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Cos’è la capacità giuridica?

25 Marzo 2021 | Autore:
Cos’è la capacità giuridica?

L’idoneità di un soggetto ad essere titolare di situazioni giuridiche soggettive (diritti, doveri, obblighi, potestà) si acquista con la nascita e si perde con la morte.

Tutte le persone fisiche per il solo fatto di essere nate sono idonee ad entrare nel mondo giuridico. Possiedono la capacità giuridica, l’attitudine cioè a essere titolari di diritti e doveri [1]. Il codice civile non dice espressamente cos’è la capacità giuridica, disponendo solo che si acquista al momento della nascita quando si ha la separazione del feto dal corpo materno e l’inizio della respirazione polmonare.

La capacità giuridica si perde con la morte, nel momento in cui le funzioni dell’encefalo cessano in maniera irreversibile, e viene riconosciuta a tutte le persone fisiche senza alcuna distinzione, in conformità al principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione [2]. Persino un nascituro concepito, cioè un feto nel grembo materno, ha capacità giuridica, potendo succedere per causa di morte e ricevere donazioni allo stesso modo di un nascituro non concepito, ovvero dell’ipotetico figlio che potrebbe nascere da un potenziale genitore. Quest’ultimo, però, può ricevere per testamento o per donazione purché si tratti di figlio di persona vivente al momento dell’apertura della successione o del compimento della liberalità.

Tuttavia, non sempre è stato così. Basti pensare ad esempio che in passato gli schiavi non avevano capacità giuridica per cui potevano essere venduti, maltrattati ed uccisi senza alcuna conseguenza giuridica mentre alle donne era riconosciuta una limitata capacità giuridica. Anche lo stesso Codice civile italiano, nel comma 3 dell’articolo 1, ora abrogato, prevedeva delle limitazioni alla capacità giuridica, che derivavano dall’appartenenza a determinate razze.

In cosa consiste l’incapacità giuridica speciale e quella relativa

Il nostro legislatore ha riconosciuto la capacità giuridica non solo in capo ai cittadini ma anche agli stranieri. In quest’ultimo caso, però, tale capacità può subire delle limitazioni per cui uno straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti ai cittadini italiani nella misura in cui i cittadini italiani sono ammessi al godimento dei medesimi diritti nel Paese dello straniero (principio di reciprocità) [3]. Si parla, quindi, di incapacità giuridica speciale.

Si ha, invece, l’incapacità giuridica relativa quando la capacità è limitata o esclusa con riferimento solo a singoli soggetti o in presenza di particolari condizioni. Si pensi alle norme che prevedono gli impedimenti al matrimonio [4] – come il divieto di contrarre matrimonio tra fratelli e sorelle -, all’adozione, – vedi il divieto per cui i figli nati fuori dal matrimonio non possono essere adottati dai loro genitori – [5] o alla nomina del tutore [6].

Capacità giuridica: le persone giuridiche ne possono essere titolari?

Il concetto di capacità giuridica si lega innanzitutto a quello di persona fisica quale essere umano. Tuttavia, anche una persona giuridica, cioè quell’entità astratta costituita da una pluralità di persone fisiche e di beni unite per il raggiungimento di un obiettivo comune, è dotata di capacità giuridica, sebbene più limitata rispetto alla capacità giuridica propria della persona fisica.

La persona giuridica non può compiere le azioni che presuppongono l’attributo della fisicità (ad esempio sposarsi o riconoscere figli). In alcune ipotesi, però, la sua capacità giuridica è più ampia rispetto a quella della persona fisica potendo compiere le azioni che prescindono dalla fisicità, come procedere a scissione o fusione oppure mettersi in liquidazione. Al di fuori di queste ipotesi, però, c’è coincidenza tra capacità giuridica della persona fisica e giuridica (così detta capacità generale e illimitata).

La capacità giuridica delle persone giuridiche è disciplinata dal codice civile, il quale distingue tra:

  1. persone giuridiche pubbliche, che perseguono interessi pubblici e possiedono la capacità giuridica “secondo le leggi e gli usi osservati come diritto pubblico” [7];
  2. persone giuridiche private, con finalità privatistiche, che ammettono il lucro.

Dalle persone giuridiche sia pubbliche sia private vanno tenuti distinti gli enti di fatto o non riconosciuti, che non hanno personalità giuridica ma sono dotati di una limitata capacità giuridica, quando è comunque sussistente una distinzione tra l’ente e le persone che ne fanno parte (si pensi al caso dei sindacati o dei partiti politici).

Qual è la differenza tra capacità giuridica e capacità di agire

La capacità di agire, disciplinata dall’articolo 2 del Codice civile, consiste nell’idoneità del soggetto ad esercitare i diritti ed assumere gli obblighi di cui è titolare. Il soggetto, quindi, può compiere atti validamente idonei ad incidere sulle situazioni giuridiche che gli competono.

La capacità di agire è strettamente collegata alla capacità giuridica. Ne consegue che se quest’ultima si acquisisce al momento della nascita, la seconda diventa effettiva al compimento della maggiore età.

Un bambino può ricevere in donazione una casa, divenendo titolare del diritto di proprietà (capacità giuridica), ma non potrà esercitare in concreto tale diritto se non dopo il compimento dei 18 anni (capacità di agire).

La capacità giuridica e la capacità di agire, altresì, si differenziano in relazione alla:

  • rappresentanza, per cui chi è giuridicamente incapace non può essere sostituito da nessuno nel compimento degli atti mentre chi è incapace di agire può avvalersi di un rappresentante;
  • cessazione, in quanto la capacità giuridica viene meno con la morte mentre la cessazione della capacità di agire può aversi a seguito della pronuncia di una sentenza di interdizione, di inabilitazione, per condanna penale e per fallimento.

note

[1] Art. 1 cod. civ.

[2] Art. 3 Cost.

[3] Art. 16 disp. att. cod. civ.

[4] Artt. 87 e 88 cod. civ.

[5] Artt. 293 e 295 cod. civ.

[6] Art. 350 cod. civ.

[7] Art. 11 cod. civ.


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