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Attenzione alle offese via fax: la differenza con l’email

16 gennaio 2014


Attenzione alle offese via fax: la differenza con l’email

> Tech Pubblicato il 16 gennaio 2014



Lo strumento del fax, in quanto leggibile da un numero indeterminato di persone, può configurare, in presenza di un messaggio dal contenuto denigratorio, il reato di diffamazione; l’email invece solo il reato di ingiuria.

 

Attenzione a ciò che scrivete in un fax: questo strumento non può essere equiparato ad una normale corrispondenza privata, conoscibile solo dal destinatario, così come, invece, può essere un’email. Al contrario, il fax è uno strumento il cui contenuto può essere conoscibile da un numero indeterminato di persone. Così, se il testo del messaggio contiene una offesa, scatta immediatamente il reato di diffamazione.

È quanto precisato da una sentenza della Cassazione dello scorso mese di ottobre [1].

Differenza tra ingiuria e diffamazione

Come noto, parlare male di qualcuno in sua assenza, davanti a una sola persona (un terzo), non costituisce alcun illecito penale.

Al contrario, farlo davanti a un numero indeterminato di persone configura il reato di diffamazione.

Infine, se l’offesa viene fatta in presenza della persona offesa scatta il reato di ingiuria.

Concorso di ingiuria e diffamazione

Si può commettere contemporaneamente il reato di ingiuria e quello di diffamazione quando, ad esempio, una lettera dal contenuto ingiurioso venga indirizzata, oltre che alla persona offesa, anche a terze persone. In tal caso, il contenuto calunnioso viene percepito sia dal destinatario che da un numero indeterminato di persone.

Poniamo ancora il caso di un fax, dal contenuto denigratorio, inviato presso il luogo di lavoro del destinatario. Nel momento in cui il documento viene ricevuto dall’apparecchio di ricezione, esso può essere potenzialmente letto da chiunque si trovi a passare di là (una segretaria, un collega di lavoro, un dipendente, ecc.). Dunque, in questi casi, scatta la diffamazione.

Se poi, in quello stesso luogo vi è anche il destinatario della comunicazione, si realizza, in concorso, anche l’ingiuria.

Infine, nell’ipotesi di una email denigratoria indirizzata alla casella di posta privata del destinatario, l’unico reato che si configura è quello di ingiuria.

note

[1] Cass. sent. n. 43824/13 del 25.10.2013.

Autore immagine: 123rf.com

 

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