Vaccino anti-Covid: domande e risposte

23 Dicembre 2020 | Autore:
Vaccino anti-Covid: domande e risposte

Tutto quello che c’è da sapere sul siero Pfizer/Biontech, prossimo alle prime somministrazioni anche in Italia.

Subito dopo Natale, il 27 dicembre, sarà Vaccine Day: si inizierà a vaccinare persone contro il Coronavirus in Italia e, simultaneamente, in altri Stati d’Europa.

Molti sono gli interrogativi sul primo vaccino in arrivo in Italia, prodotto da Pfizer/BionTech. Molte le titubanze: proprio oggi, il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, ha ricordato che «non era mai accaduto che un vaccino fosse prodotto in dieci mesi: si è andati alla velocità della luce e senza saltare alcuna fase, come sostiene qualche ignorante» (per approfondire leggi qui: Variante Covid: «Troppo allarme, era già in Italia»).

Per praticità, l’Aifa ha messo insieme un elenco di faq, frequently asked questions, cioè domande più ricorrenti, con le relative risposte, in modo da sciogliere tutti i dubbi sul siero Pfizer. Ne sintetizziamo alcune di quelle più importanti e basilari.

A cosa serve il vaccino? 

Scopo principale è l’immunità dal Coronavirus, in modo da prevenire la malattia. È destinato unicamente alle persone che hanno più di 16 anni di età, dunque non è adatto ai bambini. Non contiene il virus e, quindi, non provoca l’infezione.

Agisce attraverso una molecola chiamata Rna messaggero (mRna), che stimola la produzione di anticorpi in grado di bloccare la proteina Spike, quella che il virus utilizza per agganciarsi alle cellule umane e infettarle. Il vaccino funge inoltre anche da motore delle cellule T, che aiutano il sistema immunitario a resistere ad altre esposizioni al virus.

Protegge la persona che riceve le dosi. Ma più aumenta il numero di vaccinati, più c’è la possibilità di raggiungere l’immunità di gregge, diminuendo le possibilità di contagio.

Cosa contiene? 

Oltre all’Rna messaggero, il vaccino Pfizer contiene anche 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine, colesterolo, sodio, fosfato bibasico diidrato, fosfato monobasico di potassio, cloruro di potassio, cloruro di sodio, saccarosio, acqua per preparazioni iniettabili. Non contenendo virus, il vaccino non può provocare né il Covid, né altre malattie.

Cosa serve per vaccinarci?

La tessera sanitaria e un documento d’identità. Per precauzione, quando si va a fare il vaccino, è bene portare con sé la propria documentazione sanitaria, in modo da fornire al medico che eseguirà il vaccino un quadro completo sulle proprie condizioni cliniche.

Il medico, comunque, somministrerà al paziente un test con domande semplici sul proprio stato di salute, in modo da capire se ci sono controindicazioni.

Come si fa?

Consiste in due iniezioni nella parte superiore del braccio, a non meno di 21 giorni l’una dall’altra. Viene eseguito da personale medico appositamente addestrato, con istruzioni dal produttore.

Tutti si possono vaccinare? 

No. Prima della somministrazione, il personale medico sottopone un questionario al paziente. Viene fatta quindi una valutazione clinica sull’opportunità della vaccinazione, a seconda delle condizioni di salute della persona e dell’eventuale presenza di controindicazioni.

Inoltre, la campagna di vaccinazione è articolata in fasi; nella prima, solo il personale medico e chi rientra nella categoria delle persone più fragili (gli anziani per esempio) potrà ricevere le due dosi di vaccino.

L’Italia è pronta a comprare da sei produttori più di 200 milioni di dosi. Il cittadino non potrà scegliere: farà il vaccino disponibile a seconda del periodo.

Qual è l’efficacia del vaccino Pfizer? 

È pari al 95%. Questo significa che, dopo aver eseguito entrambe le somministrazioni ad almeno 21 giorni l’una dall’altra, le probabilità di contrarre l’infezione da Sars-CoV2 si abbassano del 95%.

Va tenuto presente che l’efficacia può essere apprezzata solo dopo aver ricevuto le due dosi di vaccino, più precisamente il vaccino inizia a fare il suo dovere – e cioè a stimolare la produzione di anticorpi neutralizzanti – a partire dalla settimana successiva alla seconda iniezione. La durata dell’immunità è ancora da chiarire con certezza. Si parla di una schermatura dal virus di almeno 9-12 mesi.

L’efficacia dovrebbe essere invariata anche su chi ha preso la variante inglese del Covid. Al momento, infatti, non è risultata alcuna mutazione nell’assetto e nelle componenti del virus.

Bisogna considerare l’eventualità che una parte dei vaccinati non sviluppi l’immunità. Per questo motivo, è importante continuare a seguire le precauzioni anti-Covid anche dopo il vaccino.

Se ricevo una prima dose di Pfizer, posso assumere la seconda da un’altra casa farmaceutica?

Non è chiaro e, infatti, al momento non è neanche previsto. Chi sceglie di vaccinarsi riceve due dosi dello stesso vaccino nella tempistica già indicata.

