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Come funziona l’udienza di trattazione?

26 Marzo 2021 | Autore:
Come funziona l’udienza di trattazione?

Trattazione della causa: cos’è, in cosa consiste e come si svolge? Istruzione probatoria: cos’è? Come avviene la trattazione nel processo penale?

Ogni processo è un lungo percorso che si snoda attraverso diverse tappe: solitamente c’è una fase introduttiva di trattazione, una d’istruzione e, per ultimo, quella conclusiva, durante la quale le parti tirano le somme di ciò che è accaduto durante tutto il procedimento. Dopodiché, il giudizio “va a sentenza”, nel senso che il giudice prende con sé il fascicolo della causa per decidere sul caso sottoposto alla sua attenzione. Come funziona l’udienza di trattazione?

L’udienza di trattazione è una parte fondamentale del processo. In pratica, la trattazione della causa è la fase durante la quale le parti definiscono l’oggetto del giudizio e le prove che bisognerà raccogliere. Ciò accade sia nel processo civile che in quello penale. In quest’ultimo, però, la legge non parla esplicitamente di udienza di trattazione bensì di atti introduttivi e successiva istruzione dibattimentale.  Vale la pena di anticipare sin d’ora che, la maggior parte delle volte, la trattazione non si esaurisce in un’unica udienza. Nel processo civile, le parti possono chiedere un termine per poter presentare ulteriori scritti difensivi; inoltre, sia nel giudizio civile che in quello penale, è difficile che tutti i testimoni vengano sentiti nella stessa udienza.  Se quanto detto sinora ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona l’udienza di trattazione, sia nel processo civile che in quello penale.

Trattazione della causa: cos’è?

Nel processo civile, la trattazione costituisce il momento in cui si determinano, in maniera esatta e definitiva, l’oggetto della causa, inteso come insieme delle questioni di fatto e di diritto in contestazione tra le parti (cosiddetto thema decidendum), e l’oggetto della prova, rappresentato dai fatti controversi, che necessitano di essere dimostrati (thema probandum).

In pratica, la trattazione è il momento in cui l’intera vicenda oggetto della causa prende forma e si determina con contorni definiti davanti al giudice.

Udienza di trattazione: cos’è?

Com’è noto, ogni processo è costituito di tante udienze. L’udienza di trattazione è quella in cui le parti definiscono l’oggetto della causa davanti al giudice, così come spiegato nel paragrafo superiore.

In realtà, non è affatto detto che la trattazione si esaurisca in un’unica udienza. È possibile, infatti, che per trattare correttamente una causa occorrano più udienze.

Inoltre, quasi sempre gli avvocati, durante la prima udienza di comparizione e trattazione, chiedono al giudice di assegnare un termine per il deposito di ulteriori scritti difensivi. In casi del genere, la trattazione si spalma su almeno due udienze.

Trattazione della causa: come funziona?

Durante l’udienza di prima comparizione e trattazione della causa, le parti posso sollevare eccezioni che il giudice dovrà prendere in considerazione.

Ad esempio, è possibile eccepire la nullità dell’atto introduttivo per carenza di alcuni elementi essenziali, oppure l’improcedibilità dell’azione per mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione.

Durante l’udienza di prima comparizione e trattazione, il giudice deve verificare la regolarità del contraddittorio, eventualmente invitando l’attore a fornire prova della regolarità delle notifiche alla controparte citata in giudizio. Se ricorrono le condizioni, può dichiarare la contumacia della parte processuale che non si è costituita. Il giudice può inoltre invitare le parti a una conciliazione.

Fatto ciò, durante l’udienza di trattazione il giudice richiede alle parti, sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le questioni rilevabili d’ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione.

Gli avvocati possono chiedere al giudice la concessione di ulteriori termini per potersi scambiare scritti difensivi. In pratica, si ha un contraddittorio cartolare tra le parti.

Se il giudice concede i termini, rinvia la trattazione a nuova udienza. In questa sede, valutati gli scritti difensivi e le richieste di mezzi di prova, con ordinanza ammette i mezzi istruttori e rinvia la causa per la sua istruzione, cioè per la raccolta delle prove.

Istruzione della causa: cos’è?

L’istruzione probatoria della causa è la fase immediatamente successiva alla trattazione. L’istruzione rappresenta l’insieme di attività attraverso le quali si provvede alla raccolta delle prove necessarie per giungere ad una decisione sui fatti controversi.

Si tratta di una fase che può risultare non necessaria quando la risoluzione della controversia dipende dalla decisione di sole questioni di diritto o anche quando all’accertamento dei fatti controversi può pervenirsi sulla base delle prove precostituite (in particolare, prove documentali) prodotte dalle parti durante l’udienza di prima comparizione e di trattazione.

Dunque, all’udienza di trattazione seguono quelle destinate all’istruzione della causa se ci sono prove da raccogliere (in genere, testimoni e consulenti tecnici) che non sono state già prodotte.

Trattazione scritta del processo civile: cos’è?

A causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, la legge consente la trattazione scritta della causa civile. In pratica, gli avvocati, anziché presentarsi innanzi al giudice per le incombenze previste nei paragrafi precedenti, depositano telematicamente brevi note contenenti le loro conclusioni, evitando così di recarsi in tribunale.

L’udienza si celebra virtualmente, come se le parti fossero presenti fisicamente. Il giudice, lette le note, adotta i provvedimenti che ritieni più opportuni, in ragione ovviamente delle richieste avanzate.

Udienza di trattazione nel processo penale: come funziona

Sebbene la legge non parli espressamente di trattazione, è possibile affermare che anche il processo penale conosce questa particolare fase del giudizio.

Nel processo penale, più che di trattazione si parla di fase introduttiva e di successiva fase istruttoria del dibattimento.

Come nel giudizio civile, anche in quello penale il giudice deve innanzitutto controllare la regolare costituzione delle parti (in pratica, se l’imputato è stato regolarmente citato in giudizio).

Dopodiché le parti (pm e avvocato) possono sollevare questioni preliminari, se ve ne sono. Per questioni preliminari si intendono le eccezioni riguardanti la competenza del giudice, la regolare costituzione della parte civile, la presenza di nullità processuali (ad esempio, il difetto di notifica o il mancato rispetto dei termini difensivi o di altri diritti che spettano all’imputato, tipo quello di essere sottoposto a interrogatorio o di ricevere l’avviso di conclusione delle indagini).

La fase introduttiva (che rappresenta la trattazione del processo penale) prosegue con la dichiarazione di apertura del dibattimento e la lettura del capo di imputazione. Le parti processuali sono invitate a formulare le proprie richieste di prova (documenti, testimoni ,ecc.) e il giudice è tenuto ad ammetterle, se non sono contrarie alla legge.

Termina così la fase introduttiva del giudizio penale, l’equivalente della trattazione del processo civile. La fase successiva è quella dell’istruzione dibattimentale, durante la quale verranno raccolte le prove chieste dal pm e dalla difesa. Infine, il processo penale termina con la discussione orale.



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