Cronaca | News

Covid, domenica il V-day: chi saranno i primi vaccinati

22 Dicembre 2020
Covid, domenica il V-day: chi saranno i primi vaccinati

Il 27 dicembre è la data scelta per l’avvio simbolico alle somministrazioni, in simultanea in più Paesi europei.

Lì dove tutto è iniziato, inizierà anche la campagna italiana di vaccinazioni contro il Coronavirus. Era fine gennaio 2019 quando all’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani arrivava una coppia cinese affetta da Covid.

Undici mesi dopo, il 27 dicembre 2020, lo Spallanzani dà avvio alle prime somministrazioni del vaccino anti-Coronavirus, realizzato dall’americana Pfizer in collaborazione con la tedesca BionTech.

È il «Vaccine Day» europeo, o «V-Day»: nella stessa giornata, piccoli gruppi di cittadini italiani, spagnoli, francesi, tedeschi, lussemburghesi, olandesi, belgi e svizzeri riceveranno le prime dosi. Saranno i primi, ciascuno nel proprio Paese. Un inizio simbolico cui poi seguirà la campagna di somministrazione massiva.

In Italia, riceveranno il siero per primi un’infermiera, una ricercatrice, un operatore sociosanitario e due medici dello Spallazani. Sempre qui arriveranno le 9.750 dosi di vaccino Pfizer dal Belgio; lo Spallanzani, dunque, fungerà da hub di stoccaggio, in cui le dosi confluiranno, per poi essere portate dall’Esercito in trecento siti di somministrazione individuati dal Governo in accordo con le Regioni.

«Gli italiani apprezzano l’impegno gravoso delle Forze armate nell’ambito dello sforzo comune per affrontare l’emergenza sanitaria sul territorio nazionale», ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato come la Difesa abbia messo a disposizione tutte le sue risorse, per fronteggiare la pandemia. Dagli ospedali da campo al personale, dalla logistica agli impianti di produzione.



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1 Commento

  1. Forse, grazie a questo vaccino riusciremo a contenere i contagi e la situazione in Italia e nel mondo potrà finalmente migliorare. Non ce la facciamo più a restare reclusi in casa con il timore che un amico o un parente possa essere asintomatico e di conseguenza possa contagiarci.

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