Per ora, quello di Pfizer/BionTech è l’unico preparato disponibile a breve in Italia. Successivamente, arriverà l’altro vaccino della multinazionale americana Moderna. Ma non si dispone, per ora, di dati sull’intercambiabilità dei vaccini anti-Covid.

Quali sono gli effetti collaterali? 

La maggior parte delle reazioni avverse verificatesi finora non sono state gravi. Si è trattato per lo più di stanchezza, dolore ai muscoli e alle articolazioni, dolore e gonfiore dov’è stata fatta l’iniezione, febbre, brividi e mal di testa. Tutte reazioni abbastanza comuni e passeggere.

Tra quelle meno frequenti, invece: nausea, prurito dov’è stata fatta l’iniezione, arrossamento, linfonodi ingrossati (la più frequente tra quelle meno ricorrenti e lievemente più gravi, ma guarisce da sola in pochi giorni), malessere diffuso e difficoltà a prendere sonno. Raramente, è stata registrata debolezza nei muscoli di un lato del viso.

Segnalate anche reazioni allergiche. Se ne stilerà una casistica completa per valutarle e dare indicazioni più precise a chi soffre di allergie ma vuole vaccinarsi.

Chi si accorge di un qualunque effetto collaterale può contattare l’Asl di appartenenza o il suo medico. Per la segnalazione l’Aifa ha approntato dei moduli ad hoc sul proprio sito.

Chi ha delle allergie si può vaccinare?

Deve prima consultare il parere del suo medico. Dopo le prime somministrazioni in Gran Bretagna e le reazioni allergiche di due persone, è stato emesso un avviso delle autorità sanitarie inglesi per mettere le persone al corrente dell’accaduto e sconsigliare una vaccinazione a chi ha allergie alimentari e non, con storie di importanti reazioni anafilattiche pregresse.

Gli episodi, però, sono stati soltanto due. Quindi, è importante chiedere un parere medico. Se si è avuta una reazione allergica dopo la prima dose, non si deve ricevere la seconda.

Chi è incinta si può vaccinare? 

Anche qui, il consiglio è quello di valutare caso per caso, dunque dopo una valutazione medica. Questo perché la casistica di donne incinte vaccinate non è ampia, quindi non si dispone di un campione rappresentativo dell’intera categoria.

Vanno valutate le condizioni di salute della donna in gravidanza e, in base a queste, si prende una decisione. Il vaccino non ha comunque controindicazioni specifiche per chi è in dolce attesa, né sono stati registrati effetti dannosi sulle madri o sui bambini.

Il discorso della valutazione caso per caso vale anche per chi sta seguendo una terapia anticoagulante. Per queste persone, le iniezioni sono sempre da evitare, a causa del rischio emorragie. Ecco perché è necessario il parere di un medico anche per loro, prima di procedere.

Chi ha malattie autoimmuni può vaccinarsi?

Vale lo stesso discorso appena fatto per le donne incinte: non si dispone di una casistica ampia, ma soggetti con malattie autoimmuni non sono stati esclusi dalla sperimentazione e, in sede di studi clinici, non sono state rilevate particolari differenze con le altre persone che non hanno di questi problemi.

Il vaccino dovrebbe essere sicuro anche per chi è immunocompromesso, cioè ha un sistema immunitario debole.

Chi soffre di tumori, diabete, malattie cardiovascolari può vaccinarsi?

Certo, è caldamente consigliato. Si tratta della categoria di persone più indicata, perché è anche quella più a rischio di complicanze, anche letali, nel caso in cui contragga l’infezione polmonare.

Chi ha già avuto il virus si deve vaccinare?

Sarebbe meglio. Non è dato sapere con precisione quale sia l’immunità innescata dal vaccino, ma è quasi certamente superiore a quella naturale, dopo la guarigione dall’infezione. Sarebbe dunque un buon modo per potenziare le proprie capacità immunitarie.

Chi ha fatto il vaccino per l’influenza può vaccinarsi?

Sì: al momento non si hanno evidenze scientifiche sull’incompatibilità del vaccino anti-Covid con altri vaccini. Il consiglio è quello di aspettare e far passare almeno un paio di settimane tra un vaccino e l’altro, così da scongiurare interferenze.

Dopo che ci si è vaccinati si può smettere di adottare le precauzioni anti-Covid?

No. Al momento, sono in corso ulteriori studi per capire se chi si è vaccinato si può infettare nel breve periodo, in che modo (se con sintomi oppure no) e, a sua volta, contagiare altre persone.

Quali sono i costi?

Non c’è nessun costo: il vaccino è gratuito e disponibile solo in strutture pubbliche. Dunque, non si può fare privatamente e, per il proprio bene, non va cercato su canali alternativi, come la vendita online che non darebbe alcuna garanzia, in termini di autorizzazione e sicurezza del prodotto.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. negli anni 70 (avevo 18 anni) fatto vaccino antinfluenzale che si è rigirato dopo pochi giorni in inizio meningite. Non ho più fatto il vaccino.
    Ora per quello anti covid lo posso fare o è meglio di no?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube