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Il sito di e-commerce o la newsletter deve indicare il prezzo finale per l’acquirente

12 Gennaio 2014
Il sito di e-commerce o la newsletter deve indicare il prezzo finale per l’acquirente

Stop alle vendite online se non vi è una informazione completa e trasparente per il consumatore: così, anche l’agenzia di viaggi sul web deve riportare l’importo globale dei biglietti aerei e non può imporre supplementi a chi usa la carta di credito.

Può essere inibita, al sito web, la vendita online se non indica, in modo preciso, le offerte e il prezzo finale a carico dell’utente. Quest’ultimo non deve avere sorprese all’atto finale del pagamento, trovandosi addebitati importi superiori rispetto a quelli riportati nell’offerta commerciale contenuta sul sito o sulla newsletter pubblicitaria.

È il tribunale di Roma che firma questa importante ordinanza a favore dei consumatori [1], applicando, a casi come questo, la tutela prevista dal codice del consumo [2] e dalla legge Bersani. Si tratta, infatti, di una pratica commerciale scorretta che fa scattare la cosiddetta “inibitoria” contro il sito internet di e-commerce.

Come noto, infatti, la legge vieta le offerte di voli al netto di spese, tasse e oneri aggiuntivi tali da impedire un effettivo confronto tra le tariffe degli operatori [3].

Non solo. È anche proibito l’addebito di supplementi per l’utilizzo, in fase di acquisto, della carta di credito.


Può essere chiuso dal giudice comunicazioni e offerte in vendita di biglietti aerei che non evidenzino il prezzo globale a carico del consumatore, ma un costo da maggiorarsi con oneri di importo imprecisato, o indicati nei limiti di un minimo e di un massimo.

note

[1] Trib. Roma ord. n. 62126/13.

[2] Art. 140 cod. consumo.

[3] Art. 3, primo comma, numero 1 della legge 40/2007 e l’articolo 3 reg. (CE) n. 1008/2008.

[4] D. Lgs. n. 11/2010.

Autore immagine: 123rf.com


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