Cashback: a rischio l’importo dei rimborsi

24 Dicembre 2020
Cashback: a rischio l’importo dei rimborsi

Chi ha aderito con entusiasmo al bonus spese – che dà diritto alla restituzione del 10% dell’importo a chi paga con carta – rischia di rimanere deluso.

L’accoglienza è stata calda, forse anche troppo. I tantissimi utenti che hanno attivato il bonus cashback potrebbero non riavere indietro i 150 euro promessi. Perché? Perché potrebbero non esserci abbastanza soldi. Questo, almeno, è quanto sostiene Sky Tg24, che era già tornato sulla questione nei giorni scorsi.

Si era visto come la notizia di un 10% di sconto sulle spese di dicembre per chi paga con carta e bancomat (fino a un massimo di 150 euro per almeno dieci transazioni) fosse stata recepita con entusiasmo da milioni di italiani, al punto da mandare in crash l’applicazione Io, con non pochi rallentamenti iniziali.

Il problema vero, però, non è tecnologico, ma economico. Sono esattamente 5 milioni e 300mila i cittadini che si sono dotati di app, Spid, carta d’identità elettronica e santa pazienza per mettersi sulla lunga e tortuosa strada che porta al bonus. Un’anticipazione sul cashback vero e proprio che il Governo vuole spalmare su tutto il 2021 con modalità analoghe.

Questo è il numero degli utenti attivi, cioè che stanno attualmente pagando con moneta elettronica e memorizzando le proprie transazioni ai fini dell’ottenimento del cashback. Ma quei 5 milioni sono destinati quasi certamente ad aumentare, perché l’app Io è stata scaricata 9 milioni di volte. Gente che probabilmente non si è ancora dotata dello Spid o della carta d’identità elettronica e lo farà a breve. Il Governo ha stanziato 228 milioni di euro e non serve essere geni della matematica per capire che la cifra non basta. Un semplice calcolo è sufficiente e si arriva a una quarantina di euro, precisamente 43, a fronte dei promessi 150 (al massimo).

Il decreto istitutivo del cashback prevede che si abbassi la quota del rimborso in modo tale da garantirlo comunque a tutti. C’è anche da dire che bisognerà vedere poi quanti degli oltre 5 milioni di utenti attivi saranno davvero rimborsabili: è più che possibile, ad esempio, che una parte di questi non raggiungerà le dieci transazioni minime da eseguire per avere l’agevolazione, in tal modo autoescludendosi.

L’Esecutivo per ora rassicura: il rimborso al 21 dicembre era pari a 37 milioni di euro, una cifra ancora pienamente ricompresa dal plafond iniziale. E se anche non bastasse, si promette di rimpinguare il fondo cassa. Ma come? Bisognerebbe cambiare il decreto.



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