Lavoro: cosa cambia con la manovra

24 Dicembre 2020 | Autore:
Lavoro: cosa cambia con la manovra

Interventi per favorire l’assunzione soprattutto di giovani e donne. Nuovo ammortizzatore per gli autonomi Esoneri contributivi e assegno di ricollocazione.

Donne e giovani al centro dell’intervento della manovra 2021 sul mondo del lavoro. Saranno loro a beneficiare delle principali misure per incentivare l’occupazione introdotte dalla legge di Bilancio, sulla quale ieri la Camera ha approvato la fiducia, che domenica otterrà il via libera di Montecitorio e che poi andrà al Senato per un veloce passaggio. Ecco, in maniera schematica, le misure contenute nella manovra.

Sulle assunzioni a tempo indeterminato e le stabilizzazioni dei contratti a termine di giovani under 36 nel biennio 2021-2022 ci sarà l’esonero contributivo di tre anni per un massimo di 6.000 euro l’anno. L’esonero sarà di quattro anni se l’azienda ha sede in Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna. Le stesse condizioni (esonero del 100% con limite di 6.000 euro annui) vengono applicate per le assunzioni di lavoratrici disoccupate, a condizione che ci sia un incremento occupazionale netto. Aumentato di 50 milioni di Fondo per sostenere le misure organizzative che favoriscono il ritorno al lavoro dalla maternità.

Viene diviso in due il Fondo da 500 milioni per le politiche attive. Circa la metà, verrà destinata al programma «Garanzia di occupabilità dei lavoratori», mentre l’altra metà andrà a finanziare l’assegno di ricollocazione che ora spetta non solo ai titolari del Reddito di cittadinanza ma anche a chi percepisce da oltre quattro mesi Naspi e Dis-Coll e chi si trova in cassa integrazione per cessazione di attività o in cassa integrazione ordinaria.

Per quanto riguarda il lavoro autonomo, viene istituito un Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali degli iscritti alle gestioni Inps e dei professionisti iscritti alle forme obbligatorie di previdenza. L’esonero viene riconosciuto a chi ha percepito nel 2019 un reddito inferiore a 50mila euro e registrato nel 2020 un calo del fatturato di almeno il 33%.

Creato per il triennio 2021-2023 un ammortizzatore sociale (l’Iscro) per i professionisti non appartenenti ad un Ordine e per gli autonomi iscritti alla Gestione separata. L’Inps erogherà sei mensilità da 250 euro a 800 euro ciascuna. Anche qui ci sono delle condizioni, però: avere un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla domanda, inferiore al 50% della media dei redditi dei tre anni precedenti, e avere dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro.

Prorogata di 12 settimane la cassa integrazione Covid gratuita per le imprese. Il periodo di ammortizzatore deve essere collocato tra:

  • il 1° gennaio ed il 31 marzo 2021 per la cassa ordinaria;
  • il 1° gennaio ed il 30 giugno per l’assegno ordinario e la cassa in deroga.

Esteso il bonus fiscale per chi è rientrato dall’estero e ha stabilito la residenza in Italia prima del 2020.

Allargata la platea dei beneficiari del contratto di espansione, che interessa i lavoratori a cui mancano 5 anni alla pensione: la misura può essere applicata anche nelle aziende con più di 250 addetti, cioè la metà rispetto al vecchio limite di 500 dipendenti.



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