Auto aziendali: si pagheranno più tasse nel 2021

23 Dicembre 2020 | Autore:
Auto aziendali: si pagheranno più tasse nel 2021

Nessun intervento sulle leggi che hanno stabilito le nuove quote di CO2 su cui si basa la tassazione. Risultato: percentuali più alte dal nuovo anno.

La manovra 2021 non risolve il problema della tassazione del fringe benefit di chi ha un’auto aziendale, anzi: l’assenza di un intervento in proposito non fa che peggiorare la situazione. Si sperava che la legge di Bilancio mettesse una pezza sul mix di norme che hanno comportato l’aumento della tassazione, ma così non è stato.

Come noto, la legge ha portato ad un incremento della quota tassabile a carico del lavoratore a cui viene assegnata l’auto aziendale, quota espressa in percentuale del costo chilometrico annuo calcolato dall’Aci a seconda del modello. In sostanza, quella percentuale indica presumibilmente quanti chilometri vengono percorsi durante l’anno con quel veicolo per motivi personali per sottoporli a tassazione. Fino alla fine dello scorso mese di giugno, la percentuale era del 30% per tutti i veicoli. Dal 1° luglio, sono arrivate le differenziazioni tenendo conto i valori di CO2. Ed anche gli aumenti. In particolare, le nuove percentuali a carico di chi utilizza l’auto, quando le emissioni superano i 160 grammi di CO2 per chilometro sono:

  • 40% per la fascia tra 161 e 190 g/km;
  • 50% per la fascia da 191 g/km in su.

Dal 1° gennaio, ecco un nuovo aumento. Nella prima fascia, la percentuale passerà dal 40 al 50%, mentre nella seconda verrà fissata al 60%.

La tassazione viene determinata sui valori riportati sul Documento unico del veicolo (la vecchia carta di circolazione), frutto dei test di omologazione sulla rilevazione di consumi ed emissioni di CO2. Come spiega questa mattina Il Sole 24Ore, il regolamento Ue ha introdotto in questi test la rilevazione col ciclo Wltp: accelerazioni e velocità più vicine alla guida reale rispetto al precedente ciclo Nedc. Così i valori sono un 20-30% più alti. Di questo, il Governo ha tenuto conto per mettere a punto le soglie di incentivi ed ecotassa. Nel caso dei fringe benefits, però, non è stato fatto nulla. Se la manovra avesse tenuto conto dei valori Nedc, si sarebbe evitato di penalizzare chi, pur non avendo un’auto di lusso o di grandi dimensioni, si troverà a superare una soglia che comporterà un aumento della tassazione a suo carico.



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