ecc.).

Liberazione anticipata: revoca

Secondo la legge, la condanna per delitto doloso commesso nel corso dell’esecuzione della pena successivamente alla concessione della liberazione anticipata ne comporta la revoca.

In pratica, lo sconto di pena viene revocato se il condannato, dopo aver beneficiato della liberazione anticipata, commette un reato doloso, cioè un reato intenzionale, che si ponga in netto contrasto con quanto di buono il condannato aveva dimostrato durante l’esecuzione della pena.

Liberazione anticipata speciale: cos’è?

Nel 2013, la legge [2] ha introdotto una speciale liberazione anticipata. Si tratta di una detrazione di 75 giorni (anziché 45) per ogni singolo semestre di pena scontata interamente in carcere. Pertanto, non sono computabili, al fine della fruizione del predetto beneficio, i periodi di pena espiati in tutto, o in parte, in regime di misura alternativa alla detenzione in carcere o agli arresti domiciliari.

La liberazione anticipata speciale ha avuto effetti solamente dal primo gennaio 2010 al 23 dicembre 2015, periodo di tempo durante il quale il detenuto che ha mostrato di mantenere una buona condotta ha potuto ottenere uno sconto di 75 giorni ogni semestre anziché 45 giorni.


note

[1] Art. 54 legge sull’ordinamento penitenziario.

[2] Decreto Legge n° 146/2013 del 23/12/2013, convertito nella Legge n° 10 del 21/02/2014.

Autore immagine: canva.com/


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