Vendita di mascherine: quando non è reato la speculazione

23 Dicembre 2020 | Autore:
Vendita di mascherine: quando non è reato la speculazione

La Cassazione: l’illecito si configura solo se un rincaro ingiustificato altera il mercato generalizzato di un bene.

Non è detto che la vendita di mascherine ad un prezzo sette volte superiore a quello dovuto sia automaticamente un reato. Lo ha stabilito la Cassazione con una recente sentenza [1] che rispolvera una vecchia condotta illecita risalente al 1976.

Secondo la Suprema Corte, il reato di manovre speculative sul commercio dei dispositivi con forti rincari scatta nel momento in cui i prezzi di mercato vengono alterati a livello generalizzato e non quando una singola azienda vende online le mascherine ad uno costo esorbitante senza influire sul mercato.

Gli Ermellini richiamano l’articolo 501-bis del Codice penale, introdotto appunto 44 anni fa da una legge che mirava ad impedire la speculazione sui prodotti petroliferi. Nello specifico, la norma punisce «chiunque, con manovre speculative, nell’ambito di un’attività produttiva, occulta o si accaparra materie prime e generi alimentari di largo consumo, in modo da determinare la rarefazione o il rincaro sul mercato interno». Va detto che, per vari ed evidenti motivi, oggi le mascherine sono diventati un genere di prima necessità, visto che le norme contenenti le misure anti-Covid le rendono obbligatorie ovunque, al lavoro, in un negozio, nella vita sociale (o meglio, in quello che resta della vita sociale), sui mezzi pubblici, al supermercato.

Nella sentenza, la Cassazione rimanda anche al XII capitolo dei Promessi Sposi del Manzoni, che sottolinea come la scarsità di generi di prima necessità sia in grado di provocare delle tensioni sociali. Tra questi generi di prima necessità rientrano solo i beni mobili e, in generale, «tutte quelle merci, di vario genere, la cui disponibilità è indispensabile per lo svolgimento di una vita libera e dignitosa».

Per quanto riguarda la vendita di mascherine a prezzi molto elevati, la Corte Suprema ricorda che si tratta di un reato «proprio», quindi l’azione deve essere fatta da chi opera nell’ambito di un’attività produttiva o commerciale. Si configura nel momento in cui questo comportamento sia utile a determinare un aumento generalizzato dei prezzi sul mercato interno. Significa che se il fatto viene compiuto da una piccola azienda che non è in grado di mettere a rischio il mercato, il reato non scatta.

È illecito, invece, accaparrarsi una grossa quantità di mascherine provocando, in questo modo, una carenza del bene e, a questo punto, un’alterazione del mercato che sfocerebbe, inevitabilmente, in un notevole rincaro dei prezzi.


note

[1] Cass. sent. n. 36929/2020.


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4 Commenti

  1. La gente ha difficoltà ad arrivare a fine mese a causa delle chiusure dovute alle restrizioni stabilite dal dpcm e cosa si fa? Si vanno ad aumentare i prezzi delle mascherine che dovremmo usare e cambiare ogni giorno. Ora, se i prezzi sono elevati e noi dobbiamo uscire per lavorare e cambiare ogni giorno una mascherina, quanti soldi dovremmo spendere a fine mese? Certo che speculare sulla vendita delle mascherine è reato e queste persone che vogliono farci le scarpe la devono pagare cara

  2. Ogni giorno, devo recarmi sul posto di lavoro e cambiare una mascherina. Ora, dal momento che non tutte le imprese o gli uffici ti danno la mascherina e ti mettono a disposizione tutto ciò che occorre per igienizzarti e stare tranquillo, noi dobbiamo attrezzarci da soli e spendere soldi tra mascherina, gel, alcol ecc. Insomma, una spesa che se proporzionata su uno stipendio medio e sulle esigenze di ciascun lavoratore, inizia a pesare a fine mese se i prezzi non sono onesti

  3. Io sono passata da un po’ alle mascherine in stoffa. O meglio, ho acquistato sia un pacco di mascherine usa e getta sia un paio di mascherine fai da te che igienizzo e disinfetto subito dopo l’uso. Così risparmio ed ho sempre un dispositivo di sicurezza a portata di mano se ad esempio una mascherina mi cade a terra dopo essermela tolta quando entro in auto ecc.

  4. Ormai, la mascherina è un accessorio che è entrato a far parte prepotentemente della nostra quotidianità. Ho trovato nei negozi le mascherine a prezzi accettabili e onesti, mentre in altri negozi solo perché c’era un disegnino i prezzi lievitavano. Anche al tabacchino 5 euro una mascherina di stoffa. In ogni caso, spostarsi e uscire di casa è diventato uno stress: indossa la mascherina, stai attento a disinfettarti ogni volta che tocchi qualcosa in un negozio, evita di mettere le mani sul viso. Insomma, per noi con l’età un po’ più avanzata è diventata una vera seccatura uscire per negozi e fare shopping

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