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Gratuito patrocinio: spetta con Reddito di cittadinanza?

22 Dicembre 2020 | Autore:
Gratuito patrocinio: spetta con Reddito di cittadinanza?

I criteri per l’ammissione al beneficio, i limiti reddituali per categorie e nei casi di convivenza; le condizioni di esonero dalle soglie.

Vuoi promuovere una causa di separazione coniugale e sei anche imputato per un reato di truffa. In entrambi i casi, vorresti accedere al gratuito patrocinio, che ti permette di avere l’avvocato pagato dallo Stato e di essere esente dalle spese di giudizio.

Il tuo reddito è basso e rientra nei limiti stabiliti per avere diritto al patrocinio a spese dello Stato, ma percepisci anche il Reddito di cittadinanza, che ovviamente risulta tra le tue entrate. Così ti chiedi se il gratuito patrocinio spetta con il Reddito di cittadinanza.

La questione, come vedrai ora, è stata risolta dalla legge e dalla Corte di Cassazione in senso estensivo, ma ci sono anche dei casi che fanno eccezione e consentono di essere ammessi a prescindere dai limiti di reddito.

Gratuito patrocinio: il limite di reddito

Il limite generale di reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio è attualmente di 11.493,82 euro annui. Si tratta del reddito imponibile lordo ai fini Irpef, che dunque comprende tutte le possibili categorie di entrate: lavoro dipendente o autonomo, pensione, redditi di terreni e fabbricati, di capitale o derivante dall’esercizio dell’attività di impresa ed anche i proventi illeciti.

Il parametro per misurarlo è costituito dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata. La Corte di Cassazione [1] ha stabilito che ai fini del calcolo del reddito si tiene conto di tutti i redditi percepiti ed anche dei redditi esenti dall’Irpef o da altre imposte dirette.

«Ai fini della determinazione dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio, si deve tener conto, nel periodo di imposta in cui sono percepiti, di tutti i redditi, anche se non sottoposti a tassazione, perché il legislatore, al fine di stabilire se la persona possa o meno fruire del patrocinio a spese dello Stato, non ha inteso limitarsi a prendere in considerazione i redditi dichiarati o comunque da dichiararsi in un determinato periodo di imposta, ma ha voluto prendere in considerazione tutti i redditi (persino quelli derivanti da attività illecita) dalla persona effettivamente percepiti o posseduti, anche se esclusi dalla base imponibile», afferma la Suprema Corte.

Gratuito patrocinio e Reddito di cittadinanza

In base a questa interpretazione omnicomprensiva della nozione di reddito ai fini del gratuito patrocinio, si deve necessariamente ritenere che anche il Reddito di cittadinanza rientra nel computo delle somme da considerare.

Del resto, il limite per accedere al patrocinio a spese dello Stato è stabilito dalla legge [2] proprio per consentire di fruire del beneficio solo a chi risulta in condizioni economiche svantaggiate e non potrebbe sostenere altrimenti i costi.

Rileva quindi, la «capacità economica» del richiedente in tutte le componenti di redditi percepiti a qualsiasi titolo, anche se non imponibili o soggetti a ritenuta d’imposta alla fonte, al punto che si considera anche l’importo dell’assegno di mantenimento percepito dall’ex coniuge [3].

Gratuito patrocinio: quando la soglia di reddito è più elevata

L’importo soglia per l’ammissione al gratuito patrocinio è più elevato quando il richiedente convive con i propri familiari (coniuge, figli, genitori). Nei casi di convivenza, infatti, si tiene conto della somma dei redditi conseguiti da ogni componente della famiglia e i limiti di reddito sono elevati di 1.032,91 euro per ciascun familiare convivente.

Si tiene però conto solo del reddito personale di chi chiede l’ammissione «quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi» [4].

Gratuito patrocinio: esenzioni dal reddito

Nei seguenti specifici casi, è consentita l’ammissione al gratuito patrocinio a prescindere dal reddito e, dunque, può beneficiarne anche chi supera i limiti reddituali che abbiamo indicato:

  • vittime dei reati di violenza sessuale, stalking, maltrattamenti in famiglia, gravi delitti commessi in danno di minori [5];
  • orfani di genitore a seguito dell’omicidio commesso dal coniuge (o da persona legata alla vittima in unione civile o da relazione affettiva con convivenza di fatto) se minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti.

Gratuito patrocinio: condizioni per l’ammissione

Se vuoi conoscere in dettaglio i requisiti e le condizioni per l’ammissione al gratuito patrocinio leggi questi articoli:


note

[1] Cass. ord. n. 24379/19 del 30 settembre 2019.

[2] Art. 76 D.P.R. n. 115/2002.

[3] Cass. ord. n. 23223/2016.

[4] Art. 76, comma 4, D.P.R. n.115/2002.

[5] L’elenco delle fattispecie è riportato nell’art. 76, comma 4 ter, D.P.R. n.115/2002.


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