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Prodotto in garanzia: cosa dice la legge?

22 Dicembre 2020
Prodotto in garanzia: cosa dice la legge?

Quando si può chiedere la sostituzione di un prodotto difettoso: i diritti del consumatore. 

Non è raro incontrare difficoltà nel momento in cui si chiede il reso di un prodotto difettoso, anche se acquistato da poco. L’esercizio del diritto di garanzia viene, il più delle volte, riconosciuto solo dalle grandi catene, mentre i piccoli negozianti faticano a rispettare le norme poste a tutela dei consumatori. A volte, sono gli stessi consumatori all’oscuro dei diritti riconosciuti loro dal nostro ordinamento. Ecco perché è bene sapere cosa dice la legge in merito al prodotto in garanzia.

Qui di seguito procederemo a fornire alcuni rapidi e pratici chiarimenti.

Quanto dura la garanzia?

La garanzia dura due anni per chi acquista in veste di consumatore. Se invece si acquista con partita Iva, quindi nell’ambito della propria attività commerciale o professionale, la garanzia è di 1 solo anno. 

Le parti possono, in contratto, allungare il termine di garanzia (cosa che spesso succede dietro l’integrazione del pagamento) ma mai accorciarlo.

Quando spetta la sostituzione di un prodotto difettoso?

Se nell’arco di questi anni il prodotto si rompe o non funziona correttamente, l’acquirente ha diritto, a sua insindacabile scelta: 

  • alla riparazione del prodotto in un congruo lasso di tempo;
  • oppure alla sua sostituzione con un prodotto identico. 

Quindi, è il cliente che può decidere se mandare in riparazione l’oggetto difettoso o chiederne uno completamente nuovo. Il negoziante non potrà spingerlo all’una o all’altra soluzione. 

In entrambi i casi, al cliente non possono essere addebitate spese per la riparazione, per la chiamata del tecnico, per l’acquisto dei pezzi di ricambio o per la spedizione del prodotto al centro assistenza. Il cliente ha solo l’onere di portare l’oggetto al venditore il quale dovrà prestargli la garanzia legale. Egli, però, ha solo 60 giorni di tempo per farlo: la cosiddetta «denuncia» del difetto di produzione infatti deve avvenire in questo lasso di termine e può essere effettuata o con la consegna del prodotto presso il rivenditore o con l’invio di una lettera (meglio se con raccomandata o con Pec). Il termine scende a soli 8 giorni se l’acquisto è avvenuto con fattura e partita Iva.

Come dicevamo, al cliente non possono essere addebitate spese per la riparazione. Tanto per fare un esempio, se l’oggetto difettoso dovesse essere una lavastoviglie, non bisognerà pagare alcuna “indennità di chiamata” al tecnico che venga a riparare l’elettrodomestico.

Sarebbe altresì illegittimo il comportamento del venditore che richieda al cliente di spedire il prodotto alla fabbrica o di scrivere al produttore o al grossista. Questo perché il contratto di vendita lega l’acquirente al venditore (e non al produttore) ed è dunque quest’ultimo tenuto a prestare la garanzia prevista dalla legge. 

In questa prima fase, l’acquirente non può chiedere la restituzione dei soldi spesi, non può cioè “tirarsi indietro” dal contratto di vendita. Come anticipato, può solo chiedere la riparazione o la sostituzione.

Prodotto difettoso: quando si può chiedere la restituzione dei soldi?

La legge dice poi che se la riparazione non dovesse essere possibile perché antieconomica o perché non ci sono più pezzi di ricambio e se la sostituzione del prodotto difettoso non dovesse anch’essa essere praticabile (si pensi al caso in cui non esistano più altri oggetti identici a quello acquistato dal cliente), il consumatore ha il diritto di scegliere tra queste due opzioni: 

  • o farsi restituire tutti i soldi e riconsegnare l’oggetto acquistato, benché utilizzato (è ciò che tecnicamente si chiama “risoluzione del contratto”);
  • oppure tenere per sé l’oggetto ma ottenere una parziale restituzione del prezzo, proporzionale all’effettivo valore del bene danneggiato.  

Cosa copre la garanzia?

La garanzia copre solo i difetti di fabbricazione, anche se non visibili al momento dell’acquisto. Quindi, tutti i guasti determinati dal cattivo uso del prodotto fatto dal cliente non determinano alcun diritto alla garanzia. 

Cosa fare se il venditore non vuole riconoscere la garanzia?

Spesso, succede che il venditore declini la garanzia sostenendo che la colpa del malfunzionamento sia imputabile al cliente, che ha rotto l’oggetto o non ne ha fatto un uso corretto. Come comportarsi in questi casi? La legge dice che, nei primi sei mesi dall’acquisto, non è l’acquirente a dover dimostrare che la rottura è dipesa dal produttore, ma è il venditore. È quest’ultimo cioè che ha l’onere di provare la colpa del consumatore. Questo significa che all’acquirente basta solo portare l’oggetto al rivenditore e dirgli che si è rotto. Sarà lui eventualmente a dover dimostrare che il guasto dipende dal cliente e non dalla fabbrica. 

Dopo sei mesi dall’acquisto, invece, l’onere della prova ricade sull’acquirente che deve dimostrare appunto non solo il guasto ma anche che questo dipende dal produttore e non da un uso non conforme dell’oggetto.

Se il venditore non vuole riconoscere la garanzia, il cliente ha la possibilità di citarlo in giudizio. Dovrà cioè fargli una causa con il proprio avvocato. Per piccole somme, ciò potrebbe rivelarsi antieconomico. Sicché, sarà più opportuno tentare una mediazione con un organismo situato nel luogo della propria residenza. 



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2 Commenti

  1. Salve, ho delle domande a proposito della garanzia dei prodotti. Allora, ho fatto un acquisto che è ancora in garanzia. Ora, c’è un problema. Il produttore ha smesso di fabbricare i pezzi di ricambio. So che di regola questi non potrebbe, però ora non li realizza più. Io come posso essere tutelato? Cosa posso chiedere al produttore? Quali sono i miei diritti?

    1. Dall’ultima vendita, devono decorrere due anni prima che il produttore sia libero di non rispondere per i difetti di funzionamento del prodotto. Se nonostante questo il produttore decide di non produrre più i pezzi di ricambio, allora dovrà rimborsare il prezzo di acquisto del prodotto. Non importa se lo stesso, ad esempio, è stato utilizzato già per un anno e 11 mesi. Conta il fatto che la garanzia non è più disponibile. La soluzione consiste nella riparazione dell’oggetto ma sempre che questa non crei disagi e riduzioni di qualità nel prodotto.

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