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Valida la multa al disabile che parcheggia in divieto di sosta

13 Gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Gennaio 2014



L’invalidità civile non è una scusa per violare il divieto di sosta: il contrassegno disabili non consente di parcheggiare ovunque.

 

Neppure il disabile può parcheggiare in divieto di sosta: il contrassegno legittima il parcheggio solo nelle aree appositamente riservate e non può permettere la violazione dei divieti imposti a tutti gli utenti della strada.

È quanto affermato dalla Cassazione che, con una recente ordinanza [1], ha respinto il ricorso di un disabile contro le multe irrogategli dai vigili urbani per parcheggio della vettura in divieto di sosta.

I giudici sottolineano che anche l’invalido civile al 100% deve rispettare le regole della circolazione stradale e non può ostacolare il traffico, parcheggiando in zone in cui la sosta è vietata.

Al disabile non serve difendersi affermando che il contrassegno invalidi consente di parcheggiare ovunque. Né ha valore la giustificazione secondo cui le aree riservate ai disabili sono troppo lontane da casa sua.

Se il Comune ha disposto il divieto di sosta in determinate zone vuol dire che la conformazione dei luoghi contiene in sé un potenziale ostacolo al pubblico transito. Di conseguenza il parcheggio in quelle zone è vietato a tutti, anche a chi ha il contrassegno per invalidi.

Le multe sono pertanto legittime perché sanzionano il mancato rispetto della regolazione del traffico e delle regole previste per i titolari di contrassegno invalidi.

note

[1] Cass. ord. n. 258 del 9 gennaio 2014.

Autore immagine: 123rf.com

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 26 novembre 2013 – 9 gennaio 2014, n. 258
Presidente Goldoni – Relatore Bianchini

Rilevato in fatto ed osservato in diritto

Il Consigliere designato ha ritenuto d’avviare la trattazione in Camera di consiglio redigendo la seguente relazione ex art. 380 bis cpc:
“OSSERVA IN FATTO.
1 – F.A. , titolare di tesserino di invalido civile al 100%, con sei ricorsi, propose opposizione, innanzi al Giudice di Pace di Roccasinibalda, avverso altrettanti verbali di accertamento di violazione dell’art. 7, comma 14 elevati tra il 12 agosto 2005 ed il 27 settembre 2006 dalla Polizia Municipale del Comune di Longone Sabino, per aver il predetto posteggiato la propria autovettura al di fuori degli spazi riservati agli invalidi presenti in loco ed in zona permanentemente interdetta alla sosta.
2 – In ciascuno dei ricorsi il F. aveva sostenuto che lo spazio riservato si trovava distante dalla propria abitazione e che l’utilizzazione del medesimo l’avrebbe obbligato ad percorrere una strada in ripida salita per raggiungere il proprio immobile; rilevò inoltre che la sosta nello spazio innanzi ad esso non avrebbe causato intralcio alla circolazione.
3 – Con distinte sentenze il Giudice di Pace accolse l’opposizione; il Tribunale di Rieti invece, riuniti i ricorsi, riformò dette pronunce osservando che il F. pur essendo titolare del contrassegno per invalidi, non sarebbe stato autorizzato alla sosta in quanto la pur rilasciata autorizzazione copriva un arco temporale – dal 24 novembre 2005 al 31 maggio 2006 – diverso da quello interessato dalle violazioni.
4 – Per la cassazione di tale decisione il F. ha proposto ricorso sulla base di un solo motivo; il Comune ha risposto con controricorso.
RILEVA IN DIRITTO.
5 – Parte ricorrente denunzia la violazione e falsa applicazione dell’art. 188 codice della strada, in relazione con il disposto dell’art. 11 del d.P.R. 503/1996, assumendo che il giudice dell’impugnazione non avrebbe tratto dal combinato disposto di tali norme il significato loro proprio, vale a dire che il titolare del contrassegno per invalidi, disciplinato dall’art. 12 del d.P.R. 503/1996, dovrebbe dirsi legittimato, tra l’altro, a parcheggiare la propria vettura anche al di fuori degli spazi espressamente riservati alle persone diversamente abili, con il solo limite dell’ostacolo che tale sosta potrebbe creare alla libera circolazione, senza dunque la necessità di un’ulteriore autorizzazione sindacale; sostiene il ricorrente che la interpretazione del Tribunale avrebbe omesso di considerare che il rilascio del contrassegno ex art. 12 citato avrebbe costituito solo il mezzo per l’esplicazione del diritto alla libera circolazione delle persone portatoci di disabilità e che in questa, una volta rilasciato il contrassegno, era prevista la facoltà di sostare ove fosse più agevole per la loro deambulazione.
6 – Osserva il relatore che tale interpretazione, che conferisce rilievo al solo fatto di essere in possesso del contrassegno ex art. 12 – rilasciato previa istruttoria meramente tecnica, dal Sindaco – non è condivisibile in quanto omette di considerare che la libera circolazione – in senso lato, comprendendovi anche il diritto di parcheggiare – deve essere altresì disciplinata nei suoi aspetti applicativi: dunque se nella stessa piazza del Comune di Roccaranieri, frazione di quello di Longone Sabino, nei cui pressi è l’abitazione del ricorrente, vi sono degli appositi spazi dedicati alla sosta per i portatori di inabilità, appare evidente che questo stato dei luoghi legittima l’uso del potere discrezionale del Sindaco di limitare l’autorizzazione in deroga ai casi in cui non sia stata predisposta alcuna possibilità di accesso o di sosta facilitati per le persone diversamente abili e soprattutto non legittima il superamento dell’interdizione assoluta alla sosta vigente in loco.
6.a – Quanto a quest’ultimo punto, ritiene il relatore necessario rilevare che il ricorrente parte da un assunto logico del tutto non condivisibile: ritiene cioè di poter posteggiare la propria vettura ove ritenuto più confacente alla propria disabilità – bronchite cronica – con l’unico limite del non costituire intralcio alla circolazione, dimenticando però che il concetto di intralcio non riguarda solo un dato di fatto contingente ma interessa anche come nel concreto l’autorità comunale abbia inteso regolare il transito e la sosta in un determinato luogo: se dunque vi sia – come appare esservi stato nella fattispecie – un divieto permanente alla sosta, questo stava a significare che in quello spazio l’autorità amministrativa riteneva – in rerum natura si vorrebbe dire – esistente una situazione di potenziale intralcio alla circolazione che con il divieto in questione voleva eliminare: non ammissibile appare dunque il superamento di tale interdizione amministrativa – che tende a preservare dalla sosta quei luoghi ove la stessa è vietata dalle principali norme di comportamento – seguendo una soggettiva interpretazione del concetto di ostacolo al pubblico transito.
7 – Pur non tralasciando di sottolineare il carattere assorbente delle suesposte osservazioni, non va omesso di considerare, ad avviso del relatore, che il ricorso non ha neppure esaminato il proprium della fattispecie (indicato a fol. 5 della gravata decisione): non ha cioè tenuto conto che la contestazione mossa al ricorrente riguardava non tanto o soltanto di aver lasciato la propria vettura in sosta in luoghi ove essa era assolutamente interdetta – e pur in presenza di spazi riservati alle persone diversamente abili-, quanto piuttosto di aver usato del titolo abilitativo in deroga, al di fuori del periodo in cui esso aveva efficacia (dal 24 novembre 2005 al 31 maggio 2006 a fronte di violazioni contestate il 12, 13 e 20 agosto 2005; 28 agosto e 27 settembre 2006): pur dunque se si fosse attribuita l’efficacia – qui negata – al rilascio del c.d. titolo abilitativo, tuttavia l’esercizio delle condotte di guida in deroga alle prescrizioni del codice della strada avrebbe dovuto rispettare i limiti – in questo caso: temporali- contenuti nel provvedimento autorizzativo, da considerarsi coessenziali al diritto che essi garantivano.
8 – Se verranno condivise le suesposte argomentazioni il ricorso è idoneo ad esser trattato in camera di consiglio per esser quivi dichiarato manifestamente infondato”.
La predetta relazione è stata notificata alle parti e comunicata al P.G.; è stata depositata memoria ex art. 380 bis cpc. da parte del ricorrente.
I – Ritiene il Collegio di aderire alle conclusioni esposte nella relazione, non avendo la memoria depositata da parte ricorrente, fornito argomenti critici idonei a disattenderne le argomentazioni; va inoltre osservato che la deduzione difensiva (v. fol. sesto della memoria “ex art. 378 cpc”), con la quale si porta a conferma delle ribadite critiche all’impugnata decisione, la circostanza secondo la quale il F. sarebbe “titolare da sempre di contrassegno che vale a tempo indeterminato su tutto il territorio nazionale” introduce un elemento di fatto – comunque non delibabile in questa sede – nuovo ed in contrasto con la durata temporanea della concessione della quale si discute come risulta accertata nella gravata sentenza.
II – Il ricorso va dunque rigettato e parte ricorrente va condannata al pagamento delle spese che si liquidano come indicato in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese che liquida in Euro 1.200,00 di cui Euro 200,00 per esborsi.


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4 Commenti

  1. Peccato che la Cassazione non abbia spiegato come fa un disabile al 100% a raggiungere quel determinato luogo; oppure come fa, una volta raggiuntolo, a “mandare” l’auto ad una zona in cui il parcheggio è consentito.

  2. Condivido quanto scrive il sig. Luigi. É chiaro che anche il disabile non può parcheggiare ovunque, ma se non ricordo male, una volta veleva la regola che si può parcheggiare anche in divieto, purché non si intralci il traffico. Non conoso il caso di specie, quindi potrebbe essere che l’auto intralciasse la viabilità, ma se così non fosse, credo stia venendo a mancare ogni principio di solidarietà nei confronti di persone che già di suo sono svantaggiate, va aggiungiamo anche che i parcheggi per disabili sono pochi e spesso usati da non aventi diritto, tra l’altro questi abusi vengono spesso più tollerati dalle forze dell’oedine di quanto facciano nei confronti dei disabili stessi. Io mi sono preso la multa anche per aver parcheggiato sulle striscie bul senza aver pagato il posteggio, anche qui mi risulta che la suprema corte, in barba ad una circolare ministeriale, abbia sentenziato che bisogna pagare la sosta. Trovo che questo paese stia perdendo ogni senso di moralità, salvo poi riempirsi la bocca di parole come solidarietà, rispetto dei diritti umani, ecc. ecc.
    Il declino di un paese si vede da tante cose, anche da quelle piccole.

  3. …e cosa dire allora del mio caso :che espongo sul parabrezza il talloncino degli invalidi nella sosta a disco orario e mi ritrovo con una multa , nel Comune di Matera….??

  4. senza dubbio i vigili urbani almeno quelli delle piccole realta svolgono il loro lavoro in modo del tutto casual ovvero applicano le regole aloro interpretazione ,si conportano come gli zombie dormienti che fanno passare liscia qualsiasi infrazione (fase dormiente)poi si svegliano d”improviso e appiopano multe a chi che sia conpresi i disabili con infrazioni discutibili ,abito in una via con circa 100 parcheggi e 1 solo per disabili messo in fondo alla via dunque un giorno alla settimana il comune a messo il divieto di parcheggio su tutta la via dalle 7 alle 8:30 del mattino per permettere ai mezzi di pulire la via,ho sempre cercato di non parcheggiare l”auto ,ma il giorno che non ho potuto farne a meno ho preso la multa per divieto di sosta ,preciso che il talloncino era esposto e il parcheggio era quello per disabili

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