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Cosa si intende per illecito amministrativo?

24 Dicembre 2020
Cosa si intende per illecito amministrativo?

Sanzioni amministrative: quali sono, in cosa consistono e quando cadono in prescrizione. 

Se un determinato comportamento non è reato, non è detto che sia lecito. Esso potrebbe infatti integrare un illecito amministrativo. Ma cosa si intende per illecito amministrativo? Che tipo di sanzioni sono previste in questi casi e quando una sanzione amministrativa va in prescrizione? Cerchiamo di fare il punto della situazione in questa breve guida.

Cos’è un illecito amministrativo?

L’ordinamento italiano sanziona le condotte illecite – ossia le violazioni della legge – in due modi diversi: uno più grave, attraverso sanzioni di tipo penale, e uno meno grave, attraverso sanzioni di tipo amministrativo. 

La differenza è determinata, a monte, dal legislatore sulla base di una valutazione fatta sulla pericolosità del comportamento tenuto dal cittadino. Laddove vi sia maggiore allarme sociale, l’ordinamento ritiene di dover far conseguire, alla violazione della legge, una punizione più forte e, quindi, prevede un reato; laddove invece vi sia minore pericolosità, vengono previste solo sanzioni di carattere amministrativo.

Dunque, tutto si gioca sulla base di una semplice scala di valori, di proporzioni e anche di effetti delle sanzioni.

Come noto, le sanzioni penali possono essere sia di natura pecuniaria (multe e ammende) che detentiva. Sicché, l’esistenza di un reato grave può far scattare il carcere e la limitazione della libertà personale. Non solo: proprio per via della gravità della condotta contestata al colpevole, il reato viene registrato in un archivio che ha riflessi sulla cosiddetta “fedina penale” del cittadino.

Viceversa, le sanzioni amministrative sono quasi sempre di carattere pecuniario, consistono cioè nell’obbligo di pagare una sanzione economica (di solito, indicata tra un limite minimo e uno massimo, da graduare in base alla gravità della condotta). Ad esse, talvolta, si aggiungono anche sanzioni di tipo accessorio come la sospensione della patente, la revoca di una licenza di commercio, il divieto di emettere assegni e così via. Le sanzioni amministrative non comportano mai quindi una privazione della libertà, né compromettono la fedina penale.

Chi non paga una sanzione pecuniaria amministrativa rischia il recupero del credito da parte dell’Agente per la riscossione esattoriale (Agenzia Entrate Riscossione) che procede prima a notificare una cartella esattoriale e, poi, ad effettuare il pignoramento dei beni del debitore. 

Cosa si intende per illecito amministrativo

L’illecito amministrativo è quindi costituito dalla violazione di una legge, violazione che l’ordinamento ritiene però meno grave rispetto a quella da cui scaturiscono sanzioni penali.

Come detto, è la legge stessa a stabilire se, alla violazione di una determinata norma, scaturiscono conseguenze di tipo penale o di tipo amministrativo. Pertanto, nel primo caso, si parla di illeciti penali (ossia reati) e, nel secondo caso, di illeciti amministrativi.

A loro volta, i reati si distinguono in delitti (sono i reati più gravi) e contravvenzioni (i reati meno gravi). Alcuna distinzione interna è invece prevista per gli illeciti amministrativi.

Esempi di illeciti penali e illeciti amministrativi

Per comprendere meglio cosa si intende per illeciti amministrativi sarà bene fare qualche esempio. 

Sono illeciti penali il furto, la ricettazione, l’omicidio, l’abuso edilizio, la violenza sessuale, la minaccia, il disturbo alla quiete pubblica, la truffa, il peculato, la rapina, l’oltraggio a pubblico ufficiale, la fuga in caso di incidente stradale, l’omissione di soccorso e così via.

Sono illeciti amministrativi quasi tutte le violazioni del Codice della strada (ad esempio, l’eccesso di velocità, la guida pericolosa, il passaggio al semaforo rosso, ecc.), il protesto di un assegno o di una cambiale, il pagamento tramite contanti superiore alla soglia di tracciabilità stabilita dalla legge, ecc.

Alcuni comportamenti poi costituiscono illeciti amministrativi fino a una certa soglia di gravità, superata la quale diventano illeciti penali. Si pensi, ad esempio, alla guida in stato di ebbrezza che, da 0,5 a 0,8 g/l, è un illecito amministrativo, mentre da 0,8 g/l diventa reato. Lo stesso dicasi per l’evasione fiscale che, entro determinati limiti, comporta solo sanzioni tributarie da parte dell’Agenzia delle Entrate (con successiva emissione di una cartella esattoriale); oltre tali soglie, invece, comporta sanzioni di carattere penale. Stesso discorso per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali che, per importi inferiori a 10.000 euro, costituisce semplice illecito amministrativo.

Alcuni reati sono stati nel tempo depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi: così, ad esempio, l’emissione di assegni a vuoto, gli atti osceni in luogo pubblico, gli atti contrari alla pubblica decenza, le bestemmie, la guida senza patente, l’aborto clandestino, gli spettacoli osceni, ecc.

Quando una sanzione amministrativa va in prescrizione?

La prescrizione delle sanzioni amministrative è sempre di 5 anni. Pertanto, dopo tale termine, se ancora il trasgressore non ha ricevuto alcuna contestazione o richiesta di pagamento, l’eventuale sanzione è nulla e non va più pagata. Ma tale nullità non scatta in automatico: essa richiede sempre il ricorso al giudice.



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