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Covid, ultimo giorno prima della chiusura: cosa fare oggi

23 Dicembre 2020 | Autore:
Covid, ultimo giorno prima della chiusura: cosa fare oggi

Negozi aperti fino alle 21, bar e ristoranti abbasseranno le saracinesche alle 18 fino al 7 gennaio. Da domani, niente più spostamenti liberi.

Ancora qualche ora e scatterà il lockdown di Natale decretato dal Governo nell’ambito delle misure anti-Covid. Ultimo giorno, quindi, per fare shopping, per farsi servire l’ultimo caffè al bar e l’ultimo pranzo al tavolo del ristorante prima della chiusura totale.

Oggi, l’Italia è ancora in zona gialla, quindi è ancora possibile andare nei negozi per acquistare i regali. Gli esercizi commerciali restano aperti fino alle 21 e all’interno sarà obbligatorio rispettare le norme di sicurezza: niente assembramenti, uso della mascherina, ingressi contingentati. Dalle nove di questa sera, le saracinesche si abbasseranno fino a lunedì, quando, passati Natale, Santo Stefano e la domenica, tutto il Paese diventerà zona arancione e i negozi potranno riaprire per tre giorni, cioè il 28, il 29 e il 30 dicembre. Dopodiché, ancora chiusura forzata nei giorni rossi, vale a dire il 31 dicembre, il giorno di Capodanno, il 2 e il 3 gennaio (prefestivo e festivo). Di nuovo acquisti liberi fino alle 21 lunedì 4 gennaio, prima dell’ultima chiusura prevista il 5 gennaio (prefestivo) ed il giorno dell’Epifania.

Oggi, è ancora possibile prendere un aperitivo al bar o andare al ristorante, ma solo fino alle 18. Da quell’ora in poi, si dovrà salutare baristi e camerieri fino a dopo la Befana: tra giorni rossi e gialli, dovranno tenere chiuso fino al 7 gennaio. Potranno, però, fare l’attività di asporto fino all’ora del coprifuoco, cioè fino alle 22, ed effettuare le consegne a domicilio senza limite di orario.

Ultimo giorno oggi anche per passare da una Regione all’altra e per andare fuori Comune. Le uniche deroghe sono quelle per motivi di lavoro, di salute e di comprovata necessità. A queste si aggiunge la possibilità di andare a trovare parenti e amici per gli auguri, per la cena della Vigilia, per il pranzo di Natale o di Capodanno, per la cena del 31 dicembre, a patto che si sia in due, anche accompagnati da bambini e ragazzini minori di 14 anni. Ultima deroga, quella che consente di uscire dal proprio Comune se ha meno di 5.000 abitanti e per muoversi in un raggio di 30 km al massimo, purché la destinazione non sia un capoluogo di provincia.

Oggi, è l’ultimo giorno in cui si può viaggiare senza l’autocertificazione: da domani e fino al 6 gennaio, bisognerà giustificare ogni spostamento, compreso quello – consentito – per varcare i confini di Comune e Regione per fare ritorno nel luogo di residenza, di domicilio o di abitazione.

Giova ricordare che, da domani, il Viminale intensificherà la presenza delle forze dell’ordine nelle città, su strade e autostrade, nelle stazioni e negli aeroporti per garantire il rispetto delle norme di sicurezza stabilite dal decreto Natale. In tutto, 70mila agenti pronti a far scattare le sanzioni per chi viola le regole su assembramenti, spostamenti o comportamenti non consentiti. Anche se il capo della Polizia, Franco Gabrielli, promette che si avrà «un approccio comprensivo e improntato al buonsenso» con la cittadinanza. Tuttavia, meglio non sgarrare.



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5 Commenti

  1. Certo è che sembra un gioco da tavolo questo schema tra giorni rossi, arancioni e gialli. Insomma, dobbiamo fare attenzione a non uscire fuori dal Comune giorno Tot perché altrimenti ti prendi la multa, ma se esci questo giorno puoi andare in giro tranquillamente nel tuo Comune. Ricordati di portare con te l’autocertificazione, altrimenti sono guai. Insomma, ci stiamo facendo confondere le idee da questi mille provvedimenti prima, durante, dopo le feste. Sono decisamente stanco di stare dietro tutte queste regole assurde. La nostra libertà è limitata e non stiamo più vivendo.

  2. Ma grazie che non stiamo più vivendo e che dobbiamo seguire queste regole assurde. Se tutti gli italiani avessero seguito prima i dpcm e non si fossero riuniti alla faccia di coloro che invece sono stati chiusi nel rispetto delle norme anti covid forse saremmo in un’altra situazione. Non credete?

  3. Non vi rendete conto che ci stanno facendo il lavaggio del cervello. Finiamo per accusarci fra di noi e scannarci tra chi è uscito un giorno piuttosto che un altro. Perché secondo loro oggi il virus non c’è, ma domani c’è. Ma ve ne accorgere dell’assurdità di questa situazione? Vi accorgete che ci stanno imponendo di prendere decisioni assurde limitando i nostri contatti? Cioè io mi devo sentire in colpa se esco domani, ma non se esco oggi? E oggi visto che è l’ultimo giorno non pensate ci sarà un caos assurdo per le strade e il rischio di contagiarsi oggi è ben più elevato di domani, giorno in cui ci saremmo potuti riunire con i nostri cari nel rispetto delle distanze e recuperare un po’ di momenti di convivialità? Mah!

  4. Allora, io sarei comunque rimasta a casa pur evitando incontri con parenti e altri amici. Questo giochetto dei due non conviventi a mio parere è ridicolo. Quindi, se due famiglie vogliono incontrarsi e sono in 4 gli altri due dovrebbero rimanere a casa? Cosa cambia se si aggiungono altre due persone? Ah no, perché volendo altre due persone extra possono aggiungersi basta che non hanno più di 14 anni. Ma qual è la logica di chi ha preso questa decisione? Che chi ha ad esempio 15 anni può infettarmi e chi ne ha meno di 14 no?

  5. Ormai, mettiamoci l’anima in pace! Io sapevo già che sarebbe andata a finire così. Ciò che trovo ridicole sono queste finte concessioni dell’invito dei non conviventi. Quindi, se io voglio trascorrere il Natale con i miei cari, devo per forza dormire da loro perché poi scatta il coprifuoco alle 22, ma l’indomani posso ritornare a casa. Ma scusate perché questo coprifuoco? Non è meglio che uno se ne torna a dormire in casa propria piuttosto che restare la notte in casa di altre persone con il rischio di contagiarsi ancora di più. Se lo scopo del coprifuoco vuole essere questo

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