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Contributi consorzio di bonifica: quando non sono dovuti

26 Dicembre 2020
Contributi consorzio di bonifica: quando non sono dovuti

Terreno non destinato ad agricoltura e non soggetto ad irrigazione: devo pagare il contributo consortile?

Il contributo consortile è un corrispettivo che deve essere versato da ogni proprietario di un immobile rientrante nel comprensorio di competenza del Consorzio, a fronte delle spese sostenute
da quest’ultimo per la manutenzione e l’esercizio delle opere di bonifica; la quantificazione del contributo consortile dipende dall’indice di beneficio attribuito da un’apposita classifica (cosiddetto
“piano di classifica”).

I contributi sono quindi dovuti se sussistono le seguenti condizioni:

  • si è proprietari di immobili siti nel comprensorio, cioè nell’area territoriale in cui il consorzio di bonifica svolge la propria attività; quando si possiede un immobile nel comprensorio si diventa
    automaticamente e obbligatoriamente consorziati cioè associati nel consorzio di bonifica;
  • si trae un effettivo vantaggio a favore dell’immobile: a tal fine rileva il perimetro di contribuenza, cioè la porzione di comprensorio che gode di un beneficio derivante dall’attività di manutenzione e gestione delle opere idrauliche. In mancanza di perimetrazione, il consorzio che pretende il pagamento del tributo deve provare i benefici effettivamente ottenuti dal proprietario del bene  interessato dalle opere di bonifica.

Secondo la Corte Costituzionale (sent. n. 188/2018) “non si può disancorare la debenza del contributo consortile dal beneficio che agli immobili deriva dall’attività di bonifica, assoggettando a contribuzione consortile i consorziati per il solo fatto che l’immobile sia ricompreso nel comprensorio di bonifica”. In altri termini, il presupposto del contributo consortile è l’esistenza di un beneficio derivante all’immobile compreso nel comprensorio di bonifica.

E qui sorge la domanda: come verificare se l’immobile trae beneficio dalle opere di bonifica e se, quindi, il contributo è dovuto?

Secondo la giurisprudenza consolidata in materia, occorre distinguere:

  • se l’immobile rientra nel perimetro di contribuenza e la relativa valutazione è stata effettuata nell’ambito di un piano di classifica, l’onere della prova è a carico del contribuente. Questi deve contestare la legittimità del provvedimento oppure il suo contenuto. L’avvenuta approvazione del piano di classifica e della comprensione dell’immobile nel perimetro di intervento consortile fa presumere il vantaggio diretto e immediato per l’immobile e, quindi, per il contribuente, salvo che questi non fornisca una prova contraria;
  • se, invece, manca di perimetro di contribuenza, o manca la valutazione dell’immobile nel piano di classifica, grava sul consorzio l’onere di provare la qualità, in capo al contribuente, di proprietario di immobile sito nel comprensorio e il conseguimento da parte del bene, a causa delle opere eseguite, di concreti benefici, essendo irrilevante a tal fine il catasto consortile, avente mere finalità repertoriali. In mancanza di prova da parte del Consorzio, i contributi vengono annullati perché privi del presupposto essenziale del vantaggio ai consorziati.

Ebbene, nel caso di specie, la richiesta di pagamento da parte del Consorzio menziona un piano di classifica approvato dalla Regione Lombardia con DGR 27.09.2013 n. X/738 pubblicata sul BURL n. 40 serie ordinaria del 01.10.2013. Inoltre, il Comune in cui è situato il terreno del lettore risulta al 100% nel perimetro di contribuenza gestito dal Consorzio.

Ne consegue che il contributo consortile si “presume” dovuto, a meno che il lettore, impugnando la richiesta di pagamento e il piano di classifica, dinanzi al Giudice tributario (entro 60 giorni dalla notifica), riesca a dimostrare che, in realtà, il suo immobile non trae alcun beneficio dall’attività consortile. Il beneficio deve essere inteso come un incremento di valore dell’immobile soggetto al contributo in rapporto causale con le opere di bonifica e con la loro manutenzione; il beneficio deve essere concreto, diretto e specifico, conseguito o conseguibile a causa della bonifica, sicché lo stesso deve tradursi in una qualità del fondo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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