HOME Articoli

Lo sai che? Possibile rinnovare il precetto ma non sommare le spese

Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2014

La reiterazione dell’atto di precetto e i suoi limiti: in caso di duplicazione delle spese, l’ultimo precetto che intimi anche il pagamento delle spese dei precetti precedenti non potrebbe essere dichiarato invalido nella sua interezza, ma solo per la parte in eccesso e relativamente a queste ultime somme.

Il creditore, ottenuto un titolo nei confronti del debitore (per esempio: un decreto ingiuntivo, una sentenza, ecc.) è libero di notificare a quest’ultimo quanti atti di precetto egli voglia, a condizione però che, in quelli successivi, non sommi ogni volta le spese legali dovute per quelli precedenti (creando, così, un effetto a valanga dei costi). Tale comportamento, infatti, andrebbe contro i principi di buona fede e correttezza.

È questo l’orientamento della Cassazione [1] che salva i debitori dalle eventuali vessazioni dei creditori, volte a moltiplicare le somme dovute.

Secondo la Suprema Corte, la rinnovazione dell’atto di precetto non costituisce un’attività illegittima (anche quando comporti la revoca del precedente atto). Tuttavia tale possibilità è soggetta a un limite: la reiterazione non può comportare un ingiustificato incremento delle spese contenute nel precetto. Non si può, pertanto, sommare, nel secondo atto di precetto, le spese contenute nel primo atto, salvo vi sia una valida ragione. Così, per esempio, le spese vive (come quelle di notifica) potrebbero essere sommate, ma non invece le competenze del legale.

La rinnovazione dell’atto di precetto non costituisce un abuso del diritto di agire in via esecutiva perché il creditore ha facoltà di proseguire l’esecuzione forzata finché il debitore non abbia integralmente pagato il proprio debito.

Tant’è che il creditore può anche notificare al debitore un secondo atto di precetto sulla base di un titolo esecutivo per il quale egli stia già procedendo con esecuzione forzata ancora pendente nel momento della notifica del successivo precetto [2]. Il che vuol dire che il debitore potrebbe vedersi notificare a casa ben due atti di precetto a distanza di poco tempo.

Se pertanto, col precetto successivo o reiterato, il creditore intimi anche il pagamento delle spese dei precedenti atti di precetto, l’ultimo sarebbe illegittimo solo per le somme non dovute, mentre il resto dell’atto resterebbe pienamente valido e l’esecuzione forzata andrebbe avanti ugualmente.

Insomma: in tali casi, l’eventuale opposizione agli atti dell’esecuzione non avrebbe lo scopo di bloccare il pignoramento, ma solo di ridurre (e neanche di molto) le somme dovute al creditore.

note

[1] Cass. sent. n. 19876/13 del 29.08.2013.

[2] Cass. sent. n. 4963/2007.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI