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Come proteggere il testamento dagli eredi legittimari

15 Gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Gennaio 2014



Uno dei pericoli maggiori che corre un testamento è quello di essere impugnato in Tribunale dai parenti legittimari per la lesione dei diritti loro riservati dalla legge. Esistono tuttavia dei modi per impedire o quantomeno limitare la possibilità di contestazioni.

 

Decidere di fare testamento si accompagna spesso al desiderio di distribuire in maniera equa il proprio patrimonio fra gli eredi evitando che insorgano delle liti dopo la morte.

L’impossibilità di concordare le singole attribuzioni con i futuri eredi [1] lascia sì al testatore la più ampia libertà di scelta in merito a chi e in quali proporzioni lasciare qualcosa ma lo espone fatalmente al rischio di creare malumori in chi coltivava l’aspettativa di essere nominato erede o, peggio, di ledere i diritti che la legge riconosce ad alcune categorie di parenti stretti.

La legge infatti attribuisce ai legittimari, ossia i parenti più vicini in ordine e grado, come ad esempio il coniuge e i figli, nonché i genitori e gli avi paterni o materni, una quota di eredità calcolata in percentuale sull’intero patrimonio ereditario [2] concedendo agli stessi, qualora le suddette proporzioni non siano state rispettate dal testatore, il potere di impugnare il testamento per sentirne dichiarare l’inefficacia e vedersi attribuiti beni di valore pari alla quota loro riservata per legge.

Per evitare di incappare in azioni giudiziali postume si possono adottare alcuni stratagemmi già nella compilazione del testamento che lo mettano il più possibile al riparo dalle contestazioni dei legittimari.

1) La nomina a erede

Il primo trucchetto può essere il vecchio “fare buon viso a cattivo gioco” e nominare quindi eredi, fra gli altri, anche i parenti legittimari, ma soltanto nella quota loro riservata per legge.

Ad esempio il testatore vedovo con due figli ma con una compagna a carico cui vuole lasciare una rendita dovrà ricordarsi di nominare eredi i primi per la quota complessiva di due terzi del suo patrimonio, mentre il residuo terzo potrà lasciarlo in eredità alla compagna. [3]

In tal modo il testatore non arrecherà pregiudizio ai diritti dei legittimari e resterà comunque libero di disporre della maggior parte possibile del suo patrimonio.

Per evitare di incorrere in errori con le percentuali basta scrivere “Nomino eredi i miei figli nella sola quota di legittima loro riconosciuta dalla legge all’apertura della mia successione”.

2) Attenzione ai diritti del coniuge

Moglie e marito, anche se fra loro separati, sono reciprocamente tenuti a riconoscersi una quota di beni nel testamento che varia a seconda che la coppia abbia o meno avuto figli: al coniuge senza figli infatti spetta il 50% del patrimonio, se è nato solo un figlio un terzo è riservato a quest’ultimo e un terzo al coniuge, se i figli sono più di uno a essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta il 25% [4].

Oltre a una percentuale sul valore del patrimonio ereditario al coniuge deve essere riconosciuto anche il diritto di abitazione sulla casa già adibita a residenza familiare se di proprietà del coniuge defunto o comune e il diritto di uso sui mobili che la corredano [5].

Pertanto, oltre ad adottare l’accorgimento di cui sopra per quanto riguarda il rispetto delle quote di eredità riservate per legge al coniuge, è bene, laddove il testatore sia proprietario della casa nella quale risiede col coniuge, che lasci a quest’ultimo il diritto di abitarvi sua vita natural durante. Ciò impedirà la nascita di controversie all’apertura della successione.

3) Il legato in sostituzione di legittima

I diritti che la legge riconosce ai legittimari sui beni ereditari spesso raggiungono importi ragguardevoli, financo la metà del valore dell’intero patrimonio. Esiste tuttavia uno strumento legale per limitarli ulteriormente, il legato in sostituzione di legittima [6]. Il testatore cioè può decidere di attribuire a uno o più legittimari un bene o un credito all’interno del proprio patrimonio senza con ciò violare i diritti di tale categoria di eredi. Egli dovrà ricordarsi solo di specificare che tale assegnazione avviene in sostituzione di legittima.

All’apertura della sua successione, infatti, il bene o il credito previsto passerà automaticamente in proprietà del beneficiario il quale potrà trattenerlo con ciò rinunciando implicitamente a qualsiasi altra pretesa sul patrimonio ereditario, oppure, laddove quest’ultimo ritenga che il valore del bene assegnatogli non raggiunga quello della quota di eredità a lui riservata per legge, potrà rinunciare all’attribuzione, con ciò perdendo qualsiasi diritto sul bene o credito previsto, e iniziare un’apposita azione giudiziaria per ottenere beni ereditari di valore pari alla quota riconosciutagli dalla legge.

4) Attenzione alle donazioni

Effettuare donazioni, magari in via indiretta come ad esempio pagare l’acquisto di un appartamento che viene intestato ad altri, può raggiungere lo scopo di anticipare gli effetti della successione dividendo in vita il proprio patrimonio, ma espone al rischio di eventuali contestazioni laddove, alla propria morte, il patrimonio residuo sia inferiore a quello di cui si poteva disporre prima delle suddette operazioni. Per legge infatti per calcolare il valore del patrimonio ereditario su cui i legittimari possono avanzare i loro diritti si deve tener conto anche delle donazioni compiute in vita dal testatore. [7]

Pertanto buona regola vorrebbe che si limitassero le donazioni soltanto ai futuri eredi legittimari, evitando differenze cospicue di valore fra i beni donati cosicché, all’apertura della successione, costoro abbiano già ricevuto parte dei diritti loro riconosciuti per legge e non possano recriminare eventuali differenze di valore nei beni loro già donati.

note

[1] Art. 458 cod. civ. divieto di patti successori

[2] Artt. 536 e ss. cod. civ.

[3] Art. 537 comma 2° cod. civ.

[4] Artt. 540 et 542 cod. civ.

[5] Art. 540 cod. civ.

[6] Art. 551 cod. civ.

[7] Art. 556 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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