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Semidetenzione: cos’è?

22 Marzo 2021 | Autore:
Semidetenzione: cos’è?

Sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi: cosa sono? Obbligo di trascorrere una parte della giornata in carcere: come funziona?

La detenzione è la pena prevista per quasi tutti i reati. In pratica, chi infrange la legge e commette un reato può essere costretto ad andare in gattabuia per espiare la propria pena. Per evitare il carcere a persone che, tutto sommato, si sono macchiate di crimini di poco conto, l’ordinamento giuridico consente al giudice di poter condannare il colpevole a una sanzione sostitutiva della prigione: la semidetenzione. Cos’è? Di cosa si tratta? Quali sono i requisiti per poter accedere a questa particolare pena? Come suggerisce il nome, la semidetenzione comporta l’obbligo di trascorrere una parte della giornata in carcere; per la restante, invece, è possibile continuare a espiare la pena al di fuori della prigione, magari recandosi a lavoro oppure continuando a frequentare gli studi.

Insomma: con la semidetenzione il giudice salvaguarda le esigenze personali del condannato che si sia macchiato di un reato punito lievemente. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona la semidetenzione.

Cos’è la semidetenzione?

La semidetenzione è una sanzione sostitutiva delle pene detentive fino a due anni [1].

In altre parole, il giudice può condannare alla semidetenzione se ritiene che il colpevole debba essere condannato a non più di due anni di reclusione o di arresto e reputi che la misura sia utile al reinserimento sociale del condannato.

Semidetenzione: in cosa consiste?

La semidetenzione comporta l’obbligo di trascorrere almeno dieci ore al giorno in carcere. La determinazione delle ore e l’indicazione dell’istituto sono effettuate in relazione alle comprovate esigenze di lavoro o di studio del condannato [2].

La semidetenzione comporta altresì:

  • il divieto di detenere a qualsiasi titolo armi, munizioni ed esplosivi, anche se si è in possesso di regolare porto;
  • la sospensione della patente di guida, salvo che essa costituisca indispensabile requisito per svolgere l’attività lavorativa. In tal caso, il giudice può disporre che la sospensione sia limitata ai periodi in cui il condannato non debba lavorare;
  • il ritiro del passaporto, nonché la sospensione della validità, ai fini dell’espatrio, di ogni altro documento equipollente;
  • l’obbligo di conservare e di presentare a ogni richiesta degli organi di polizia l’ordinanza con cui è stata disposta dal giudice la semidetenzione.

Semidetenzione: quando si può applicare?

Trattandosi di una sanzione sostitutiva delle pene detentive brevi, la semidetenzione può essere disposta dal giudice solamente se la condanna finale è di entità ridotta. Bisogna inoltre tenere conto dell’utilità che la semidetenzione può avere per il reo.

Per la precisione, il giudice può disporre la semidetenzione solamente se:

  • la pena detentiva a cui il colpevole dovrebbe essere condannato non è superiore a due anni;
  • la semidetenzione favorisce concretamente il reinserimento sociale del condannato [3].

La semidetenzione, ad esempio, può essere comminata a colui che svolga regolarmente un’attività lavorativa rappresentando l’unica fonte di reddito per la famiglia: in un caso del genere, il giudice può optare per la sanzione alternativa per favorire la prosecuzione dell’impiego retribuito.

Semidetenzione: quando non si può applicare?

La legge prevede i casi in cui, pur ricorrendo la condizione della condanna a pena detentiva non superiore a due anni, il giudice non può mai concedere la semidetenzione.

Per la precisione, la pena detentiva non può essere sostituita con la semidetenzione per coloro che, essendo stati condannati in passato, con una o più sentenze, a pena detentiva complessivamente superiore a tre anni di reclusione, hanno commesso il reato nei cinque anni dalla condanna precedente.

In pratica, chi si è beccato una condanna (unica o cumulativa) a tre anni di reclusione e, nel quinquennio successivo, commette un reato per cui è condannato a pena detentiva non superiore ai due anni, non può beneficiare della semidetenzione.

La pena detentiva, se è stata comminata per un fatto commesso nell’ultimo decennio, non può essere sostituita con la semidetenzione:

  • nei confronti di coloro che sono stati condannati più di due volte per reati della stessa indole (ad esempio, furto e rapina);
  • nei confronti di coloro ai quali la semidetenzione sia stata revocata per non aver rispettato le prescrizioni ovvero nei confronti di coloro ai quali sia stata revocata la concessione del regime di semilibertà;
  • nei confronti di coloro che hanno commesso il reato mentre si trovavano sottoposti alla misura di sicurezza della libertà vigilata o alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale [4].

Infine, il giudice non può sostituire la pena detentiva con la semidetenzione quando presume che le prescrizioni imposte non saranno adempiute dal condannato. Il giudice, nel proprio provvedimento, può infatti inserire specifiche prescrizioni che il reo dovrà rispettare.

Semidetenzione: quando è revocata?

La semidetenzione è revocata, con conseguente conversione nell’originaria pena detentiva (nel carcere, quindi), tutte le volte in cui il condannato violi le prescrizioni imposte dal giudice oppure quelle previste dalla legge (ad esempio, si viene trovati in possesso di un’arma).

Inoltre, la semidetenzione è revocata ogni volta che è commesso un nuovo crimine durante l’esecuzione della stessa.

Semidetenzione: come si svolge?

Secondo la legge, un giorno di pena detentiva equivale a un giorno di semidetenzione. Ciò significa che, se la semidetenzione è la sanzione sostitutiva di una pena detentiva pari a due anni, la semidetenzione avrà pari durata.

Le forze dell’ordine vigilano sulla corretta esecuzione della semidetenzione. Il condannato dovrà rispettare tutte le restrizioni imposte dalla legge e dal giudice nel proprio provvedimento. In caso contrario, la semidetenzione si trasformerà nell’originaria pena detentiva.


note

[1] Art. 53 l. n. 689/81.

[2] Art. 55 l. n. 689/81.

[3] Art. 58 l. n. 689/81.

[4] Art. 59 l. n. 689/81.

Autore immagine: canva.com/


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