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Natale: cosa si può fare prima che scatti la zona rossa

22 Dicembre 2020
Natale: cosa si può fare prima che scatti la zona rossa

Ultimi due giorni di fascia gialla per quasi tutta Italia. Dalla Vigilia tutto il Paese entrerà nell’area di massimo rischio, in simil lockdown.

21, 22 e 23 dicembre: inizialmente, si ipotizzava che avrebbero dovuto essere giorni di zona arancione. Alla fine, invece, sul calendario delle vacanze di Natale, come da decreto approvato dal Governo, sono diventati «giorni gialli».

In pratica, in questi tre giorni, quasi tutto il Paese è in fascia di minor rischio contagio. Quasi perché, a differenza di tutte le altre regioni italiane, Abruzzo e Campania restano arancioni fino al 24 dicembre, giorno che darà inizio alla zona rossa nazionale festiva, che prevede qualche deroga al lockdown della zona rossa classica (per approfondire leggi qui: Decreto Natale: tutti i chiarimenti del Governo).

Prima, però, ci sono ancora diverse cose che è consentito fare e che, invece, saranno proibite o limitate nei prossimi giorni. Oggi e domani, si può andare a pranzo fuori o prendere un caffè al bar per salutare un amico, piccoli piaceri impossibili fino al 6 gennaio, perché bar e ristoranti rimarranno chiusi sia in zona rossa (24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio), sia in zona arancione (i restanti 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio).

I negozi resteranno aperti in molte regioni anche fino alle 21 del 23 dicembre. Chi si riduce sempre all’ultimo secondo con i regali quest’anno non potrà contare sulle aperture last minute della Vigilia, ma alcune attività fanno eccezione e non dovranno abbassare la saracinesca (per approfondire leggi qui: Natale: dove fare acquisti nei giorni rossi).

Si tratta comunque di esercizi commerciali dove si vendono per lo più beni di prima necessità, nei quali sarebbe forse più difficile trovare il regalo che si cerca, ecco perché è bene che chi non ha ancora provveduto si affretti e concentri lo shopping natalizio in questi ultimi due giorni.

Il blocco della mobilità regionale è già scattato dal 21 dicembre. Ci si può comunque ancora spostare in altre regioni (e questo fino al 6 gennaio) per motivi di lavoro, salute, necessità, ritorno a casa (cioè nel posto in cui si vive abitualmente), nel luogo di residenza o di domicilio. Si può andare nella propria seconda casa, se si ha la fortuna di averla nella stessa regione in cui si abita.

Ci si può spostare tranquillamente anche in altri Comuni, quale che sia la ragione, o nei capoluoghi di provincia. Questo non è invece possibile in Abruzzo e Campania, come detto ancora zone arancioni (qui non sono aperti al pubblico neanche bar e ristoranti, dove sono possibili solo l’asporto e la consegna a domicilio) e nemmeno in Veneto che, pur essendo zona gialla, ha limitato gli spostamenti tra Comuni.



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