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Conguaglio busta paga dicembre

22 Dicembre 2020
Conguaglio busta paga dicembre

Alla fine dell’anno, il datore di lavoro effettua dei conguagli fiscali e contributivi sulla busta paga del lavoratore.

Hai appena ricevuto la busta paga di dicembre. Ti aspettavi di ricevere più soldi e, invece, hai ricevuto una doccia fredda. Ti chiedi cosa sia successo e cos’è il conguaglio di dicembre.

Molti lavoratori italiani stanno aspettando, proprio in queste ore, l’arrivo della retribuzione di dicembre e della tredicesima mensilità. Per molti di loro, tuttavia, potrebbe arrivare una sorpresa poco gradita a causa del conguaglio busta paga dicembre.

L’ultima retribuzione dell’anno, infatti, coincide con l’effettuazione, da parte del datore di lavoro, di operazioni di conguaglio sulla busta paga del lavoratore che possono determinare una riduzione anche significativa del reddito. Ma andiamo per ordine.

Cos’è il conguaglio busta paga dicembre?

Nel rapporto di lavoro subordinato, il datore di lavoro svolge la funzione di sostituto d’imposta nei confronti del lavoratore. Ciò significa che, a differenza di un lavoratore autonomo che provvede autonomamente a pagare i contributi previdenziali e le imposte sul reddito relativi al proprio fatturato, nel rapporto di lavoro subordinato è il datore di lavoro, sostituendosi al lavoratore nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps, a calcolare le tasse sul reddito e i contributi previdenziali a carico del dipendente e a versarli agli enti competenti.

A fine anno, quando il datore di lavoro può verificare i redditi effettivamente percepiti dal lavoratore nell’anno fiscale, può emergere che i soldi trattenuti mese per mese in busta paga per pagare tasse e contributi sono stati troppi oppure troppo pochi ed è, quindi, necessario procedere ai relativi aggiustamenti.

Da questa attività deriva il conguaglio busta paga dicembre che può determinare delle sorprese, positive o negative, per il lavoratore.

Conguaglio contributivo: cos’è?

Ci sono una serie di elementi relativi al rapporto di lavoro che possono determinare l’aumento o la diminuzione della retribuzione imponibile, relativa al mese di dicembre, che devono essere necessariamente evidenziati nel flusso Uniemens trasmesso dal datore di lavoro all’Inps.

In particolare, le operazioni che spesso determinano dei conguagli e dei recuperi contributivi sono:

  • l’applicazione del massimale contributivo;
  • la verifica dell’esatto ammontare dei fringe benefit esente da contribuzione previdenziale;
  • l’esatta quantificazione degli elementi variabili della retribuzione;
  • i conguagli legati al versamento del trattamento di fine rapporto al Fondo Tesoreria Inps nonché le relative compensazioni e la rivalutazione annuale del Tfr conferito al predetto fondo.

Queste operazioni possono determinare la necessità di effettuare un recupero di somme, da trattenere direttamente in busta paga, per il versamento dei contributi previdenziali.

Conguaglio fiscale: cos’è?

Il conguaglio relativo alla busta paga di dicembre, oltre che dagli oneri contributivi, può derivare anche dal ricalcolo delle tasse sul reddito da versare all’erario.

Può accadere, ad esempio, che sono stati erogati dei fringe benefit al lavoratore trattati, all’inizio, come erogazioni esenti da tassazione ma che, nel corso dell’anno, tali benefit hanno superato la soglia annua massima di esenzione. In questo caso occorre recuperare quanto necessario ad assolvere all’obbligo di versamento dell’Irpef sui benefit.

Inoltre, l’imposta annuale da versare all’Erario (Irpef) deve essere calcolata su base annua. Come noto, l’Irpef è un’imposta progressiva per scaglioni e l’aliquota di tassazione aumenta con l’aumentare dello scaglione di reddito. Ne deriva che gli acconti trattenuti mensilmente in busta paga per pagare l’Irpef potrebbero rilevarsi insufficienti oppure eccessivi alla luce del ricalcolo annuale dell’imposta.

Conseguentemente, con la busta paga di dicembre, il datore di lavoro provvederà a trattenere le somme mancanti oppure a rimborsare al lavoratore eventuali trattenute in eccesso effettuate nei mesi precedenti.

Conguaglio di dicembre: e se la busta paga non basta?

Se, all’esito delle operazioni di conguaglio, il datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, deve trattenere delle somme in busta paga si possono porre dei problemi in caso di incapienza delle retribuzioni.

Può, cioè, accadere che il prelievo delle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno sia superiore alle retribuzioni spettanti al dipendente.

In questo caso, il lavoratore può manifestare per iscritto al datore di lavoro, entro il 28 febbraio dell’anno successivo:

  1. la sua volontà di procedere al versamento dell’importo corrispondente alle trattenute ancora dovute;
  2. l’autorizzazione al datore di lavoro ad effettuare il prelievo sulle retribuzioni dei periodi di paga successivi al secondo dello stesso periodo di imposta, applicando l’interesse in ragione dello 0,50% mensile.


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