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Anticipo Tfr dipendenti privati

27 Marzo 2021
Anticipo Tfr dipendenti privati

Alla fine del rapporto di lavoro il lavoratore ha diritto a ricevere la liquidazione accumulata nel corso del tempo.

Sei un lavoratore dipendente del settore privato. Devi acquistare una casa di proprietà e vorresti ottenere l’anticipazione del trattamento di fine rapporto. Ti chiedi quali sono le condizioni per ottenere l’erogazione di tale emolumento.

Il corrispettivo versato dal datore di lavoro al lavoratore a fronte della prestazione lavorativa non è rappresentato solo dallo stipendio mensile ma anche da una quota di retribuzione che viene accantonata anno per anno e liquidata al lavoratore alla fine del rapporto. In alcuni casi il lavoratore ha interesse ad ottenere, durante lo svolgimento del rapporto, un’anticipazione di tale monumento.

Ma quando è possibile l’anticipo Tfr dipendenti privati? Per poter ottenere l’anticipazione della liquidazione occorre aver maturato determinati requisiti di anzianità di servizio. Inoltre, l’anticipo è possibile solo per far fronte a determinate esigenze.

Trattamento di fine rapporto: cos’è?

Il contratto di lavoro è un contratto a prestazioni corrispettive. Il lavoratore, infatti, deve eseguire la prestazione di lavoro a favore del datore di lavoro e quest’ultimo, come corrispettivo, deve erogargli la retribuzione. Il corrispettivo per l’attività lavorativa del dipendente non è interamente costituito dallo stipendio mensile versato in busta paga in quanto esiste una quota di retribuzione differita che viene accantonata durante tutto il corso del rapporto di lavoro ed erogata al lavoratore solo in caso di cessazione della relazione contrattuale.

Tale istituto retributivo differito viene detto trattamento di fine rapporto, meglio conosciuto con l’acronimo Tfr o denominato anche liquidazione. Si tratta di un istituto retributivo del diritto del lavoro italiano che ha una finalità di protezione nei confronti del lavoratore. Grazie al Tfr, infatti, chi perde il lavoro non si ritrova del tutto privo di reddito ma può contare su una disponibilità economica per gestire la ricerca del nuovo impiego.

Come si calcola il Tfr?

La legge [1] prevede che il trattamento di fine rapporto debba essere accantonato annualmente. Per calcolare la quota annua di accantonamento del Tfr occorre prendere a riferimento la retribuzione dovuta al lavoratore nell’anno e dividerla per 13,5.

Per quanto concerne la base di calcolo, ovvero le somme erogate al dipendente che devono essere computate nel calcolo del trattamento di fine rapporto, la legge prevede che si debba prendere a riferimento qualsiasi somma erogata al dipendente in occasione del rapporto di lavoro a titolo non occasionale, fatta eccezione per quanto è stato corrisposto a titolo di mero rimborso spese.

I contratti collettivi di lavoro possono disciplinare le voci retributive da considerare nel calcolo del Tfr e, ad esempio, escludere alcune indennità dal calcolo della liquidazione.

Trattamento di fine rapporto: quando spetta?

Il trattamento di fine rapporto spetta a tutti i lavoratori dipendenti assunti con contratto di lavoro subordinato. Tale credito nei confronti del datore di lavoro diventa esigibile solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro. È indifferente la ragione che determina la fine del rapporto e hanno dunque diritto al Tfr sia i lavoratori che decidono volontariamente di dimettersi sia i lavoratori che ricevono una lettera di licenziamento o che concordano con il datore di lavoro la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Il pagamento del Tfr deve avvenire alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Vista la necessità di compiere conteggi anche relativi alla imposizione fiscale relativa al Tfr, molti Ccnl prevedono che il datore di lavoro abbia un periodo di tempo, in genere pari a 30 o 60 giorni, per l’erogazione della liquidazione.

Anticipo Tfr dipendenti privati

Possono essere molte le vicende della vita che rendono necessario, per il lavoratore, affrontare una spesa importante. In questi casi è interesse del dipendente poter utilizzare almeno in parte il trattamento di fine rapporto accantonato.

È possibile per i dipendenti privati chiedere l’anticipazione del Tfr al ricorrere di determinate condizioni.

Innanzitutto, il lavoratore deve aver maturato, presso lo stesso datore di lavoro, almeno 8 anni di servizio. Inoltre, l’anticipazione non può consistere in una quota superiore al 70% del Tfr cui il lavoratore avrebbe diritto se in quel momento cessasse il rapporto di lavoro. Inoltre, l’azienda non è tenuta ad accettare tutte le domande di anticipazione di Tfr pervenute. Esistono, infatti, dei limiti. In particolare il datore di lavoro deve annualmente soddisfare le richieste entro il limite del 10% degli aventi titolo e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti.

Inoltre, l’anticipazione può essere richiesta solo se finalizzata a sostenere determinate spese indicate dalla legge e in particolare:

  1. spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle autorità pubbliche;
  2. acquisto della prima casa sia per sé che per i figli, documentato da atto notarile.

L’anticipazione può essere richiesta solo una volta nel corso del rapporto di lavoro e l’ammontare anticipato al dipendente viene detratto dal trattamento di fine rapporto accantonato.

I contratti collettivi di lavoro il contratto individuale possono prevedere delle condizioni di accesso all’anticipo maggiormente favorevoli per il lavoratore.


note

[1] Art. 2120 cod. civ.


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