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Sovraindebitamento: come uscire dalla crisi

14 Febbraio 2021 | Autore:
Sovraindebitamento: come uscire dalla crisi

Le nuove norme sull’esdebitazione, anche totale: chi può beneficiarne, in che misura e a quali condizioni.

Liberarsi dai debiti, quando hanno raggiunto un ammontare schiacciante, non è più un miraggio. È diventato concretamente possibile grazie alla nuova legge sul sovraindebitamento, che ha potenziato notevolmente la vecchia legge “salvasuicidi” e, adesso, offre un’efficace via d’uscita per consumatori, piccoli imprenditori e professionisti in tutti i casi in cui questi debitori siano riconosciuti “meritevoli”.

Se il giudizio sarà positivo, costoro e le loro famiglie potranno ottenere la falcidia dei propri debiti – compresi quelli fiscali – in base ai propri redditi e patrimoni e arrivare anche all’esdebitazione totale, in caso di incapienza. In questo caso, rimane salva la possibilità di rimborsare i creditori nel quadriennio successivo, ma solo se gli esdebitati otterranno entrate sufficienti a farlo, e comunque con redditi al di sopra del “minimo vitale” necessario per il loro sostentamento.

Vediamo dunque più da vicino queste nuove norme sul sovraindebitamento e come uscire dalla crisi finanziaria che altrimenti impedirebbe a questi soggetti di risollevarsi in una molteplicità di casi gravosi, come chi ha contratto debiti per spese di salute o chi non riesce più a rimborsare mutui, prestiti o finanziamenti che aveva contratto senza dolo o colpa grave.

La nuova legge sul sovraindebitamento

Il Decreto Ristori, ora convertito in legge [1], ha profondamente modificato la legge sul sovraindebitamento. La vecchia legge “salvasuicidi” [2] è stata ora inserita nel nuovo “Codice della crisi e dell’insolvenza” la cui entrata in vigore, prevista per il 1° settembre 2021, è stata anticipata [3] proprio nelle disposizioni che consentono una via d’uscita ai debitori sovraindebitati.

Lo scopo di tali modifiche è quello di aiutare imprenditori, lavoratori autonomi, consumatori e famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid e c’è anche l’obiettivo di ridare vigore e slancio alla legge sul sovraindebitamento, che sinora è stata utilizzata in maniera inferiore alle aspettative.

Sovraindebitamento: chi può beneficiarne

La platea dei soggetti che possono beneficiare delle procedure di esdebitazione è stata estesa rispetto al passato. Ora, comprende anche i piccoli imprenditori non fallibili, i soci di società di persone ed i professionisti: anch’essi – e le loro famiglie – possono beneficiare delle procedure di composizione della crisi.

Precisamente:

  • sono considerati “consumatori” anche i soci illimitatamente responsabili di società di persone (società semplici, società in nome collettivo e società in accomandita semplice) quando i debiti contratti sono estranei all’attività dell’impresa;
  • sono compresi i familiari (parenti entro il quarto grado e affini entro il secondo grado, nonché le parti di un’unione civile) quando sono conviventi con il debitore, oppure quando il sovraindebitamento ha un’origine comune.

I vantaggi per gli indebitati consistono nel fatto che così vengono ampliate le categorie che possono accedere alle procedure di esdebitazione e che è consentito avviarne una unica per l’intera famiglia, mentre sino ad oggi dovevano essere distinte.

Debiti cancellati per il debitore incapiente

Il debitore incapiente è quello che non è in grado di offrire ai creditori nessuna utilità economica per ripagare i debiti, perché i suoi redditi e il suo patrimonio sono del tutto insufficienti a farvi fronte.

In tali casi, la nuova legge consente di arrivare anche ad una esdebitazione totale. La liberazione dai debiti pregressi sarà riconosciuta in via “condizionata”, nel senso che vi sarà un periodo di osservazione di quattro anni, a partire dalla data di emissione del decreto da parte del giudice.

In questo periodo, se sopraggiungeranno capacità economiche utili a soddisfare i creditori almeno nella misura del 10%, le somme entrate nella disponibilità del debitore dovranno essere destinate a ciò. Per questo è previsto che il debitore dovrà sempre dichiarare tali nuovi proventi al giudice della procedura di esdebitazione.

