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Posso rifiutare una proroga?

23 Marzo 2021
Posso rifiutare una proroga?

Il contratto di lavoro a tempo determinato può essere rinnovato o prorogato nei limiti previsti dalla legge.

Sei un lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo determinato. Il datore di lavoro ti ha proposto di prorogare il contratto e di allungare nel tempo la data di scadenza finale. Non sei convinto di questa proroga e ti chiedi se sei tenuto ad accettarla.

Nel nostro ordinamento, il contratto a tempo indeterminato è la forma normale per assumere i lavoratori. Tuttavia, nel rispetto di limiti e divieti previsti dalla legge, le parti possono apporre un termine al rapporto di lavoro stabilendo, dunque, in anticipo quando la relazione contrattuale cesserà. Il termine finale può anche essere oggetto di successive modifiche attraverso la proroga del contratto. Quando il lavoratore riceve dal datore di lavoro una proposta di estensione del termine finale del contratto, si chiede: «Posso rifiutare una proroga?». Come vedremo, al pari della stipulazione del contratto a termine, anche la proroga è un accordo bilaterale che richiede il consenso di entrambe le parti.

Contratto a termine: cos’è?

L’assunzione del personale può avvenire per far fronte ad esigenze strutturali di manodopera oppure per gestire dei picchi di lavoro e delle esigenze momentanee di lavoro. Per assecondare l’esigenza delle aziende di assumere il personale solo quando è strettamente necessario è prevista la possibilità di sottoscrivere un contratto di lavoro a termine. Si tratta di un ordinario contratto di lavoro subordinato nel quale le parti stabiliscono, direttamente nella lettera di assunzione, la data di scadenza del rapporto. Una volta raggiunto il termine, il contratto di lavoro si risolve  e cessa di produrre i suoi effetti.

Non vi è dubbio che il contratto a termine, a differenza del contratto a tempo indeterminato, offra minori certezze e una minore possibilità di programmazione della vita personale per il lavoratore. Proprio per questo l’ordinamento limita la possibilità di ricorrere a questa tipologia contrattuale e, in determinati casi, ne fa espresso divieto.

Contratto a termine: può essere prorogato?

Durante il corso del rapporto di lavoro a tempo determinato, le parti possono rendersi conto che le esigenze per cui il contratto è stato sottoscritto si protrarranno per un periodo di tempo maggiore di quello previsto inizialmente. In questo caso è possibile modificare la data di scadenza del contratto e prevedere un altro termine più in là nel tempo. Tale modifica viene detta proroga del contratto a termine ed è possibile nei limiti previsti dalla legge.

In particolare, se il contratto a termine aveva una durata iniziale inferiore a dodici mesi, la proroga del contratto è sempre possibile liberamente nei primi 12 mesi [1]. Se, tuttavia, per effetto della proroga, la durata del contratto supera i 12 mesi la proroga è possibile solo se ricorrono una serie di condizioni previste dalla legge e in particolare, una delle seguenti causali [2]:

  1. esigenze temporanee e oggettive estranee all’ordinaria attività;
  2. esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  3. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

In questa ipotesi, quindi, la legittimità della proroga è subordinata alla sussistenza di una delle predette causali che deve essere indicata espressamente nell’atto di proroga e che deve essere realmente esistente.

La legge, inoltre, prevede un limite massimo di proroghe che possono essere apposte al contratto di lavoro pari a 4 volte nel corso di 24 mesi a prescindere dal numero dei contratti. Se il numero di proroghe è superiore a 4 il contratto si trasforma in un contratto a tempo indeterminato sin dalla data di decorrenza della quinta proroga.

Posso rifiutare la proroga?

Può accadere che, di fronte alla proposta del datore di lavoro di prorogare il contratto a termine, il lavoratore non sia convinto e si chieda se è possibile per lui rifiutare tale proposta. La legge prevede che la proroga, al pari del contratto di lavoro, è un atto volontario che richiede necessariamente il consenso del lavoratore. Ne deriva che il lavoratore non è obbligato ad accettare la proroga del contratto a termine la quale può essere disposta solo con il suo consenso.

Non a caso, quando le parti decidono di prorogare il contratto a termine, sottoscrivono una scrittura privata nella quale è prevista l’apposizione della firma da parte sia del datore di lavoro che del lavoratore. Quest’ultimo è, dunque, sempre libero di decidere se accettare o meno la proroga del contratto di lavoro a tempo determinato.


note

[1] Art. 21 D. Lgs. 81/2015.

[2] Art. 19 D. Lgs. 81/2015.


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