La formula esecutiva della sentenza diventa telematica

22 Dicembre 2020 | Autore:
La formula esecutiva della sentenza diventa telematica

Il provvedimento munito del «Comandiamo» potrà essere rilasciato in forma di documento informatico, senza più bisogno di recarsi in Cancelleria.

Finalmente, diranno gli avvocati: ora, diventa possibile ottenere il rilascio, in forma di documento informatico, delle copie delle sentenze e degli altri atti giudiziari muniti di formula esecutiva, senza più doversi recare fisicamente in cancelleria a richiederle e a prelevarle.

La novità è contenuta nella legge di conversione del Decreto Ristori, in cui è stato inserito un emendamento [1] che consente al funzionario di emettere il provvedimento, di apporvi la formula di legge e la propria firma digitale e di spedirlo in via telematica al richiedente. Anche l’istanza di rilascio finalizzata ad ottenere il documento informatico dovrà essere presentata in modalità telematica.

«Comandiamo a tutti gli ufficiali giudiziari che ne siano richiesti e a chiunque spetti, di mettere a esecuzione il presente titolo, al pubblico ministero di darvi assistenza, e a tutti gli ufficiali della forza pubblica di concorrervi, quando ne siano legalmente richiesti»: è questa la frase “magica” imposta dalla legge [2] (che gli addetti ai lavori condensano nella semplice parola del «Comandiamo») indispensabile per conferire alla sentenza il valore di titolo esecutivo che consente di azionarla nell’esecuzione forzata.

Da adesso in poi, la copia esecutiva contenente questa formula potrà consistere – in alternativa alla consueta modalità cartacea – in un documento informatico contenente la copia, anche per immagine, della sentenza o del diverso provvedimento del giudice. E la firma digitale del cancelliere sostituirà anche il sigillo dell’ufficio [3].

Inoltre, il difensore della parte costituita potrà anche estrarre dal fascicolo informatico il duplicato, la copia analogica o informatica di tale copia esecutiva, sempre in forma di documento informatico; ed essa, se munita dell’apposita attestazione di conformità [4], equivarrà all’originale.

Finora, le norme sul processo telematico, comprese quelle varate durante l’emergenza Covid, consentivano il deposito e lo scambio a distanza della maggior parte degli atti e la partecipazione alle udienze da remoto, ma per il ritiro delle copie esecutive era ancora necessaria la presenza fisica dell’avvocato difensore presso la cancelleria dell’Ufficio giudiziario che aveva emesso il provvedimento.

Questo fastidioso, ma insopprimibile, incombente aveva sollevato le proteste degli avvocati già molto tempo prima della pandemia. D’ora in poi, sarà invece possibile saltare questo passaggio in modo da chiedere e ottenere il documento digitale equipollente a tutti gli effetti a quello tradizionale cartaceo. Al termine di questo articolo, nel box “Legge”, puoi trovare il testo della nuova norma, di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


note

[1] Art. 23 D.L. n.137/2020, nel quale è stato inserito il comma 9 bis dalla legge di conversione.

[2] Art. 475 Cod. proc. civ.

[3] Art. 153 disp. att. Cod. proc. civ.

[4] Art. 16 undecies del D.L. n. 179/2012.

Art. 23, comma 9 bis, D.L. n. 137/2020

« 9-bis. La copia esecutiva delle sentenze e degli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria di cui all’articolo 475 del codice di procedura civile può essere rilasciata dal cancelliere in forma di documento informatico previa istanza, da depositare in modalità telematica, della parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento. La copia esecutiva di cui al primo periodo consiste in un documento informatico contenente la copia, anche per immagine, della sentenza o del provvedimento del giudice, in calce ai quali sono aggiunte l’intestazione e la formula di cui all’articolo 475, terzo comma, del codice di procedura civile e l’indicazione della parte a favore della quale la spedizione è fatta. Il documento informatico così formato è sottoscritto digitalmente dal cancelliere. La firma digitale del cancelliere tiene luogo, ai sensi dell’articolo 24, comma 2, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, del sigillo previsto dall’articolo 153, primo comma, secondo periodo, delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368. Il difensore o il dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio possono estrarre dal fascicolo informatico il duplicato e la copia analogica o informatica della copia esecutiva in forma di documento informatico. Le copie analogiche e informatiche, anche per immagine, della copia esecutiva in forma di documento informatico estratte dal fascicolo informatico e munite dell’attestazione di conformità a norma dell’articolo 16-undecies del decreto-legge 18 ottobre2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, equivalgono all’originale.


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