Da questo ammontare sopravvenuto vanno, però, dedotte le spese di produzione del reddito e quelle necessarie per il mantenimento del debitore e della sua famiglia; esse sono quantificate in misura pari all’importo dell’assegno sociale, aumentato della metà e moltiplicato per il coefficiente di equivalenza Isee che tiene conto dei componenti il nucleo familiare. Quindi, solo l’eventuale eccedenza rispetto a questo “minimo vitale” andrà a ripagare i debiti pregressi.

La “meritevolezza” del debitore

Per poter accedere con esito favorevole agli istituti di composizione della crisi ottenendo la liberazione dai debiti à necessario anche un giudizio di “meritevolezza del debitore, che è esclusa solo nei casi in cui i debiti siano stati contratti con dolo (ad esempio ottenendo credito in modo fraudolento o truffaldino) o con colpa grave.

Quindi, non tutti i debitori beneficeranno automaticamente dell’esdebitazione, ma soltanto quelli che non hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera smodata e per beni voluttuari o superflui; invece chi, ad esempio, si è indebitato per fronteggiare costose cure mediche o non è riuscito a pagare le tasse per situazioni incolpevoli e senza commettere reati fiscali sarà ammesso.

Una norma speculare è prevista a carico del creditore che abbia colpevolmente causato la situazione di indebitamento o il suo aggravamento, anche violando i principi di legge in tema di “merito creditizio” [4], ad esempio concedendo finanziamenti eccessivi e senza adeguata verifica dei requisiti e delle capacità di rimborso: non potrà presentare opposizione o reclamo al decreto di omologa del giudice e non potrà eccepire cause diverse dal dolo del debitore.

Il debitore riconosciuto “meritevole” sarà dunque quello risultato, in concreto, non immeritevole, nel senso che la situazione debitoria accumulata non è riconducibile a suoi comportamenti gravi o scriteriati. Ed allora potrà ottenere il risultato di cancellare i debiti pregressi, per una sola volta nella vita, anche per l’intero importo, se è incapiente.

I debiti fiscali

Anche i debiti fiscali potranno essere cancellati: adesso, l’adesione dell’Amministrazione finanziaria non è più condizione necessaria per ottenere l’omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti da parte del giudice.

Così i sovraindebitati tributari potranno abbattere il loro carico, anche stralciando l’Iva e le ritenute, che finora potevano essere soltanto dilazionati ma dovevano essere pagati per l’intero importo. Per approfondire questi aspetti, leggi gli articoli “Come ridurre i debiti fiscali” e “Più facile per tutti fare pace con il Fisco“.

Come presentare la domanda

La domanda di esdebitazione dovrà essere presentata, come già avveniva in passato, al giudice del tribunale competente, non direttamente dal debitore ma attraverso un Organismo di composizione della crisi (in breve: Occ).

La procedura di ammissione ai benefici è simile a quella che avveniva in precedenza; di seguito, ti riassumiamo i principali aspetti (per conoscerne tutti i dettagli, leggi “Sono pieno di debiti: come posso fare?“).

La domanda dovrà contenere un elenco di tutti i creditori, con l’indicazione delle somme dovute a ciascuno, e dall’altro lato esporre tutti i redditi del debitore e del suo nucleo familiare. In questo modo, si otterrà il raffronto tra la situazione debitoria complessiva e la capacità di fronteggiarla. In molti casi risulterà che il rimborso integrale è impossibile, anche se dilazionato nel tempo, e perciò il suo ammontare verrà ridotto in misura anche consistente.

A tal proposito, l’Occ stilerà una relazione particolareggiata, esponendo le cause dell’indebitamento e valutando la diligenza del debitore e, dunque, la sua meritevolezza. Dovranno essere esposte tutte le ragioni che motivano l’incapacità del debitore di adempiere le obbligazioni assunte e rendono così impossibile ripagare per intero i creditori delle somme loro spettanti.

A quel punto il giudice, valutata la situazione in tutti i suoi aspetti, potrà concedere l’esdebitazione, omologando l’accordo proposto, e tutti i debiti saranno falcidiati in base a quanto previsto nel piano. La cancellazione sarà definitiva e le obbligazioni assunte in precedenza saranno estinte.


note

[1] Legge di conversione del D.L. n. 137/2020.

[2] Legge n. 3/2012.

[3] Art. 5 del D.L. n. 23/2020.

[4] Art. 124 bis del D.Lgs. 1º settembre 1993, n. 385.


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