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Governo: crisi rimandata a dopo Natale

22 Dicembre 2020
Governo: crisi rimandata a dopo Natale

Oggi, nuova tornata di incontri tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i partiti. È stato il turno di Italia Viva e Liberi e uguali.

La tensione resta ma oggi c’è stato un segno di disgelo. Se non altro, il capo del Governo Giuseppe Conte e il partito-spina nel fianco della sua maggioranza, Italia Viva, hanno ripreso a dialogare a Palazzo Chigi.

Dopo gli incontri di ieri con Pd e Movimento 5 Stelle, oggi è toccato alla formazione di Matteo Renzi e a Liberi e Uguali incontrare il presidente del Consiglio a un tavolo di confronto in cui si è molto parlato delle risorse del Recovery Fund.

Il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova ne è uscita soddisfatta, dicendo che «oggi è stato fatto un passo avanti». «Finalmente si comincia a discutere nel merito – ha dichiarato Bellanova, uscendo dal confronto con Conte -. Ci siamo riservati di presentare un documento. Abbiamo chiesto perché ci sono solo 9 miliardi sulla sanità e perché non si possono utilizzare i 37 miliardi del Mes», uno dei fronti più caldi su cui si aprono fratture interne alla maggioranza.

Renzi non c’era: a incontrare Conte è andata una delegazione di Italia Viva senza il suo leader. Oltre a Bellanova, erano presenti la collega Elena Bonetti, Maria Elena Boschi, Davide Faraone, Ettore Rosati, Luigi Marattin.

La soddisfazione di Bellanova è nel fatto che il presidente del Consiglio ha preso atto che le proposte di Italia Viva sono fatte «nell’interesse del Paese. Perché questo è il punto – ha proseguito il ministro dell’Agricoltura -: non se Bellanova e Bonetti si dimettono, ma come lavorare per il bene del Paese. E noi vogliamo che l’Italia abbia tutte le condizioni per vivere in serenità e risolvere i problemi, altrimenti è inutile».

Ma soprattutto Bellanova sottolinea che «non c’è più l’emendamento» che doveva istituire la task force del Recovery Plan, la miccia che aveva acceso le ostilità, da parte di Italia Viva. Eliminata la task force, eliminata la crisi? «Il fatto che non ci sia più è positivo, ora lavoriamo sui progetti e vediamo cosa c’è dentro», ha aggiunto Bellanova.

Di Recovery Fund Conte ha continuato a parlare anche con la delegazione di Liberi e Uguali, composta dal ministro della Salute Roberto Speranza, dai sottosegretari all’Università e alla Ricerca Giuseppe De Cristofaro e al Mef Maria Cecilia Guerra, dai capigruppo di Camera e Senato Federico Fornaro e Loredana De Petris.

La tensione con Italia Viva rimane, ma si allenta almeno un po’. Renzi ha detto che «la palla adesso è nelle mani del premier: dipende solo da lui». E Conte, per tutta risposta, si è mostrato disponibile a elaborare una proposta condivisa da tutta la maggioranza. Dunque, a ridiscutere nel merito i contenuti del Recovery Plan ma anche a individuare un gruppo di lavoro rappresentativo di tutta la maggioranza, dandosi come scadenza la fine del 2020 per portare il piano in Consiglio dei ministri tra il 26 e il 31 dicembre. Almeno fino a questa data, le ostilità dovranno essere sospese per lavorare insieme.



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