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Posso chiedere anticipo Tfr prima di 8 anni?

26 Marzo 2021
Posso chiedere anticipo Tfr prima di 8 anni?

Durante il corso del rapporto di lavoro, il lavoratore matura una retribuzione differita che gli verrà erogata alla fine del rapporto stesso.

Sei un lavoratore dipendente e hai un’anzianità di servizio di 5 anni. Hai deciso di comprare la prima casa e vorresti richiedere un anticipo del trattamento di fine rapporto per ridurre la quota di mutuo. Vuoi sapere se hai diritto ad ottenere tale anticipazione.

Lo stipendio mensile non costituisce l’intero trattamento economico spettante al lavoratore sulla base del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro, infatti, è tenuto ad accantonare una quota di retribuzione durante lo svolgimento del rapporto di lavoro ed erogarla al lavoratore solo alla fine dello stesso. Tale trattamento economico si chiama Tfr e, al ricorrere di determinate circostanze, è possibile richiedere un’anticipazione. In particolare, quando un lavoratore deve effettuare una spesa importante si domanda: «Posso chiedere anticipo Tfr prima di 8 anni?».

La legge non prevede questa possibilità poiché subordina l’ottenimento dell’anticipazione a determinati anni di anzianità aziendale. Tuttavia, bisogna verificare che cosa prevedono in merito i contratti collettivi di lavoro. È, in ogni caso, sempre possibile un accordo individuale con il datore di lavoro che consenta al lavoratore di ottenere una disciplina di miglior favore.

Che cos’è il Tfr?

Tfr è l’acronimo di trattamento di fine rapporto. Si tratta di una retribuzione differita che viene accantonata, annualmente, durante il corso del rapporto di lavoro ed erogata al lavoratore al momento della cessazione del rapporto stesso.

Il trattamento di fine rapporto è un istituto retributivo che serve a garantire al lavoratore, in caso di perdita del lavoro, una disponibilità economica per gestire il periodo di transizione verso un nuovo impiego.

Tfr: come viene calcolato?

Le modalità di calcolo del trattamento di fine rapporto sono definite direttamente dalla legge [1]. In particolare, il trattamento di fine rapporto annuale equivale ad una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. La quota viene proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno e si deve computare come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni.

Per calcolare il Tfr, quindi, occorre conoscere la retribuzione annuale del lavoratore.

Ma quali sono gli elementi retributivi che devono essere inseriti nella base di calcolo del Tfr? Secondo la legge, il Tfr va calcolato su tutte le somme che sono state corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è stato corrisposto a titolo di rimborso spese. Ne consegue che anche eventuali forme di retribuzione in natura devono essere computate nella base di calcolo del Tfr. In ogni caso, la legge prevede che i contratti collettivi di lavoro possano introdurre delle deroghe a questa regola ed escludere alcune voci retributive dal calcolo del Tfr.

Tfr: è possibile chiedere un’anticipazione?

Come abbiamo detto, il trattamento di fine rapporto viene erogato solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Da questo punto di vista, è ininfluente la motivazione che conduce alla conclusione del rapporto e il Tfr spetta dunque in caso di dimissioni, di licenziamento o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Durante il corso della vita lavorativa, possono accadere degli eventi che rendono necessaria, per il lavoratore, la disponibilità di una certa somma di denaro e la legge prevede che il dipendente possa chiedere, al ricorrere di determinati presupposti, un’anticipazione del Tfr.

In particolare, per poter chiedere l’anticipazione del Tfr il lavoratore deve avere almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro e può chiedere un’anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso in cui il rapporto di lavoro cessasse alla data della richiesta.

Il datore di lavoro evade le richieste di anticipazione della liquidazione entro i limiti del 10% degli aventi titolo e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti. Inoltre, la legge prevede che la richiesta di anticipazione del Tfr possa essere accolta solo se finalizzata a:

  1. spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
  2. acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile.

La quota anticipata viene detratta dal trattamento di fine rapporto spettante.

Il lavoratore con un’anzianità di servizio inferiore a 8 anni non può, quindi, sulla base della previsione di legge, richiedere l’anticipazione del Tfr. Tuttavia la materia viene regolata anche dai contratti collettivi di lavoro che potrebbero prevedere un trattamento di miglior favore per il dipendente garantendo il diritto all’anticipazione anche a chi ha un’anzianità di servizio minore. Sono, inoltre, sempre possibili accordi individuali che consentano di fruire dell’anticipo anche con una anzianità inferiore a 8 anni.



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