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Amministratore nomina rinnovo e compenso

24 Marzo 2021 | Autore:
Amministratore nomina rinnovo e compenso

Le regole da seguire per incaricare correttamente un amministratore. Questi deve comunicare l’ammontare del suo onorario.

Per la gestione di un fabbricato è essenziale e, in alcuni casi, obbligatorio nominare un amministratore. Questi avrà il compito di gestire il condominio, in particolare, eseguendo le decisioni prese dall’assemblea condominiale. Ovviamente, la nomina dell’amministratore non può avvenire senza il rispetto delle regole stabilite dalla legge. Non è possibile, infatti, incaricare un professionista in modo informale, ad esempio, tramite un giro di telefonate tra i vari proprietari oppure nell’ambito di una riunione, occasionalmente, tenutasi nei locali della portineria del fabbricato. Peraltro, anche durante l’assemblea è necessario che la votazione avvenga nel rispetto di una certa maggioranza e di alcuni presupposti definiti dalle norme in materia. Pertanto, a proposito dell’amministratore è importante conoscere come bisogna procedere per la nomina, il rinnovo e la fissazione del suo compenso.

Devi sapere, infatti, che sono molto frequenti le liti giudiziarie sull’argomento. Ciò avviene anche se gli articoli del codice civile che si occupano di questi aspetti sembrano abbastanza chiari. Si tratta, perlopiù, di azioni legali caratterizzate dall’impugnazione di un’assemblea condominiale. Pertanto, se stai valutando di contestare la recente nomina del tuo amministratore avvenuta nell’ultima riunione, ma prima di ricorrere in Tribunale vuoi assumere maggiori informazioni, non ti resta che proseguire nella lettura di questo articolo per chiarire ogni tuo dubbio.

Nomina amministratore: quale maggioranza

In merito alla nomina dell’amministratore, la prima cosa da sapere riguarda il tipo di consenso che è necessario raggiungere. Infatti, durante un’assemblea condominiale riunitasi sull’argomento, non è sufficiente ricorrere ad una maggioranza semplice. In particolare, devi sapere che la legge [1] impone che votino favorevolmente alla nomina dell’amministratore tanti condòmini quanti siano sufficienti a rappresentare la maggioranza degli intervenuti e la metà del valore del condominio.

In un condominio costituito da 12 proprietari, è stato appena nominato un amministratore con il voto favorevole di 5 persone su 8 presenti. La maggioranza che si è pronunciata, però, rappresenta soltanto 450,00 millesimi sui complessivi 1000 dell’intero fabbricato.

Nell’esempio appena riportato, l’assemblea condominiale ha nominato, illegittimamente, l’amministratore. Infatti, se noti, la maggioranza che si è espressa è inferiore alla metà del valore millesimale dell’edificio. Quindi, si tratta di una votazione invalida. Per questo motivo, il deliberato può essere impugnato entro trenta giorni dinanzi al Tribunale. Questo termine decorre, per i dissenzienti, dalla data dell’assemblea mentre per gli assenti dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione del verbale.

Incarico amministratore: quanto dura?

Per rispondere a questa domanda è sufficiente consultare la legge [2]. Essa stabilisce che l’amministratore nominato resti in carica almeno per un anno che si rinnova, automaticamente, per un altro. Ciò significa che al termine del primo periodo, durante la riunione in cui sarà approvato il bilancio consuntivo, non sarà necessario mettere all’ordine del giorno e votare la conferma del mandato.

Amministratore di condominio: accettazione incarico e compenso

Affinché si perfezioni la nomina dell’amministratore, oltre alla votazione favorevole della maggioranza indicata dalla legge, è necessaria l’accettazione espressa dell’incarico. Ovviamente, questi passaggi dovranno essere, debitamente, annotati all’interno del verbale di assemblea. Quest’ultimo, infatti, farà fede della designazione e dell’approvazione.

Secondo la legge, però, l’amministratore non può limitarsi ad esprimere la propria adesione. Egli è tenuto, altresì, a comunicare l’ammontare del compenso per l’attività che dovrà eseguire [3]. Sto parlando di un particolare molto importante. Si tratta, quindi, di capire se l’eventuale mancata indicazione del compenso possa essere decisiva per la validità della decisione presa dall’assemblea.

Nomina amministratore: la fissazione del compenso è essenziale

Secondo la giurisprudenza prevalente, la fissazione del compenso dell’amministratore di un condominio e la comunicazione di tale ammontare al momento del conferimento dell’incarico e dell’accettazione non sono un semplice dettaglio. Secondo i magistrati si tratta di elementi che, se mancanti, determinano la nullità della nomina. Per alcune decisioni non è nemmeno sufficiente che la misura dell’onorario sia ricavabile da un preventivo di spesa sottoposto al vaglio dell’assemblea. È fondamentale, infatti, che in ordine al corrispettivo dovuto all’amministratore sia tutto preciso e dettagliato. In caso contrario, si violerebbe una chiara disposizione di legge.

Rinnovo amministratore: maggioranza e compenso sono essenziali

Anche quando si tratta di rinnovare il mandato ad un amministratore già in carica, in sede di assemblea bisogna procedere con l’approvazione della maggioranza degli intervenuti e sempreché questa corrisponda ad almeno la metà del valore dell’edificio. È, altresì, fondamentale che l’amministratore accetti e che comunichi, chiaramente, l’ammontare del suo compenso. In caso contrario, scatterebbe la nullità del rinnovo.


note

[1] Art. 1136 cod. civ.

[2] Art. 1129 co. 10 cod. civ.

[3] Art. 1129 co. 14 cod. civ.


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