Danni da fumo di pizzeria: ecco chi ne risponde

23 Dicembre 2020 | Autore:
Danni da fumo di pizzeria: ecco chi ne risponde

Non solo l’inquilino che esercita l’attività: il proprietario conserva una parte della responsabilità sul danno da cose in custodia.

Il proprietario di un locale commerciale ha l’obbligo di una diligente vigilanza sull’attività del suo inquilino. Pertanto, se una pizzeria crea un danno ad un condominio per via dell’esalazione dei fumi, a rispondere sarà anche il locatore. Lo ha stabilito la Cassazione con una recente sentenza [1].

Per la Suprema Corte, infatti, in tema di danni da cose in affidamento, basta il rapporto di custodia con la cosa per dover rispondere di un eventuale danno. Nel caso dell’affitto di un immobile, l’obbligo di custodia del bene locato e la relativa responsabilità sono a carico dell’inquilino. Ciò nonostante, il locatore deve rispondere dei danni provocati dalle strutture murarie e dagli impianti in esse contenuti, di cui è proprietario giuridicamente responsabile.

Nel caso di una pizzeria o di un ristorante, se la canna fumaria scorre all’interno della struttura muraria, il proprietario del locale ha l’obbligo di accertarsi che l’inquilino proceda regolarmente alla manutenzione in modo da evitare che i fumi creino dei problemi ai vicini.

Il problema di cui si è occupata la Cassazione è regolato dal Codice civile [2], il quale stabilisce che non è possibile impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni e i rumori provenienti da un bene immobile confinante, a meno che essi non superino la normale tollerabilità. Ed è proprio questo concetto della «normale tollerabilità» che ha fatto discutere la giurisprudenza in passato.


note

[1] Cass. sent. 28197 del 10.12.2020.

[2] Art. 844 cod. civ.


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