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Variante Covid: nuovo caso in Italia

23 Dicembre 2020 | Autore:
Variante Covid: nuovo caso in Italia

Isolato un paziente a Loreto, nelle Marche. Non avrebbe avuto contatti con la Gran Bretagna. Un medico italiano a Londra: «Situazione critica».

Dopo il caso isolato a Roma, un’altra persona è stata contagiata dalla cosiddetta «variante inglese» del Covid in Italia, questa volta a Loreto. Si tratta di una persona che non avrebbe avuto alcun contatto diretto con la Gran Bretagna e che si è sottoposta ad un tampone molecolare nei giorni scorsi per via di un forte raffreddore. Ora si trova in isolamento con la famiglia.

La sequenza è stata individuata dal Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. «Abbiamo approfondito gli accertamenti – commenta all’Ansa il direttore, Stefano Menzo – e ora sappiamo che si tratta della variante inglese».

L’eventuale diffusione di questa mutazione del coronavirus preoccupa assai in tutta Europa. Mentre la Francia ha riaperto i collegamenti con il Regno Unito per consentire la circolazione delle merci, bloccata da diversi giorni, un medico italiano lancia l’allarme da Londra: «Stiamo vedendo un forte e rapido aumento dei casi di Covid-19 ricoverati», commenta lo psichiatra Antonio Metastasio, del National Health Service britannico e residente a Cambridge, che ha partecipato alla sperimentazione del vaccino sviluppato da AstraZeneca insieme all’Università di Oxford e Irbm di Pomezia. «Per avere un’idea, due settimane fa a Londra erano il 27% di tutti i pazienti in ospedale, adesso sono il 55%. La situazione qui è abbastanza critica – prosegue Metastasio –, la nuova variante sembra più contagiosa. I numeri stanno salendo anche da noi, e se nel mio ospedale al momento abbiamo tre reparti con pazienti Covid, contiamo di raddoppiarli dopo Natale e Capodanno».

Quanto all’origine di questa variante, l’Agenzia europea per il monitoraggio delle malattie infettive ipotizza che si tratti di un’infezione prolungata da Sars-Cov-2 in un singolo paziente «potenzialmente con immunocompetenza ridotta». Se l’infezione si prolunga, concludono gli scienziati europei, «può portare all’accumulo di mutazioni di fuga immunitaria a un tasso elevato».

Non si scarta nemmeno la possibilità di «processi di adattamento del virus verificatisi in una diversa specie animale suscettibile, che viene poi ritrasmessa all’uomo dagli animali ospiti», come sarebbe potuto accadere per il caso dei visoni in Danimarca.



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