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Guida senza cinture: un certificato medico per un dolore toracico salva dalla multa

13 gennaio 2014


Guida senza cinture: un certificato medico per un dolore toracico salva dalla multa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 gennaio 2014



Sufficiente dimostrare la patologia con un certificato medico prodotto al giudice in sede di ricorso contro la multa per la violazione del codice della strada.

Il popolo italiano, si sa, quando si tratta di evadere impunemente la legge dà il meglio del proprio ingegno. E, forse, le più frequenti furbizie si trovano in materia di codice della strada.

Come non ricordare l’originale trovata di qualche venditore ambulante che aveva ideato le magliette con sopra la stampa diagonale di una cintura di sicurezza, in modo da creare, nel vigile di turno, l’illusione del rispetto del codice della strada.

Un trucco, però, che non sempre ha dato gli effetti sperati.

Così, in alcuni casi, soccorre il puntuale certificato medico. Enfatizzata o meno, una patologia fisica può essere spesso lo strumento per salvarsi dalla contravvenzione. Infatti, quando vi sia uno “stato di necessità”, viene meno anche l’illiceità della condotta che viola il codice della strada. Il tipico esempio è quello dell’eccesso di velocità reso necessario per recarsi d’urgenza all’ospedale, in presenza di un pericolo grave per la propria salute.

Inoltre, secondo una recente sentenza della Cassazione [1], colui che viene trovato alla guida senza cinture può evitare la multa in presenza di una patologia che impedisca l’utilizzo del dispositivo di sicurezza. Infatti, in tale situazione, stante lo stato di necessità, non si può procedere alla contravvenzione.

Secondo la Suprema Corte, non è necessario che la patologia venga dimostrata già all’atto della verbalizzazione da parte dei vigili, ma al contrario può essere documentata in un momento successivo, ossia davanti al giudice di pace, nel momento in cui il soggetto multato faccia ricorso contro la multa ricevuta.

È bene, però, munirsi di un certificato medico che attesti una patologia invalidante di gravità tale da giustificare l’incompatibilità con l’uso delle cinture di sicurezza. Ovviamente, alcun peso potranno avere le dichiarazioni testimoniali. In aggiunta, il multato potrebbe rendersi disponibile ad una perizia delegata dal giudice a un consulente tecnico.

note

[1] Cass. sent. n. 259/2014.

Autore immagine: 123rf.com

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