Cronaca | News

Covid: le nuove intenzioni del Governo sulla scuola

23 Dicembre 2020
Covid: le nuove intenzioni del Governo sulla scuola

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervistato a «Porta a Porta», ha parlato della riapertura.

Il 7 gennaio le scuole superiori dovranno riaprire. Se non proprio al 100%, almeno con la metà delle lezioni in presenza. Il premier Giuseppe Conte ne ha parlato oggi, durante un’intervista al programma di Bruno Vespa, Porta a Porta.

Il colloquio completo tra Conte e Vespa andrà in onda stasera su Rai 1, ma sono filtrate alcune indiscrezioni, tipo questa. Il capo del Governo ha detto che «servirà il massimo della flessibilità». La stessa che licei e istituti professionali hanno dovuto per forza sperimentare e affinare, nei difficili mesi di questo complesso anno scolastico.

L’intenzione di Conte è quella di «riportare la didattica in presenza almeno al 50%» per le scuole secondarie superiori. «C’è un tavolo dei ministri attivo da giorni», ha spiegato il premier: serve per prepararsi all’importante appuntamento del 7 gennaio, col ritorno in classe.

«Ho raccomandato perché ci sia un’apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese – ha proseguito il premier -. Nel segno della flessibilità: è l’unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti».

Il capo dell’Esecutivo ha parlato anche di Recovery Fund e frizioni con Italia Viva: la crisi, al momento, se non proprio superata, sembra accantonata, in virtù della decisiva pianificazione delle risorse che arriveranno dall’Europa. «Non possiamo permetterci di ritardare», ha sottolineato.

«La task force che avrebbe “prevaricato i ministeri” è stata superata perché non è mai esistita», ha detto Conte, a proposito della cabina di regia che avrebbe dovuto occuparsi della gestione dei fondi. Pomo della discordia con il partito di Matteo Renzi.

«È prevista una struttura di monitoraggio che sia l’interlocutore dell’Europa ma che serva anche a noi – ha continuato il presidente del Consiglio -. Deve aggiornare l’Unione europea sullo stato di realizzazione delle varie opere. Avremo migliaia di cantieri. Ritenere che non ci sia una struttura di monitoraggio che possa dialogare con tutte le amministrazioni centrali, con tutte le amministrazioni periferiche e con i privati, è impensabile. La struttura deve monitorare e coordinare tutto questo. È necessaria perché ce lo chiede l’Europa».

E su ipotetici rimpasti, Conte non si pone il problema: «Le forze politiche hanno detto che non sono interessate – conclude -. Io non posso alimentare il chiacchiericcio perché ho un ruolo istituzionale. Non credo che i cittadini oggi vogliano discutere di rimpasti o vicepresidenti».



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