Debiti per spese di salute azzerati: chi ne ha diritto

21 Dicembre 2020 | Autore:
Debiti per spese di salute azzerati: chi ne ha diritto

Chi non ha i mezzi economici per pagare quanto dovuto per visite o esami medici può ricorrere una sola volta al giudice per esdebitazione senza utilità.

Il decreto Ristori, convertito in legge, lancia una scialuppa di salvataggio (ovviamente, a certe condizioni) per chi si è indebitato dopo aver sostenuto delle spese mediche molto elevate per sé o per un familiare a carico. Questi cittadini hanno accesso all’esdebitazione senza utilità: in pratica, il debito viene azzerato.

Come accennato, però, ci devono essere determinate condizioni per vedersi riconoscere questo diritto. Prima di tutto, va detto che occorre essere una persona fisica «non in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura», come si legge nel decreto Ristori. In pratica, il cittadino deve dimostrare di non avere alcun modo per restituire il debito contratto. In questo caso, è possibile accedere all’esdebitazione solo per una volta «fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice nel caso in cui sopravvengano utilità rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al 10 per cento». Non sono considerati utilità, ai sensi del periodo precedente, i finanziamenti, in qualsiasi forma erogati.

Che cosa significa? Un giudice può decidere di azzerare il debito di un cittadino per le spese mediche elevate nel caso in cui le cure non fossero accessibili in un altro modo, o non lo fossero in tempo utile. Insomma, o si indebitava o rischiava di non potersi curare, con le conseguenze prevedibili per la sua salute. Il beneficio viene concesso dal giudice nel caso in cui l’utente non abbia alcun modo per cancellare il debito: non ha soldi, non ha un bene (un’utilità, appunto) per ripagare il debito. Tuttavia, se venisse in possesso di quelle utilità nell’arco di quattro anni per pagare almeno il 10% del suo debito, sarà obbligato a farlo. Da quelle utilità occorre togliere le spese di produzione del reddito (cioè, ad esempio, quelle che servono per andare a lavorare) e ciò che occorre a mantenere sé stesso e la sua famiglia. Non sono compresi nemmeno i finanziamenti in qualsiasi forma erogati.

Non si tratta di un azzeramento automatico: il debitore deve presentare domanda al giudice competente, cioè quello del luogo in cui ha la residenza. Inoltre, dovrà essere assistito da un Organismo di composizione delle crisi, che dovrà presentare una relazione per certificare completezza ed attendibilità dei documenti allegati alla domanda, motivare l’indebitamento ed attestare l’incapacità di affrontarlo.

Il cittadino che presenta la domanda deve essere dichiarato «meritevole» dal giudice, cioè non deve avere a suo carico atti in frode o avere assunto dei debiti con dolo o colpa grave. Il provvedimento, inoltre, deve indicare le modalità e i termini delle dichiarazioni annuali che riguardano le sopravvenienze in grado di consentire il pagamento dei debiti nei successivi quattro anni (per approfondire, leggi anche Via i debiti senza pagarli: ora è possibile).



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