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Disabile senza patente: diritto al parcheggio

22 Dicembre 2020
Disabile senza patente: diritto al parcheggio

Anche i disabili senza patente e auto hanno diritto a parcheggiare gratis l’auto di chi li accompagna, sulle strisce blu, se gli spazi di sosta riservati sono occupati.

Quando si parla del diritto al parcheggio del disabile senza patente si possono ipotizzare due situazioni: quella del parcheggio gratuito sulle strisce blu tutte le volte in cui le aree di sosta contrassegnate con le strisce gialle siano già occupate e quella del posto auto riservato in condominio. 

Entrambe queste fattispecie sono state di recente oggetto di analisi da parte della giurisprudenza. Ne parleremo qui di seguito.

Diritto al parcheggio del disabile sulle strisce blu

Anche il disabile senza patente ha diritto al parcheggio. E questo perché, diversamente, si avrebbe una discriminazione in favore di una categoria di disabili a svantaggio di un’altra presuntivamente affetta da una patologia più grave. Chi non ha la possibilità di guidare perché affetto da un handicap totale deve beneficiare quantomeno delle stesse agevolazioni previste per chi, invece, può mettersi al volante. 

Questo principio è stato stabilito da una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Corte, il Comune, qualora abbia previsto il parcheggio gratuito sulle strisce blu per i disabili nelle ipotesi in cui gli spazi di sosta ad essi riservati sono occupati, deve riconoscere lo stesso diritto anche a chi li accompagna benché il disabile sia senza patente e auto.

Questo non significa – come alcuni hanno subito esultato alla lettura della sentenza – che chi è munito del pass disabili abbia sempre diritto al parcheggio gratuito sulle strisce blu. Spetta infatti solo al Comune stabilire se la sostanza nei parcheggi a pagamento – quelli cioè contrassegnati con le strisce blu – possa essere libera e gratuita per chi è munito del contrassegno disabili. Tuttavia, il Comune non può escludere da eventuali benefici i disabili privi di automobile e licenza di guida.

In mancanza di apposita regolamentazione comunale, anche il portatore di handicap deve pagare il ticket quando lascia l’auto nei parcheggi a pagamento.

Il diritto al parcheggio del disabile senza patente si estende quindi solo alle strisce gialle, non anche a quelle blu, a meno di diversa regolamentazione comunale. 

Tale principio è ormai consolidato in giurisprudenza. Secondo i giudici, infatti, non può considerarsi gratuita la sosta di un veicolo dotato dello speciale contrassegno per i disabili nelle zone delimitate dalle strisce blu. Infatti, gli art. 188, 3 comma del Codice della strada e 11, 1 comma, D.P.R.. n. 503/1996 prevedono, per i titolari del contrassegno invalidi, l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato e dai divieti e limitazioni della sosta disposti dall’autorità competente; ma l’obbligo del pagamento di una somma è cosa diversa dal divieto o limitazione della sosta (come del resto è confermato dall’articolo 4 del Codice della strada, per il quale l’ente proprietario della strada può “vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli”). 

Né può invocarsi, a sostegno di una diversa interpretazione, l’esigenza di favorire la mobilità delle persone disabili. Dalla gratuità della sosta deriva, infatti, un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità – piuttosto che dalla gratuità – del posto dove sostare. Sicché, anche in caso di indisponibilità dei posti riservati ai disabili non vi è ragione di consentire la sosta gratuita alla persona disabile che abbia trovato posto negli stalli a pagamento.

Diritto al posto auto del disabile in condominio

Secondo alcuni giudici [2], spetta al disabile il diritto ad ottenere l’assegnazione di un posto auto in condominio che gli permetta di raggiungere più comodamente la propria abitazione, fino a quando permarrà tale situazione di disagio fisico.

Questo perché, se da un lato è vero che ciascun condomino può – ai sensi dell’articolo 1102 del Codice civile – utilizzare gli spazi comuni per i propri interessi, purché non pregiudichi l’eguale diritto degli altri, bisogna comunque considerare che l’articolo 2 della Costituzione mira a garantire la piena realizzazione della personalità dell’individuo, rimuovendo gli ostacoli che si frappongono al superamento delle situazioni di diseguaglianza.

In tale ottica, si giustifica la (modesta) limitazione del diritto degli altri proprietari, ben potendosi parzialmente comprimere l’altrui uguale diritto all’uso paritario della cosa comune, per favorire chi si trova in una condizione di ridotta capacità motoria.

Tale impostazione risulta conforme ai principi espressi dalla Cassazione [3] e potrebbe trovare un limite solo nel caso in cui vi siano altri condòmini con difficoltà analoghe; ma se questi possono comodamente parcheggiare negli spazi più vicini, bisogna accordare maggiore tutela al portatore di handicap. 


note

[1] Cass. sent. n. 24936/2019. Anche le persone disabili che non hanno la patente e un’autovettura propria hanno diritto a parcheggiare gratuitamente l’automobile di chi li accompagna in centro, negli stalli a strisce blu, quando gli spazi di sosta riservati a chi ha un handicap sono occupati. Ad affermarlo è la Cassazione accogliendo il ricorso della onlus Utim (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva) contro il Comune di Torino che nel 2016 ha approvato un regolamento che prevede per i disabili con patente e autoveicolo il diritto a posteggiare gratis sulle strisce blu, “escludendo da tale agevolazione” i disabili non muniti di patente e autoveicolo salvo che non dimostrino di dover andare nel centro cittadino (almeno dieci volte nel mese) per esigenze di lavoro o di cura. Per la Corte tale regolamento è discriminatorio, in quanto non reputa “meritevole di tutela l’accesso gratuito del disabile al centro cittadino per motivi dì mero svago e di relazione sociale.

[2] Tribunale di Verbania, con la sentenza 513 del 2 dicembre 2020, Tribunale Como, 27 ottobre 2017; Tribunale Avellino, 27 giugno 2017, Tribunale Bologna, 07 aprile 2006.

[3] Cass. sent. n. 1572/2000.

Autore immagine: depositphotos.com


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