Cronaca | News

Covid: da dov’è uscita la variante inglese

21 Dicembre 2020 | Autore:
Covid: da dov’è uscita la variante inglese

Gli esperti: nessun allarmismo, ci vogliono degli studi. C’era una mutazione rilevata già l’estate scorsa. Ecco come può essersi diffusa.

Non c’è bisogno di fare degli allarmismi: al momento, non c’è alcuna evidenza in grado di far pensare che la variante inglese del Covid abbia delle caratteristiche biologiche diverse. E ciò non sarà possibile finché non verranno effettuati i dovuti studi. Lo sostiene il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, Massimo Clementi. «Non lo possiamo affermare finché non mettiamo il virus su colture cellulari e vediamo che sfugge agli anticorpi», spiega lo scienziato. «Abbiamo dei dati relativi alla sequenza nucleotidica del virus che ci dicono che c’è stata mutazione importante sulla proteina S che favorisce una maggiore diffusione del virus, perché questa variante era stata identificata nel settembre di quest’anno nel Kent», cioè nella Gran Bretagna, «e in tempo medio è arrivata a essere il 60-70% del virus che circola nel Regno Unito. Ha dunque un vantaggio sulla diffusione, però questo non vuol dire che la variante sia più patogena».

Secondo il virologo, «si è visto che è una mutazione minima che non interferisce con la risposta immunitaria che si ottiene nei confronti della sequenza prodotta col vaccino. Quindi tutte le forme di allarmismo che ho visto da ieri, inclusa la richiesta di lockdown – osserva Clementi – mi sembrano cervellotiche».

Quanto all’origine della variante, ci sono diverse possibilità. Innanzitutto, l’Istituto Spallanzani di Roma tiene a precisare che «i virus mutati sono un’evenienza che si è già verificata in questa pandemia», quindi non ci troveremmo davanti ad una novità assoluta, anzi: «Subito dopo l’estate – ricordano gli esperti del reparto malattie infettive della struttura romana – il ceppo predominante in Europa, compresa l’Italia, è stata una variante probabilmente introdotta dalla Spagna».

Perché parlare di «variante inglese», allora? Il Centro europeo per la sorveglianza delle malattie infettive, in un documento pubblicato sul suo sito, ha scritto il percorso di questo nuovo mutamento. Viene mostrato come la curva dell’epidemia cominci a salire nel Regno Unito a settembre e si impenni in modo deciso già da ottobre. Non appaiono dei cambiamenti evidenti sul piano della malattia, ma si osserva una maggiore capacità di trasmissione.

Le ipotesi avanzate dal Centro europeo per la sorveglianza delle malattie infettive sono tre. La variante può essersi sviluppata in un paziente immunodepresso che, rimasto contagiato, ci ha messo del tempo a guarire favorendo l’accumulo di tante piccole mutazioni. Oppure – anche se appare meno probabile – il virus è passato dall’uomo all’animale per poi tornare di nuovo all’uomo dopo avere subìto una mutazione. È il caso degli episodi di contagio dai visoni danesi. Infine, l’ipotesi più preoccupante: la variante è in circolazione da tempo in Europa ma nessuno se ne era mai accorto. Finché, solo ora, Londra ha saputo scovarla.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

6 Commenti

  1. Questa è la prova che al peggio non c’è mai fine! Ci mancava la variante inglese del Covid. Insomma, questo 2020 non è ancora finito e continua a riservarci tante brutte sorprese. Mi auguro che non esca qualche altra cattiva notizia.

  2. Questo sembra un disegno tutto architettato ad hoc. Sembrava che le restrizioni ora avessero fatto ridurre l’indice Rt e che la situazione sarebbe migliorata se avremmo rispettato le regole e così abbiamo giustificato tutte le restrizioni alla nostra libertà. Ora, arriva questa nuova mutazione, ancora più contagiosa del primo. Quindi, nemmeno le mascherine e il gel igienizzante ci salveranno? Un’altra occasione per restare chiusi in casa. Le nostre vite sono fortemente limitate. E’ come se stessimo diventando tutti automi rinchiusi a vivere nelle nostre case e a finire le nostre giornate davanti a pc, tablet e smartphone, mentre la vita va avanti fuori solo per chi può uscire per questioni di salute, lavoro e urgenze

  3. Ecco un’altra ragione per accelerare la campagna di vaccinazione. Il virus si diffonde velocemente e questo lo abbiamo già notato in un anno… Ora, c’è la nuova variante inglese, causa di un contagio ancora più rapido. Ecco allora che dovremmo fare? Come possiamo fermarlo se circola già in Italia come hanno confermato le ultime notizie? Come dovremo vivere ancora? Con l’eterna paura di contagiarci a vicenda e quindi evitare le uscite ed i contatti con i nostri cari? Insomma, perennemente rinchiusi in gabbia, peggio dei delinquenti

  4. L’unica certezza che abbiamo è che questa situazione non cambierà affatto nel 2021, anzi c’è il rischio che peggiori. E sinceramente l’arrivo del vaccino non mi rincuora affatto perché non siamo sicuri che sia efficace e che effetto possa fare sui vari individui. Ho sentito di qualcuno che non ha avuto una risposta efficace al vaccino. Ora, mi auguro di sbagliarmi e che tutto questo passi al più presto perché siamo davvero stanchi ed esasperati dalle numerose notizie che escono fuori ogni giorno. Non facciamo altro che parlare del Coronavirus e le nostre vite ruotano attorno a questo maledetto virus.

  5. Chissà da quanto tempo circolava e non lo sapevamo. Chissà quante persone si sono spostate da un paese all’altro pur avendo i sintomi del Covid e se ne sono fregate della salute degli altri. Quante persone sono rientrate nel proprio paese incuranti del rischio di contagio e delle possibili conseguenze che avrebbero potuto procurare ai loro cari

  6. Mi auguro che non ci saranno effetti collaterali e che questo vaccino tanto atteso funzioni davvero. Speriamo di uscire da questo incubo. C’è gente che si è ammalata dal punto di vista psichiatrico perché ha ancora paura di uscire. Ora, che sembra esserci una via d’uscita, esce il problema della nuova variante. Speriamo che il vaccino sia efficace anche per questa mutazione

Rispondi a Gianpiero Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube